Microscultura nel rinascimento: le piccole statue in bronzo di uso domestico

Ritratto del GIambologna
Ritratto del Giambologna

Durante il rinascimento ebbero ampia diffusione le piccole statue in bronzo di uso domestico, destinate ad una clientela vasta, ma di gusti molto ricercati. Particolarmente a Firenze, Padova, Venezia – ma anche, in misura minore, in altri centri della Valpadana – si produssero statue o placchette imitate dall’antico o d’ispirazione più esplicitamente naturalistica: la piccola dimensione ne facilitò il commercio anche solo tra i raccoglitori di souvenirs.

A Padova, dove i grandi lavori di Donatello per l’altare del Santo costituirono per lungo tempo fonte diretta dìispirazione, emerge sul finire del Quattrocento la personalità del Riccio, che diffonde e rielaora motivi classici e naturalistici, spesso al limite del grottesco.

La sua impronta sull’ambiente veneto fu incancellabile, anche se poi Venezia, che presto sostituì Padova come capitale del bronzetto, si distinse per forme più sciolte ed evolute, caratterizzate da una grande naturalezza luminosa, specie nei lavori di Alessandro Vittoria, di Girolamo Campagna o Tiziano Aspetti.

A Firenze, infine, il bronzetto tocca la perfezione tecnica nelle bottege di Benvenuto Cellini e del Gianbologna, in sintonia con il dominante gusto manierista, caratterizzato da studiati “contrapposti” e da una assidua ricerca di perfezione stilistica. È una lezione di cui profitteranno le botteghe fiorentine del Seicento, che si mantengono ad un altissimo livello esecuivo.

Il mercurio al museo medievale di Bologna, esempio di microscultura
Il mercurio al museo medievale di Bologna, esempio di microscultura

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