L'Italia e l'imperialismo "straccione" del fascismo – riassunto storia economica

Storia economica riassunto economia durante il fascismo

L’operazione di salvataggio bancario vide la creazione dell’IMI (1931) e dell’IRI (1933). L’IRI controllava la totalità della produzione di armi, delle costruzioni navali, la compagnia di navigazione, le compagniee aereee, telefoni, elettricità, meccanica, chimica, ex banche miste, altre imprese. Era stato inizialmente pensato come un ente temporaneo, poi fu dichiarato permanente, mentre nel 1936 venne varata una nuova riforma bancaria, che rendeva pubblica la Banca d’Italia e aboliva la pratica di banca mista, e venne abbandonato il gold standard, legando la lira al dollaro. Vennero evitati fallimenti a catena, ma la congiuntura economica non migliorò. Il regime fascista non considerò la svalutazione della lira, e questo rese la politica monetaria restrittiva. Vnnero formulati 2 interventi: la “bonifica integrale” che continuò durante gli anni della crisi, anche se solo dove tradizionalmente le bonifiche erano state capite e apprezzate, dato che occorreva il concorso di privati) e l’introduzione delle Corporazioni (che dovevano essere lo strumento di superamento della conflittualità fra capitale e lavoro e la camera delle Corporazioni, il luogo di rappresentanda degli interessi comuni alternativo al parlamento liberale).

La camera delle corporazioni non ebbe grande efficacia. Nel 1934 l’economia italiana ancora non dava segni di ripresa; sull’onda della propaganda nazista o delle difficoltà economiche interne, Mussolini progettò un intervento militare che iniziò una corsa al riarmo, che proseguì col sostegno italiano al generale Franco nella uerra civile spagnola e on l’avvicinamento a Hitler, culminato nel patto d’acciaio del 1938, precedente all’adozione delle leggi razziali contro gli ebrei e all’entrata nella seconda guerra mondiale nel Giugno 1940. Mussolini cercò di imitare l’autarchia hitleriana, con risultati meno soddisfacenti. La ripresa italiana fu prevalentemente basata sul riarmo, anche se i risultati furono inadeguati rispetto alle caratteristiche e alle modalità della seconda guerra mondiale.

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