Lo sviluppo economico degli USA – (Riassunto di storia economica)

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USA riassunto storia economica

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Colonizzazione crescita della popolazione:

  • 1790 -> 4 milioni
  • 1870 -> 40 milioni
  • 1915 -> 100 milioni

Non tutto dovuto alle immigrazioni ma grazie alla favorita feritilità. I bambini nati nel suolo americano acquistavano la cittadinianza americana (metodo del “ius solo”, la cittadinanza si acquisisce con la nascita).

Gli USA non pongono barriere all’immigrazione fino a 1921. Si tenta, inizialmente con leggi che vietavano all’afflussono agli analfabeti, con prove di scrittura e lettura, ma per due volte i presidenti americani si rifiutano di firmarli. Nel ’21 mettono la barriera, si può immigrare solo in base a una piccola quota in base alla popolazione del paese proveniente, ad esempio 3% degli italiani.

 

Tappe della costruzione della potenza statunitense:

  • Guerra d’indipendenza 1775 – 1783
  • 1789 proclamazione dello stato federale, e firma della costituzione americana, si pongono le basi per quello che sarà la struttura dello stato americano. Difesa, moneta, politica estera, politica commericiale.

Espansionismo americano

  • 1823 dottrina Monroe, nega agli europei il diritto di intromettersi nelle vicende americane. Ognuno pensi al proprio. Si compra la Louisiana dalla Francia (colonia francese in USA) e ci si espande verso la California, si annette il Texas, e questo portò alla guerra messicana.
  • 1846 – 48 guerra messicana, vincono gli USA e ottengono 7 stati

 

L’idea degli USA era crescere come potenza

  • Poco dopo la guerra messicana nel 1860 scoppia la guerra civile. Vantaggio americano, ha dovuto combattere poco sul suo territorio, l’unico motivo di guerra fu proprio la Guerra Civile. Fu eletto Lincoln. Guerra di successione, tra sud e nord.
  • Dualismo tra nord e sud. Sud agricolo e nord delle manifatture. Sud liberalista e nord protezionista. Differenze politiche ed econoomiche che dividono le due fazioni. Vincerà il nord, che abolirà la schiavitù.

 

La politica protezionistica

  • 1816: protezione significativa di manufatti di cotone (dal nord)
  • 1824: aumenti daziari e 1828: “tariff of abomination”
  • 1837: riduzione e rialzo, politica altalenante
  • 1857: riduzione dazi, ma non sui manufatti (vuole seguire l’andamento europeo, ma poi verranno reintrodotti)
  • 1865: fine guerra di seccessione
  • N.B. crescita USA e dazi elevati: la crescita degli usa avvene con dazi molto elevati, paradosso!
  • Williamson: paradosso, la crescita sarebbe avvenuta in modo migliore con una politica più liberista, ma in realtà non studia perché hanno voluto proteggere tali prodotti.

 

Irwin:

  1. correlazione non casuale – nel caso USA la crescita non dipense dal commercio
  2.  vennero protetti beni che non incisero sulla crescita (dazi fiscali – modesto ruolo su formazione struttura industriale)
  3. crescita USA frutto di mobilizzazione risorse interne

Il take off americano e la teoria di Rostow

Sviluppo in 5 stadi: da una società tradizionale (predominanza agricola, vittima di tutti gli eventi naturali catastrfici che possono succedere, una società pre-industriale). Stato di transizione (in cui la società si mette a produrre innovazione e cerca il mutamento, nascono figure imprenditoriali di riferimento che investono capitali in nuove imprese). Il decollo (take off) avviene intorno al 1850, gli investitori danno una apacità di crescita all’economia, “big push” di Rostow.Fase di maturità, in cui l’intero sistema si è modernizzato e si entra in una fase di rallentamento. Ultima fase, età dei consumi di massa, si inizia a standardizzare ogni prodotto, per renderlo accessibile ad ogni consumatore.

  • Il catching up nei confronti della Gran Bretagna
  • Anni 80′ e 90′ dell’800 il reddito pro-capite (come misurare la potenza di un paese) americano superò quello inglese
  • Fase di maturità raggiunta nel 1900
  • Gli USA diventano esportatori netti di capitale
  • Leader della seconda rivoluzione industriale (con la Germania)
  • Sviluppo economico equilibrato

 

Elementi esplicativi del successo USA

  • Diversa dotazione di fattori della produzione rispetto all’Europa (HO)
  • Abbondanza di terra e risorse naturali
  • Forza lavoro scarsa, rispetto al territorio e alle risorse (differenziale salariali, pochi lavoratori, stipendi altissimi, a metà ‘800 lo stipendio è doppio di quello inglese, a inizio 900’ la differenza salariale è del 30%, nel caso italiano la differenza è anche 4 o 5 volte il salario italiano) (H), paese no “label intensive”.
  • Abbondanza di capitali dovuta al fatto che i titoli di stato americani e tutte le grosse imprese che li vendono sono comprati dai risparmiatori europei (soprattutto gli inglesi e poi i francesi) che investivano negli usa perché era un investimento poco rischioso e con un buon rendimento.
  • Esportano grano e cominciano a guadagnare moltissimo. Si innesca una crisi terribile dovuta all’invasione del grano americano a basso.

 

Tecnologia:

  • meccanizzazione dell’agricoltura e dell’industria a partire dalla seconda metà dell’800
  • i macchinari non solo labour saving ma ottimizzavano anche l’uso degli input di capitale
  • Nasce l’american System of manufacturing:
  1. Standardizzazione del prodotto (prodotti non tanto differenti ma che costano poco e che possono essere comprati dalla massa). Vantaggio: sono tutte uguali e se mi si rompe trovo subito il pezzo di ricambio, non come succede in Europa = granade vantaggio per i consumatori! Compro a un prezzo ridotto e la aggiusto con un prezzo ancora più basso!
  2. Intercambiabilità delle parti!
  3. Assemblaggio di parti standardizzate
  4. Forza di lavoro despecializzato (ex contadini, analfabeti che possono essere facilmente adattabili alla produzione industriale)
  5. Catena di montaggio – mass production
  6. Domanda omogenea, nasce anche la necessità di fare pubblicità  (la pubblicità creò la domanda, in quanto prodotti sconosciuti nascono a fine ‘800, come lo spazzolino o il rasio (by Colgate e Gilette). La propaganda si faceva tramite i cataloghi e la stampa. La domanda era più omogenea rispetto a quella europea.

La standardizzazione del prodotto fu più difficile da introdurre in Europa in quanto europei abituati al prodotto su misura.

 

Frederick Taylor e lo scientific management

  • 1903 studio “scientifico” del rapporto fra rendimento umano e incentivi salariali
  • Studio dei tempi (cronometraggio) e dei gesti richiesti dal lavoro
  • Determinazione scientifica della “massima equità di lavoro eseguibile” o “one best way”
  • Aumento produttività del lavoratore attraverso l’uso di premi
  • Ruolo del management, manager officina
  • Traduzione europea: il sistema Bedaux (imprenditore Canadese), arriva in Francia e aprì il primo ufficio, che ripropone le idee tayloriste e cerca di guardare al metodo migliore di produzione, ridurre i tempi. Si inventa l’unità di tempo Bedaux, per scandire i tempi di un lavoro. A contrario di Taylor dà un aumento di salario inferiore e spartito tra l’operaio e il manager d’officina (premio per il manager del 25% sull’aumento salariale degli operai). Non fu visto di buon modo. In realtà voleva essere un incentivo al sistema manageriale. Il sistema Bedaux spopola in europa, attraverso anche alla propaganda. La fiat aveva un ufficio Bedaux. Quando però anche in Italia i fascisti non difesero molto il lavoro italiano, gli operai si ribellarono, e i sindacati fascisti, tramite una protesta, nel 35% spodestarono il metodo Bordeaux, in quanto troppo sfruttatore). Cambiò nome da quel momento ma l’organizzazione rimase. Era un sistema a costo zero, non c’è sborso di capitale, per questo ebbe enorme successo fra gli imprenditori.

Gli USA si oppongono a questo sistema, protestano, e Taylor viene portato davanti al giudice, accusato di sfruttamento della classe operaia da operai di un’azienda. Taylor fu assolto ed ebbe comunque successo.

Istruzione:

  • estesa alfabetizzazione dei bianchi (90% nel 1860)
  • Fine ‘800 colleges e istituti tecnici
  • 1860 il Morril Act concesse terreni gratuiti e sussidi agli istituti superiori di istruzione tecnica, sono i primi a riscoprire le università
  • Inizi del 1900 prime business schools
  • 25% della spesa pubblica assorbita dall’istruzione

Qual’è l’esigenza? Avere dei buoni manager, per gestire la grande impresa!

In Europa? Non esisteva una scuola per diventare manager, l’Inghilterra credeva che manager ci si nascesse, non ci si diventasse. In Italia la prima business school nasce nel 1930 al politecnico di Milano, che propone anche qualche corso per manager. In Italia fino agli anni 1970 le business schools sono private! I “manager non servono””. Incapacità dell’università italiana di adattarsi all’economia manageriale. La prima business school nasce nel 1970 con la Bocconi, ancora oggi in parte privata. In Inghilterra i manager erano tutti laureati in lettere e filosofia.

 

Il ruolo dello stato

  • basso rapporto spesa pubblica/Pul 1902 – 1913 tra il 7% e l’8%. In Italia 10-18% (stato più interventista). USA -> “stato minimale” non massimale quanto Italia (poco interventista).
  • Attività di supervisione e stimolo alla colonizzazione dell’Ovest
  • Politica protezionistica
  • Normativa antitrust: 1890 Sherman Act – 1914 Clayton Act (regolamentava le fusioni)
  • Fu il primo paese che ha dovuto regolamentare la situazione di monopolio in quanto fu il primo paese ad avere una grande impresa (es Rockfeller).
  • Il primo New Deal 1933
  1. Roosvelt:
  • Nuove leggi bancarie (securities act)
  • Agricolture adjustement Act (AAA)
  • TVA: si finanzia lo sviluppo di un area sottosviluppata (quella del Tennesse)
  • National Industrial Recovery Act
  • Aiuti diretti agli indigenti
  • Abbandono del gold standard
  • 1935: legge Wagner (CIO congress for industrial Organization), social security (SSA), Works Progress Administration (WPA)

 

I cambiamenti alungo termine del New Deal: Rooswelt

drastica ridistribuzione dei redditi verso il basso grazie a nuove tasse: aliquota massima salì al 79% (dal 24%) fino al 91% durante la guerra fredda

si riduce la disugualianza, si riduce il differenziale salariale tra ricchi e classi lavoratrici

Creazione della middle class (anni 50′)

 

L’evoluzione della grande impresa (Chandler)

Fusioni -> big business

1909: 100 imprese -> 22% della produzione manufattiera americana

Alla base dello sviluppo della moderna impresa va posta: l’espansione del mercato, la crescente complessità delle tecniche (rivoluzione nei modi di trasporto, distribuzione e produzione), la formazione dell’apparato digerenziale

 

Successo della grande impresa:

distribuzione (1850 – 1890): commercializzazione di massa, ruolo importante quello della pubblicità

Produzione: nuove tecniche consistenti e investimenti

Management

 

Il fordismo:

quest’epoca è caratterizzata dall’uso di macchinari specializzati per accellerare i ritmi produttivi. Nel 1913 fu introdotta la cosidetta “catena di montaggio” alla Ford. I tempi di produzione di un’auto passarono da 12 ore a solo 1 ora e 33 minuti nel 1914. Nel 1914 lo stabilimento di Detroit era in grado di produrre 1000 auto al giorno

 

La ford T:

in totale sono state 15007003 le Ford Model T prodotte. Nel 1914 costavano 850$ (contro i 2000 e 3000 delle vetture concorrenti), nel 1926-27 grazie all’aumento di efficienza e di volume della produzione costavano meno di $300. I dipendenti Ford erano i meglio retribuiti con 8 dollari al giorno contro una media di 5,5 della concorrenza pur lavorando un’ora in meno.

 

La struttura della grande impresa:

  1. Metà 1800: impresa monofunzionale (U-form) = 4/5 dell’intera capacità produttiva -> processi di fusione
  2. 1860 – 1900: impresa multifunzionale (multiprodotto e multinazionale)
  3. Impresa multidivisionale (generalMotors e Du Pont):
  • integrazione orizziontale e verticale
  • Espansione verso aree geografiche lontane
  • Investimenti in R&S, applicazione sistematica alle scoperte scientifiche
  • Diversificazione verso nuovi prodotti
  • Modificazione della struttura amminstrativa: M-form organizzata per linee di prodotto o aree geografiche
  • Nascita della conglomerata

 

Concludendo: fondamentale fu il ruolo dei mercati e della tecnologia nello sviluppo industriale degli USA. Dal 1840 il ruolo della tecnologia nell’evoluzione dell’impresa fu determinante. La produzione e la distribuzione is proiettò verso le “masse”. Ruolo fondamentale della “rivoluzione organizzativa” quale compimento di quella industriale. Il successo della grande impresa si basava sullo sfruttamento ottimale delle economie di scala, economie di diversificazione ed economie di velocità.

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