Lo schema narrativo tipico della divina commedia – riassunto (appunti)

Nella divina commedia e specialmente nell’inferno Dantesco le varie vicende seguono un ciclo ben preciso; di seguito cercheremo di proporre uno schema strutturato secondo le fasi più tipiche.

Solitamente il dannato o il beato viene interrogato. Se non racconta del peccato, racconta una parte della sua vita che contiene una verità. Si ha così una successione di racconti che contengono una VARIETA’ (anche del male!). questo è il vero interesse di Dante: non tanto condannare o premiare, ma dare un’opera che sia innanzitutto UTILE, per scoprire la verità e la varietà del mondo e dell’uomo.

I dannati infatti sono uomini completi, non personaggi piatti. Ha scelto l’aldilà per questa rappresentazione perché è un luogo dove non c’è menzogna. La Commedia inoltre non è un’opera teologica, infatti in molti casi il rigore dottrinale non viene rispettato.

Esempio: nel secondo canto, quando le tre sante si muovono e addirittura Beatrice scende a chiamare Virgilio. È dottrinalmente impossibile perché non ci si potrebbe spostare dal proprio cielo. Questa variazione rispetto alla dottrina diviene parte costituente del racconto. Non c’è la pretesa di oggettività sull’aldilà, vuole mostrarlo per come gli è stato mostrato, per portare a noi una visione sovraumana, rendendola umana, per esortare e istruire il lettore. Ogni sua scelta narrativa è finalizzata al portare una verità, che sia però da seguire per la salvezza in VITA, non per la condanna o beatitudine che avverrà di conseguenza dopo.

La scelta è nella vita, scrive per i lettori del suo presente (anche i personaggi incontrati sono quasi contemporanei). È un dialogo che stimola affrontando tutti gli aspetti del suo presente (politica, astronomia, lavoro). Vengono anche citati come VERI dei personaggi che sono mitologici, come Ulisse, che viene rappresentato secondo la sua visione, che non è quella canonica e tradizionale, ma il punto è che rappresentandolo in questo modo, diviene portatore di una verità.

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