L'europa tra crisi e trasformazione: la crisi agricola del XIV secolo e la crisi del settore tessile – storia medievale riassunti

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Agli inizi del trecento in tutta Europa si poté assistere al rallentamento della produzione di tutti i
settori, al rallentamento della fondazione di nuovi insediamenti e all’insorgere di frequenti carestie
di cui fecero le spese gli strati più poveri della popolazione.

Le nuove tecniche agricole non erano
state sufficienti per portare ad un consistente aumento della popolazione che dopo essere cresciuta
era arrivata al punto di rottura. Le carestie che comunque avevano interessato l’Europa anche in
passato, nel XIV secolo avevano assunto una particolare drammaticità in quanto erano molto
frequenti. Il fattore climatico fu molto importante in quanto in questo periodo il clima si trasformò
diventando più freddo e piovoso, che combinato con le frequenti crisi di sussistenza contribuì al
crescere ed al diffondersi delle epidemie.

A tutto questo è da aggiungere la comparsa della peste
nera nel 1348 i cui effetti furono disastrosi. Ovunque si abbattesse la peste provocava spaventosi
vuoti di popolazione che non era possibile colmare facilmente poiché la peste si stabilì in Europa in
forma endemica. Come se non bastasse tutto questo nel corso del trecento si abbatte sull’Europa un
nuovo flagello: la guerra. Il primo esempio della nuova condotta bellica fu usato in Italia
meridionale nel 1282 con la guerra del vespro che durò ben novant’anni.

La guerra fu condotta in una maniera molto accanita e furono utilizzate molte milizie composte da mercenari chiamate anche
compagnie di ventura. Le truppe mercenarie erano un prodotto della società feudale, ma
rappresentavano anche un decisivo superamento degli eserciti feudali poco consistenti e difficili da
gestire. Un modello alternativo a quello feudale era rappresentato dagli eserciti comunali che
diedero ottima prova sul campo nelle lotte contro Barbarossa e Federico II.

Questo tipo di esercito attraversò una crisi quando la partecipazione democratica all’interno dei comuni venne
progressivamente ridotta. La richiesta di servizi militari e la disponibilità di bande armate
capeggiate da nobili portò ad una esplosione del fenomeno. Questo fatto portò delle conseguenze
per la popolazione: gli stati furono costretti ad aumentare le spese militari per accaparrarsi i
condottieri migliori, di conseguenza venne aumentata la pressione fiscale sulla popolazione ma
nonostante questo gli stati nel corso del tre-quattrocento si trovarono in una condizione di perpetua
precarietà economica e dell’affannosa continua ricerca del soldo per il pagamento dei soldati. Le
milizie del resto non facevano molta differenza tra popolazioni amiche e quelle dei territori nemiche
abbandonandosi spesso a saccheggi e razzie di ogni genere.

Le compagnie che operavano in Italia
erano straniere ma presto ad esse si affiancarono compagnie italiane che nel corso del quattrocento
diedero origine a delle vere e proprie imprese economiche. In questo periodo ebbero un ruolo
importante anche le rivolte che infuriavano in Francia, Inghilterra ed in altre zone dell’Europa
sostanzialmente per lo stesso motivo; la precaria condizione di vita delle classi più povere e la
prepotenza delle classi nobili. Nell’Italia meridionale si diffuse il fenomeno del brigantaggio.

Un particolare che caratterizzò l’Italia, causato dalla massiccia urbanizzazione dei secoli precedenti, fu
l’inquietudine dei lavoratori tessili. Questa inquietudine era causata dalla mancanza di tutela
sindacale per i lavoratori che invece era contemplata per i loro datori di lavoro che si riunivano in
corporazioni di arti e mestieri.

La crisi del settore tessile era causata anche dalla costante
sovrapproduzione che si verificava nel corso del trecento, inoltre le rivolte dei salariati non portavano mai ad un cambiamento della loro condizione dato che il potere veniva sempre ripreso dai nobili e dai mercanti che nel migliore dei casi concedevano ai rivoltosi solo diritti limitati. Comunque la crisi delle piazze italiane ed europee coincise con la ripresa ed il miglioramento delle condizioni di vita.

Lo stesso declino demografico non si manifestò ovunque con la stessa violenza, per questo alcune città si trovarono con un peso politico superiore rispetto al passato. Un altro problema del tre – quattrocento è rappresentato dalla scarsità di moneta circolante che obbligò le autorità a reagire con provvedimenti volti a impedire l’esportazione dell’oro e dell’argento ed a rimettere in circolazione la moneta imponendo l’uso del contante nelle transizioni commerciali e nel pagamento delle lettere di cambio.

Il problema della scarsità di metallo prezioso in Italia ed in Europa verrà risolta solo nel 1500 con l’arrivo dell’oro delle Americhe.

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