L'economia e la società durante l'alto medioevo – riassunto storia

L'economia e la società durante l'alto medioevo

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A differenza di quanto accadeva nel mondo arabo e nel mondo bizantino lo scenario europeo che si
delineò tra il VI e l’VIII secolo fu di involuzione culturale e sociale. Le popolazioni abbandonarono
le città per fonderne di nuove in luoghi giudicati più facilmente difendibili, oppure come accadde
nelle grandi città, vennero occupate solo le porzioni più difendibili. L’immagine che viene riportata
dalle poche fonti disponibili è di un completo degrado, di abbandono. Si venne ristrutturando anche
la rete viaria che a causa del formarsi di nuovi luoghi di aggregazione sociale portò all’abbandono
dei villaggi costruiti sulle principali vie di comunicazione.

Un elemento fondamentale per
l’economia altomedievale fu il bosco, che specie al nord dell’Europa a causa dell’agricoltura praticata dai germani era molto presente.

All’interno del bosco si praticava liberamente la caccia in quanto la grande abbondanza di animali selvatici costituiva per la massa contadina una grande risorsa alimentare. Nelle foreste inoltre veniva raccolto il legno il cui uso era esteso in una maniera impressionante a causa della scarsità di pietre. I boschi di quercia era anche un ottimo pascolo per
gli animali come i maiali.

Tra l’altro il bosco costituiva lo sfondo più frequente nella narrativa
popolare. Il calo demografico di questo periodo fu senz’altro da attribuire alle guerre ed alle
devastazioni che infuriarono in Europa. Una delle cause principali del calo della popolazione furono
i vari episodi epidemici che si ripeterono almeno una ventina di volte tra il VI e l’VIII secolo. In
Italia la crisi demografica poté essere sentita in tutta la sua durezza a differenza di altre regioni
dell’Europa meno densamente popolate.

A causa del basso livello tecnologico e alla perdita di coscienza agricola dell’età romana i villaggi si ridussero prevalentemente all’autoconsumo. Lo schema agricolo dei villaggi risulta abbastanza semplice: Vicino al villaggio si trovava la zona più intensamente coltivata, subito dopo un’ampia zona coltivata a cereali e all’esterno la zona boschiva.
Le famiglie contadine in questo periodo conducevano un’esistenza al limite della sussistenza in
quanto le terre erano poco produttive e la disponibilità di concime animale molto scarsa. La scarsità
di concime veniva compensata con tecniche alternative quali il rovescio, il debbio ecc.

Il più frequentemente utilizzato era il maggese, ovvero il riposo del terreno dopo ogni raccolto che veniva
inserito in una rotazione biennale delle colture. Questo riposo forzato che doveva essere fatto
esercitare al terreno costringeva il contadino a non approfittare mai completamente del terreno che
coltivava, di cui pressoché mai ne era proprietario. Questa usanza derivava dall’ultimo periodo della
tarda antichità nel quale i proprietari terrieri iniziarono ad insediare i loro schiavi nelle terre
dotandoli di una casa. Lo schiavo doveva provvedere al suo mantenimento e corrispondere al
padrone una parte del raccolto e di beni in natura di solito nel periodo natalizio. Dopo qualche
decennio, con la perdita progressiva dell’autorità imperiale, i piccoli proprietari terrieri si rivolsero
ai grandi signori locali rinunciando alle loro terre e cedendole al signore, riprendendole poi in affitto
dietro pagamento di un canone.

Conseguenza di questo fenomeno fu l’articolazione tra terre date in concessione e terre amministrate direttamente dal signore tramite amministratori di fiducia. Il colono sotto la protezione di un signore di solito oltre al canone pagava un corrispettivo in giornate lavorative da prestare nel terreno sotto diretto controllo del signore. Questa economia prese il nome di economia curtense.

Durate l’economia curtense il proprietario assumeva sempre di più il ruolo di
un signore in quanto ai contadini era necessaria oltre che una dipendenza economica anche una
dipendenza “sociale”; il signore infatti aveva sui suoi dipendenti potere giurisdizionale e militare.
L’economia altomedievale viene detta economia naturale in quanto basata principalmente sull’agricoltura e praticamente priva di rapporti commerciali, con una circolazione monetaria assai ridotta.

In Europa le monete erano fatte d’argento dato che le monete in oro venivano usate per gli
scambi con l’oriente, anche se nonostante l’impoverimento l’Europa era sempre in grado di esportare qualcosa in oriente.

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