Come leggere un haiku, la poesia tipica del Giappone

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L’Haiku è una poesia tipica del Giappone. haiku

Per la sua eccezionale immediatezza e apparente semplicità, venne riconosciuto come una vera e propria forma d’arte, grazie ad alcune opere di famosi scrittori giapponesi.

L’haiku deve il suo nome allo scrittore giapponese Masaoka Shiki, che utilizzò, con altri numerosi poeti, questo genere letterario per descrivere la natura e i sentimenti umani, colti nella loro essenzialità.

La brevità del testo, caratteristica peculiare, scaturisce dall’assenza di fronzoli lessicali e retorica, nonchè dall’assenza di un titolo.

L’Haiku ha una struttura di 3 versi, rispettivamente di 5,7 3 5 sillabe. la composizione dell’Haiku richiede una grande sintesi di pensiero e d’immagine dato che Il soggetto dell’haiku è una scena rapida ed intensa (il Kigo che allude, richiama, segnale il cosiddetto “riferimento stagionale” : un fiore, una festa civile o estiva, un animale, un filo d’erba,ecc), un luogo, una pianta o un evento..

HaikucomeleggerloPer via dell’importanza del riferimento stagionale i “saijiki” raccolgono tutti i riferimenti divisi per stagione con tutte le sottocategorie. I versi dell’Haiku presentano almeno un “Kireji” , un capovolgimento di significato, indicato da un trattino, una virgola, un punto. Prima di leggere un Haiku ci si deve disporre alla sua lettura con un silenzio interiore tale che lo stato d’animo sia semplice e puro come quello di un bambino, l’unico capace di recepire le sonorità e le vibrazioni, dell’essenzialità della vita, come la rana che salta nell’acqua:
“Vecchio stagno             “Pruno bianco
Una rana si tuffa.               Ritorna secco.
Rumore dell’acqua”                  Notte di luna”Haikulettura

Nella letteratura giapponese non esistono composizioni lunghe come i grandi poemi presenti e conosciuti nella cultura occidentale: l’iliade, l’Odissea, Guerra e Pace, la Divina Commedia, ecc, ricchi di particolari, con introspezioni psicologiche dei personaggi.

Al contrario nella poesia occidentale esistono composizioni brevi o brevissime, come quelle degli ermetici italiani i cui maggiori esponenti furono Salvatore Quasimodo, Umberto Saba, Giuseppe Ungaretti che scrisse “Mattino” -: m’illumino d’immenso.- e “Soldati” -: si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.-
Purtuttavia avvicinare queste poesie agli Haiku è una forzatura, dato che non tutto ciò che è breve è Haiku.

   
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