L’uso dei nomi femminili in giapponese e la formula “さん”: come si usa?

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Sei alle prime armi col giapponese e in questo momento stai facendo degli esercizi… ed ecco che arriva il dubbio: con i nomi femminili si usa la formula さん?

La frase  “Chiara non è un insegnate” si potrà tradurre con “キアラさんは先生ではありません”, giusto?

Quando la persona non è soggetto ma un altro complemento, il さん va mantenuto?

  1. Sì, puoi usarlo anche con i nomi femminili, e rimane anche nel caso in cui tu debba usare altre particelle (quindi nel caso degli altri complementi).
  2. さん è come dire: Mr. X o anche Ms. X (donna nubile) o Mrs.X (donna sposata), quindi un appellativo di rispetto. Chiamare per nome diretto si può solo con amici e parenti. Inoltre quando ti rivolgi direttamente alla persona andrai a usare cognome-san (es.: Rossi-san, come stai?), da evitare invece “tu” o “Lei”. Solo quando si parla di ragazzi (età scolastica) si distingue per genere: cognome-san per le ragazze, cognome-kun per i ragazzi (in realtà anche col nome proprio ma deve esserci più confidenza) …Oltre l’età universitaria invece dipende dal contesto: un datore di lavoro può chiamare una nuova assunta con cognome+kun e significa solo che c’è differenza di “status” tra loro (ma non è di per sé un offesa).
   
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