"Luna, lassù" – racconto/poesia Inuit in italiano

Viallaggio Inuit nel 1875, le finestre degli Igloo sono rivolte verso sud
Viallaggio Inuit nel 1875, le finestre degli Igloo sono rivolte verso sud

Molto bella è anche questa favola-poesia-racconto Inuit reperita online e assolutamente da aggiungere al menù della letteratura Inuit; presenta degli elementi magici e surrealisti che trovo interessanti.

Alcune premesse a questa poesia-racconto:

Gli inuit chiamano la luna “Taqqiup-inua” e si riferiscono a questa come a un essere maschile. Gli Inuit avevano la credenza che sulla luna abitasse un uomo, “l’uomo della luna” e che quest’ultimo fosse talmente potente da poter catturare le anime degli animali e degli uomini; queste anime una volta catturate potevano essere rivendicate dallo sciamano, l’unico capace di farlo.

 

 Kaujajuk riposa tra i cani sulla veranda alla ricerca di un po’ di calore e, mentre appoggia il viso sulle calde pellicce, guarda alla Luna, e canta questa canzone:

Luna, lassù,
amico fraterno, lassù,
tu mi dai un poco di calore,
le finestre si illuminano,
Luna lassù, tu sei la mia sola sorgente di luce,
io sto cercando di asciugare i miei vestiti,
è improbabile, è impossibile, non ce la farò…

L’uomo della Luna scese e fece diventare Kaujajuk un uomo molto forte e potente, e non esisteva nel villaggio una donna che non mostrasse un po’ di gentilezza nei suoi confronti o che non volesse diventare sua moglie.

Fonte

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