Micenei: riassunto completo con elementi importanti e schemi

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In questo articolo faremo un riassunto completo e preciso della civiltà micenea, permettendo ai lettori di avere un quadro soddisfacente storico e culturale di questa incredibile civiltà del mediterraneo.

  • Intorno al 2000 a.c. Si insediarono in Grecia gruppi indoeuropei che si possono considerare gli antenati dei Greci.
  • La fusione con le culture e popoli preesistenti portò per esempio alla nascità della civilta minoica e in particolare ad un’importante civiltà sorta dal XVI al XII secolo a.C.
  • Questa civiltà, scoperta nel 1876 dall’archeologo dilettante Heinrich Schliemann a Micene, nel Peloponneso, venne definita appunto Civiltà Micenea.
    Per civiltà micenea, o epoca micenea, si intende l’età del bronzo della Grecia continentale, con particolare riferimento al periodo tardo elladico (TE in italiano; Myc o LH = Late Helladic in lingua inglese).L’espressione, che si riferisce alla città di Micene, fu coniata da Heinrich Schliemann nel suo libro Mycenae, del 1878 e, successivamente, utilizzata dai principali studiosi dell’Egeo del Bronzo, ha guadagnato subito importanza.
Palazzo di Cnosso (la sala del trono)
  • Schliemann aveva scoperto infatto un enorme palazzo fortificato, ma resti di palazzi simili risalenti alla stessa epoca sono stati trovati anche in altri luoghi del Peloponneso, come in Attica e in Tessaglia.
  • Ovunque, assieme ai palazzi, vennero rinevnute sepolture monumentali a fossa o a cupola (tombe a tholos)
  • A partire dalla metà del XV secolo anche a Creta si diffuse questa nuova civiltà, che impose sotto il proprio dominio l’isola a partire dal Palazzo di Cnosso.
  • La nostra conoscenza non si basa solo sui ritrovati archeologici: i dati più significativi vengono da una collezione di più di 4600 tavolette di argilla iscritte, trovate in vari palazzi e redatte durante il XIII secolo con una scrittura sillabica basata sulla lineare A, chiamata Lineare B.
  • Decifrata nel 1952 da Micheal Ventris, la Lineare B fu riconosciuta come una forma arcaica di Greco.
  • Una volta tradotte, le tavolette si rivelarono un’imponente collezione di documenti d’archivio: inventari di persone, oggetti e derrate agricole, elenchi di offerte, tributi, affitti e terreni: tutto ciò ci da una precisa fonte d’informazioni preziose della società micenea.
  • Si scoprì che i palazzi erano il centro politico, amministrativo e religioso di una serie di Stati territoriali indipendenti, più o meno estesi e tutti retti da un potere monarchico.
  • La struttura politico sociale di questi regni è stata in parte ricostuita: al vertice c’era il sovrano, il wanax, che però non era un monarca assoluto ed era quindi affiancato da un artistocrazia di dignitari, nella quale di distingue il lawagetas, probabilmente il capo dell’esercito, e gli altri capi militari, gli hequetai.
  • Esisteva poi una casta di notabili che detenevano grandi appezzamenti di terreno, i telestai, poi numerosi funzionari della burocrazia palaziale e dell’amministrazione locale come i Korete e i Porokorete.
  • Attorno al palazzo gravitavano anche gli artigiani e gli operai alla sua dipendenza ed infine gli schiavi, doero, che potevano essere di proprietà di privati o di una divinità (schiavitù sacra)
  • Due termini in particolare, trovati sulle tavolette, ebbero una grande importanza nella storia greca: damo e qasireu.
    Damo corrisponde al greco Domos e significa popolo, ovvero un distretto territoriale e la comunità che lo abita.
  • Qasireu invece ha origini più dubbie e forse indica il capo di un distretto o di una corporazione artigianale.

Il tesoro di informazioni che le tavolette della scrittura micenea ci hanno lasciato (riassunto)

Grazie alle tavolette, in particolare a quelle più importanti di Pilo e Cnossio, sappiamo molto sulle attività economiche su cui veniva esercitata la burocrazia palazziale: agricoltura (si coltivavano cereali, vite e olivo, la triade mediterranea), allevamento (ovino), produzione laniera, attività artigianali e manifatturuere come l’industria tessile (lana e lino), la lavorazione dei metalli (bronzo in particolare) e la produzione di oli profumati.
Non mancano inoltre registrazioni sull’equipaggiamento militare e sulla struttura religiosa, che veniva celebrata in zone apposite dei palazzi dedicate alla cultura.

Somiglianze degli dei micenei con i dei greci classici (riassunto)

Interessante è che nel pantheon miceneo, oltre a divinità originali, compaiono divinità che continueranno anche nelle epoche successive (Zeus, Hera, Poseidone, Dioniso, ecc…) anche se non sappiamo se avessero le stesse caratteristiche delle loro controparti greche.
Sicuramente diversa dalla religione greca era la presenza di sacrifici umani alle divinità.
Caratteristica di quest’epoca è anche l’esistenza di una rete di intensi rapporti con le altre regioni del Mediterraneo.

L’espansione dei Micenei e la conquista dei porti del mediterraneo (riassunto)

  • I Micenei, in cerca di metalli e materie prime assai scarse nella Grecia continentale, si mossero in lungo e in largo con le loro navi; questo è ampiamente dimostrato dall’ampia diffusione dei loro manufatti un po’ ovunque nel Mediterraneo.
  • Nel Mediterraneo Occidentale numerosi siti con materiale miceneo si trovarono nell’Italia Meridionale Ionica, in Sicilia Orientale, nelle Eolie e in Sardegna e, probabilmente per diffusione indiretta, anche in Italia Centrale e nella Penisola Iberica.
  • Ancor più diffusi furono sicuramente i Micenei nel Mediterraneo Orientale: Cipro, Rodi, la costa centro meridionale dell’Asia Minore (dove sicuramente c’erano avamposti commerciali se non vere e proprie colonie)
  • Ben documentati sono anche i rapporti con l’Egitto e con l’Impero Ittita, che si estendeva nell’Anatolia interna (rapporti non sempre pacifici)
  • L’espansione in Asia Minore si collega alla celebre epica sulla Guerra di Troia, combattuta da una coalizione di Achei (ovvero i Micenei con un nome con cui erano noti agli altri popoli) condotta contro una potente città dell’Anatolia nord-occidentale, vicino agli stretti. Troia venne assediata per dieci anni e poi distrutta in un periodo compreso (secondo le fonti) tra la prima metà del XIII secolo e gli inizi del XII.
  • La storicità del conflitto è ignota, si sa che Troia fu distrutta da un grande terremoto verso il 1300 e poi ricostruita in forma ridotta (Troia Settima), che venne poi probabilmente distrutta da mano umana
  • Le mire espansionistiche micenee non durarono poiché verso la fine del XIII secolo iniziò il loro lento ma inarrestabile declino.
Figura femminile acropoli micenei

Riassunto civiltà micenea (cronologia storica)

Da una prospettiva cronologica, il periodo del tardo elladico (TE, 1550-1060 a.C.) fu l’epoca in cui la Grecia micenea fiorì, sotto le nuove influenze minoiche da Creta e dalle Cicladi. Sulle ceramiche del TE si hanno talvolta iscrizioni in Lineare B. Il periodo TE è diviso sulla base della datazione dei reperti ceramici in I, II e III;[2] di cui I e II si sovrappongono al Tardo Minoico e il III lo supera. Il TE III è ulteriormente suddiviso in IIIA, IIIB e IIIC. Di seguito la datazione dei periodi:

  1. Tardo elladico antico o epoca palaziale: dal 1600 a.C. al 1400 a.C.
  2. Tardo elladico medio o fase neo palaziale: dal 1400 a.C. al 1200 a.C.
  3. Tardo elladico avanzato: dal 1200 a.C. al 1000 a.C.

La crisi della civiltà micenea (riassunto)

La fine del XIII secolo fu una fase traumatica per il mondo miceneo (Periodo Miceneo chiamato dagli storici IIIB) : molti palazzi furono distrutti ed abbandonati. Nel Periodo Miceneo appena successivo, il IIIC, ci furono alcuni segni di ripresa ed alcuni palazzi furono ricostruiti ma la crisi del sistema palaziale era irreversibile e tra la fine del XII secolo e la prima metà del XI gli stati micenei si dissolsero totalmente e la loro cultura sparì.

Le ragioni del rapido declino dei micenei (riassunto)

Le spiegazioni di questo rapido declino sono molte: catastrofi naturali (terremoti) che distrussero i palazzi e causarono prolungate carestie, Forti cambiamenti climatici che portarono forte siccità distruggendo le coltivazioni, rivolte dinastiche e rivolte interne agli stati oppure una possibile invasione estera.
Secondo alcuni testi trovati a Pilo si desume una situazione di emergenza militare, provocata forse dai cosiddetti Popoli del Mare, una coalizione di popoli che è attestato causò gravi danni in tutto il mediterraneo, sia in Egitto che nell’Impero Ittita, talmente tanto da forse causarne la caduta alla fine del XIII secolo. Questi popoli distrussero i traffici commerciali con l’Oriente, di fondamentale importanza per la politica palazziale. Un ipotesi un po’ meno accreditata è l’invasione da nord di un popolo di lingua greca stanziato in Grecia nord-occidentale, i Dori. Non ci sono però traccie di una significativa invasione straniera quindi è possibile pensare che alcuni gruppi di Dori vivessero già nelle comunità micenee in una condizione subalterna e che abbiano preso il posto della classe dominante dopo il crollo del potere palaziale. Per concludere il riassunto del rapido deblino dell civiltà micenea è probabile che questa sia derivata da una concomitanza di più fattori.

L’arte micenea e l’architettura micenea (riassunto breve)

Benché sia stata fortemente influenzata dalla civiltà minoica, ovvero quella degli abitanti di Creta, la civiltà micenea presenta notevoli differenze dal punto di vista architettonico ed artistico. Quella micenea fu infatti un’arte prevalentemente ispirata dalla guerra. I fastosi palazzi cretesi furono sostituiti da costruzioni robuste, circondate da enormi cinte murarie di fortificazione, realizzate con una serie di blocchi di pietra irregolari e collocate sulla parte elevata della città (acropoli). Le maggiori roccaforti si ebbero nelle città di Micene, Tirinto, Pilo, Argo e Tebe.

   
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