L’egemonia spartana in Grecia nel IV secolo a.C : riassunto di storia

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La vittoria di Sparta nella guerra del Peloponneso l’aveva resa l’unica potenza in grado di nutrire mire egemoniche sul resto del mondo greco grazie al supporto persiano e al vuoto di potere politico lasciato da Atene.

*Sparta, guidata da Lisandro, dopo il 404 iniziò una fase attivistica per trasformare la città nel punto di riferimento del mondo greco, che durò per circa 9 anni, fino al 395 e sfruttò sia le tecniche del vecchio imperialismo ateniese, sia novitò.

*Nelle città vennero spesso imposti governi oligarchici di prescelti o presidi militari, soprattutto in Asia Minore.

*La cosa non venne presa bene dalla Persia e l’irritazione di Artaserse II aumentò dopo l’appoggio all’insurrezione di Ciro nel 401.

*Un altra area in cui gli spartani cercarono di rafforzare la loro influenza fu quella della Grecia centrale e dell’Egeo settentrionale e anche in Sicilia si avvicinarono a Dioniso di Siracusa in chiave anti-cartaginese.

*Il piano di Lisando è chiaro: prendere con la forza lo spazio lasciato da Atene come egemone del mondo greco, ma ciò è visto con preoccupazione sia nel mondo greco che in Persia.

*Queste tensioni scoppieranno nella Guerra di Corinto, il cui scopo era di limitare l’espansionismo spartano.

*Sparta infatti era intervenuta in armi più volte in Asia minore per “difendere l’autonomia delle città greche” e nel 400 si iniziò una guerra contro il Satrapo d’Asia Tissaferne, che dimostrò i limiti logistici di Sparta nelle guerre di lunga e media durata fuori dal continente: per sopperire alla mancanza di fondi e approvigionamenti infatti Sparta deve depredare le città alleate.

*Quando il re Agesilao prese in comando delle truppe, nel 396, Sparta attaccò e sconfisse direttamente Tissaferne a Sardi.

*il Gran Re inviò il satrapo sostituto Titrauste a trattare con Sparta, proponendogli l’indipendenza delle città dell’Asia Minore se avessero offerto un tributo alla Persia, ma Sparta rifiutò e si preparò ad attaccare la Cappadocia per separare l’Asia Minore dal centro dell’impero.

B) La Guerra Corinzia

*L’azione di Agesilao poteva mettere in crisi il potere persiano in Asia Minore perciò il Gran Re decise di creare un azione diversiva che impedisse ad Agesilao di proseguire la sua impresa.

*Il Gran Re inizialmente ad avvicinarsi ad Atene, nominando Conone ammiraglio della flotta persiana nel 397.

*La sua seconda mossa fu di inviare Timocrate, un emissario carico di denari del re, per fomentare la ribellione contro Sparta, alimentando il già presente malcontento verso la politica imperialistica spartana, in particolare ai governanti di Tebe, Corinto e Argo.

*I risultati non tardarono a venire e nel 395 l’intervento dei Tebani in una semplice questione territoriale tra Focesi e Locresi diede il via ad una lunga e difficile guerra per Sparta: la cosiddetta Guerra Corinzia.

*Sparta si alleò con i focesi mentre Tebe supportò i focesi assieme ai Beoti, che inglobarono nel loro piano vari alleati tra cui Atene, Argo e Corinto.

*Nell’autunno 395 nell’attacco alla Beozia perse la vita Lisandro, ma le tendenze imperialiste era ancora fortemente portate avanti da re Agesilao.

*Sparta seppe tenere testa ai nemici, sconfiggendoli a più riprese, mentre in ambito navale la Persia si avvicinava sempre di più ad Atene, che come detto aveva posto Conone a capo della sua flotta.

*La flotta ateniese-persiana riuscì infatti a sconfiggere Sparta e a cacciarla dall’Asia Minore. Conone si impegnò a mantenere la libertà e l’autonomia delle poleis ioniche, a prima vista inaugurando un nuovo periodo storico di alleanza tra Persia ed Atene.

*Per rafforzare Atene in chiave Anti-Spartana, il Gran Re fornì i mezzi finanziari con cui Atene fortificò il Pireo e ricostruì le Grandi Mura.

*Un ulteriore colpo al potere Spartano avvenne nel 392 quando Corinto decise di fondersi con Argo, crando un entità sovraccittadina per poter resistere alle ingerenze spartane nel Peloponneso. (Primo esempio delle tendenze a superare i limiti delle poleis tradizionali)

*Un altra sconfitta per Sparta fu inflitta dalle truppe mercenarie Ateniesi, i Peltasti, equipaggiati in modo più leggero ed agile, con lance corte, giavellotti e scudi piccoli (peltai) che inflissero un duro colpo al predominio militare delle lente truppe oplitiche.

C) La Pace del Re

*Nel 392/391 Sparta convocò un congresso di città per poter aprire trattative di pace basate sul principio di autonomia delle città greche, ma non vi furono risultati.

*Influente fu la posizione del Gran Re, che alla lunga cominciò a rendersi conto che trovare un intesa con Sparta fosse più conveniente per la Persia che stare con Atene, città dinamica nella quale con Conone e Trasibulo stavano rinascendo spinte espansionistiche. Sparta infatti voleva essere la custode dello status quo e la custode del tradizionale principio greco delle autonomie cittadine.

Grazie alla nuova intesa con Sparta, Atene venne, già nel 387, stretta in una morsa dalla Persia, che convocò a Sardi tutte le parti in causa per elencare le sue condizioni per ristabilire la pace. Questi termini prevedevano che tutta l’Asia continentale, con la sola esclusione di Cipro, appartenesse al Gran Re mentre tutte le città greche dovevano essere autonome, singole poleis e non organizzazioni statali di alcun tipo. Questa pace, detta Pace del Re, era un compromesso tra l’aspirazione persiana ad essere l’unica signora dell’Asia e l’idea spartana di difesa della tradizionale autonomia cittadina.

La Persia impose questa pace a tutte le città con la minaccia di distruzione per chi non l’accettasse, ma in tutta la grecia solo gli Spartani furono felici di questa situazione, avendo ottenuto la nuova posizione di custodi della pace che speravano di sfruttare ciò per recuperare l’egemonia perduta.

   
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1 Comment

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  1. Queste sono storie incredibili non riesco a capire perché vengano così tanto trascurate durante gli anni del liceo e delle medie. È vero nonostante tutto che non sempre si ha il tempo di finire il programma a scuola e spesso gli insegnanti sono costretti a spiegare molto velocemente le cose per mantenere i tempi ma raccontano davvero la nostra storia.
    L’impero romano dopotutto, in realtà era un impero romano – greco vista la cultura che alla fine ha predominato.

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