L’unica donna della battaglia di Lepanto: la storia di Maria Bailadora

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La battaglia di Lepanto fu una durissima battaglia combattuta con estremo coraggio fianco a fianco dai soldati italiani e spagnoli, come spesso acceva in quegli anni con buona e cattiva fortuna ma di solito con successo.

Una figura minore forse leggendaria ma il cui nome spesso ritorna nei racconti spagnoli della battaglia è quella di Maria Bailadora.

Secondo alcuni Maria Bailadora doveva essere una ballerina che decise di seguire il suo amante nella guerra contro i turchi.

Se per curiosità andassimo a guardare e approfondire qualcosa di più sulle relazioni riguardanti ufficilamente la battaglia di Lepanto, avendo cura di guardare sia le fonti italiane che quelle spagnole, sembra che solamente uno dei vari rapporti riporti il notevole racconto fatto dal soldato Marco Antonio Arroyo, uno dei veri testimoni della terribile battaglia,  che venne pubblicato nel 1576 a Milano (che allora faceva parte del Regno di Spagna) – |con il titolo di ” Relazione della vicenda della flotta della Lega santa” cita brevemente l’episodio di una donna spagnola vestita da soldato e che si intrufolò nella flotta combattendo sulla reale di Spagna.

Essendo un documento serio, una cronaca molto precisa della famosa battaglia navale, vale la pena scrivere che dice in questa relazione considerata preziosa e veritiera.
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La presenza di una donna a Bordo era veramente eccezionale perchè Don Juan d’Austria aveva espressamente vietato di imbarcare di “imbarcare donne e persone inutili”.

Ecco quello che scrive:

“Ma una donna spagnola, Maria, chiamata Bailadora ( La Ballerina), che si è spogliata delle abitudine e della naturale paura femminile, ha combattuta con tanta energia e destrezza con un archibugio, che molti turchi persero la vita e affrontata da uno di loro, l’ha ucciso a coltellate. Per questo Don Juan gli concesse un onore inconsueto e gli concesse che da allora in poi doveva prendere posto tra i soldati, come aveva dimostrato di essere, nel Tercio di Don Lope de Figueroa ».

Questo fatto è stato così importante per Marco Antonio Arroyo da dedicargli alcune righe nella raccolta di aneddoti che costituisce un capitolo del suo libro sfidando la misoginia del tempo. Il respiro romantico di questa donna di cui si dice avesse voluto seguire a tutti i costi l’amato,un soldato del Tercio del Mare oceano, e il suo innegabile valore furono così immortalati, rendendo omaggio eterno e meritato anche a tutti coloro che diedero la loro vita nella sanguinosa battaglia.

Approfondimenti e letture consigliate:

Roger Crowley (“Imperi del Mare”, 2009)

   

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