L'oriente romano – bizantino e slavo: il nuovo ruolo di Costantinopoli – Riassunto breve

Ricostruzione ideale di Costantinopoli
Ricostruzione ideale di Costantinopoli

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Mentre in occidente si veniva faticosamente ma in maniera abbastanza veloce delineando una nuova realtà attraverso la fusione di elementi di civiltà germanica e di quella romano – cristiana, la parte orientale dell’impero mostrava una sorprendente capacità di resistenza di fronte a pressioni esterne e a tensioni interne. Inoltre in oriente l’aristocrazia non godeva di una schiacciante superiorità sociale nei confronti del resto della popolazione e per giunta non formava una classe rigidamente chiusa. L’11 maggio 330 Costantino inaugura la nuova capitale sul bosforo, dandole il suo nome, in quanto concepita fondamentalmente come un monumento a sé stesso, Costantinopoli che conobbe un vero e proprio boom già con il figlio, Costanzo II, configurandosi inevitabilmente come concorrente di Roma. Questa del resto era in declino quale sede del potere dato che dopo Massenzio, il quale vi risiedette stabilmente dal 306 al 312, gli imperatori preferirono a causa prevalentemente dei loro impegni militari spostarsi da una città all’altra. Si stabilirono poi definitivamente nel 404 al tempo di Onorio nella più sicura Ravenna. Mentre però le altre città che erano state sedi provvisorie di governo (Treviri, oggi Trier in Germania, Sirminio nei Balcani, Milano) per quanto abbellite non avevano acquisito dignità di capitale e non erano state dotate di quelle strutture e di quei servizi che rendevano del tutto particolare la città di Roma. Costantinopoli fu attrezzata ben presto a imitazione di Roma.

– istituzione del senato da parte di Costanzo II
– creazione dell’annona civica per la distribuzione del grano
– dotazione di un ippodromo corrispondente al circo massimo di Roma direttamente collegato al palazzo imperiale per facilitarvi l’ingresso dell’imperatore che vi appariva a scadenze fisse secondo un rituale che finì col rendere sempre più grande il distacco tra il sovrano e il popolo, trasferendo il primo su un piano di sacralità e circondandolo di un alone di mistero.

La sacralizzazione del potere era il risultato anche dell’esaltazione del ruolo dell’imperatore quale difensore della genuina dottrina cristiana e in quanto tale responsabile della salvezza del popolo cristiano.
Tutto quindi spingeva verso una progressiva divaricazione tra occidente e oriente, e della trasformazione di quest’ultimo in forza politica autonoma. Tappa fondamentale di questo processo fu la divisione dell’impero tra Arcadio e Onorio alla scomparsa di Teodosio nel 395 anche se la questione che fece esplodere tutto fu la questione barbarica perchè mentre in occidente ci si stava orientando verso un pieno inserimento dei germani nell’esercito e nei quadri dello stato, in oriente si affermò una netta posizione di chiusura nei loro confronti e si attuò una politica sistematica di dirottamento verso occidente dei visigoti e degli altri germani orientali che diventavano sempre più inquieti sotto la pressione degli unni.

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Moneta dell'impero Bizantino
Moneta dell’impero Bizantino

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