Letteratura Maya: cosa è rimasto oggi delle antiche leggende?

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Il sistema di scrittura Maya venne probabilmente realizzato dagli abitanti precolombiani delle Americhe; fu senz’altro il sistema di scrittura più sofisticato e altamente sviluppato fra quelli presenti in Mesoamerica. Le prime iscrizioni che potremmo considerare come primo scritto dei Maya risalgono al 300-200 a.C., nel bacino del Petén. Tuttavia il sistema di scrittura Maya venne preceduto sicuramente da molti altri sistemi di scrittura mesoamericani, come le scritture Epi-Olmechi e gli Zapotec. La prima scrittura Maya apparve sulla costa del Pacifico del Guatemala verso la fine del I secolo d.C., o forse all’inizio del II secolo. Le somiglianze tra la scrittura istmiana e la scrittura Maya primitiva della costa del Pacifico suggeriscono che i due sistemi si svilupparono in buona parte assieme. Intorno al 250 d.C., la scrittura Maya era diventata il sistema di scrittura più formale e coerente.

La Chiesa cattolica e gli ufficiali coloniali, in particolare il vescovo Diego de Landa, distrussero i testi Maya ovunque li trovassero, e con essi la conoscenza della scrittura Maya, ma per caso sono stati conservati tre libri precolombiani incontestati datati al periodo postclassico (a proposito conosci il “mito della creazione maya“?). Questi sono conosciuti come il “Codice di Madrid”, “il Codice di Dresda” e infine il “Codice di Parigi”.

Due pagine del “Codice di Parigi”, uno dei pochi codici scritti ancora intatti della letteratura maya.

Alcune pagine scritte tramite caratteri maya sopravvivono da un quarto libro, il “Codice Grolier”, la cui autenticità è contestata. L’archeologia condotta nei siti maya rivela spesso altri frammenti, blocchi rettangolari di gesso e schegge di vernice che erano probabilmente un tempo buoni documenti della scrittura maya; questi resti allettanti sono purtroppo oggi gravemente danneggiati e solo alcune iscrizioni sono sopravvissute, la maggior parte del materiale organico presente in questi rest infatti è ormai deperito. In riferimento ai pochi scritti Maya esistenti, Michael D. Coe, un importante archeologo dell’Università di Yale, dichiarò:

La conoscenza del pensiero antico di Maya deve rappresentare solo una piccola parte dell’intero quadro, poiché delle migliaia di libri in cui è stata registrata la piena estensione del loro apprendimento e del loro rituale, solo quattro sono sopravvissuti ai tempi moderni.

La maggior parte della scrittura pre-colombiana Maya sopravvissuta risale al periodo classico ed è contenuta in iscrizioni di pietra provenienti da siti archeologici maya, come materiale rinvenuto per mezzo di steli o vasi di ceramica. Una parte del materiale sicuramente è rimasta anche dai suddetti codici maya citati prima, dalle facciate a stucco dei palazzi, dagli affreschi, dalle architravi in ​​legno, pareti di caverne e manufatti portatili realizzati con ampie varietà di materiali, tra cui ossa, conchiglie, ossidiana e giada.

   
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