L'influenza delle emozioni nella nostra percezione delle cose (psicologia)

Differenti processi cognitivi vengono impiegati per aiutare l’organismo a comprendere e imparare a far fronte alle situazioni; a questo scopo, LE REGIONI DI ELABORAZIONI DELLE EMOZIONI VANNO AD INTERAGIRE CON LE AREE CEREBRALI RESPONSABILI DEI MECCANISMI DI PERCEZIONE, ATTENZIONE E APPRENDIMENTO.

Le informazioni sensoriali con significato emotigeno e la loro elaborazione

L’elaborazione delle informazioni sensoriali con significato emotigeno oltre ad AVVENIRE PRIMA RISPETTO ALL’ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI SENSORIALI NEUTRE, è associata ALL’ORIENTAMENTO VOLONTARIO ESOGENO DELL’ATTENZIONE, catturata dalla rilevanza emotiva dello stimolo e in parte dalla tendenza volontaria a prestare at-tenzione a determinati stimoli (come nel caso delle fobie, caratterizzate dalla continua ricerca nell’ambiente di poten-ziali minacce). Tra gli esperimenti che hanno esaminato la rilevazione automatica degli stimoli emotigeni, i più impor-tanti sono quelli che si sono concentrati sulla paura, tramite studi in cui stimoli emotigeni visivi o uditivi venivano mascherati al fine di individuare una risposta a livello cerebrale anche quando il partecipante non è consapevole dello stimolo presentato. Nei soggetti con fobie specifiche e disturbo postraumatico da stress, sono stati INDIVIDUATI SCHEMI DI ATTIVAZIONE AUTONOMA DELL’AMIGDALA (e risposte di conduttanza cutanea con EEG), responsabile dello stato di paura, esagerati, in particolare se venivano presentati stimoli minacciosi collegati all’esperienza trauma-tica vissuta dal soggetto, suggerendo un RUOLO CHIAVE NELL’ELABORAZIONE PERCETTIVA IMPLICITA NEI DISTURBI D’ANSIA.

In uno studio noto come “ATTENTIONAL BLINK”, due parole sono presentate in sequenza in un lasso di tempo troppo breve perchè il soggetto possa riportare la seconda parola, in quanto la sua attenzione è ancora foca-lizzata sulla prima; tuttavia, SE SOLO LA SECONDA PAROLA È EMOZIONALMENTE RILEVANTE, PUÒ ESSERE RILEVATA PIÙ VELOCEMENTE RISPETTO ALLE PAROLE NEUTRE. Questo miglioramento di prestazione non si riscontra in pazienti con lesioni bilaterali dell’amigdala, suggerendo che questa struttura sia responsabile di un meccanismo di codifica percettiva che consente a stimoli emotigeni di raggiungere la coscienza più rapidamente. Un percorso attraverso il quale le emozioni potrebbero influenzare la percezione, è rappresentato dalle CONNESSIONI ANATOMICHE TRA AMIGDALA E CORTECCIA SENSORIALE: nel caso della visione, mentre l’amigdala riceve gli input sia da stadi tardivi dell’elaborazione visiva corticale dalla corteccia temporale inferiore, fornisce allo stesso tempo feedback a diverse strutture lungo la via dorsale, tra cui anche la corteccia visiva primaria. Questa teoria è sostenuta da uno studio fMRI con soggetti epilettici con lesioni al lobo temporale mesiale: la presentazione di espressioni facciali impaurite a sog-getti con lesioni ippocampali causava un aumento di attività nella corteccia occipitale e nel giro fusiforme, mentre ciò non si verificava in soggetti con lesioni all’amigdala.

Risposta comportamentale e stimolo emotigeno

Per dare inizio alla risposta comportamentale a seguito dello stimolo emotigeno vengono messe in atto diverse funzioni attentive e cognitive; per studiare l’allocazione dell’attenzione, dei soggetti sono stati allertati e orientati verso uno stimolo emozionale arrestando il comportamento in corso impiegando il sistema nervoso autonomo; gli effetti automatici dello stimolo emozionale possono essere elaborati nelle vie sottocorticali e corticali ventrali che connettono le regioni sensoriali e limbiche, senza attivare il sistema di controllo attentivo. In pazienti con sindrome da EMI-NEGLIGENZA causato da un danno alla corteccia parietale destra, l’attenzione può essere guidata in modo riflessivo nell’emicampo negletto tramite uno stimolo minaccioso (predatorio e sociale), nonostante il danno del sistema frontoparietale di controllo dell’attenzione.

Le regioni limbiche e la percezione

Anche LE REGIONI LIMBICHE POSSONO INFLUENZARE L’ELABORAZIONE ATTENTIVA FINALIZZATA AD UNO SCOPO: l’amigdala può indurre IL RILASCIO DI ACETILCOLINA, CAUSANDO UN AUMENTO DI ATTIVITÀ CORTICALI grazie alle sue numerosi innervazioni con la corteccia, andando ad interessare vari aspetti dell’attenzione che contribuiscono, ad esempio, al condizionamento appetitivo nei roditori.

Il cingolo anteriore e la percezione

IL CINGOLO ANTERIORE (che mette in collegamento amigdala, insula e altre aree limbiche) e le regioni ad esso collegate nella rete attentiva frontoparietale, mantengono un EQUILIBRIO TRA LE FUNZIONI EMOZIONALI E ATTENTIVE DORSALI NELLA REGOLAZIONE DELL’UMORE: nei disturbi dell’umore, questi schemi di attività risultano sbilanciati, portando ad una attività eccessiva nell’elaborazione emozionale a scapito di quella attentiva-cognitiva. Come conse-guenza, soggetti affetti da depressione passano molto più tempo di individui normali a rimuginare su esperienze tristi della propria vita, manifestando difficoltà a riorientare l’attenzione su questioni realmente salienti.

 

(Da appunti condivisi con noi)

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