Le tappe dell’integrazione europea – riassunto storia economica

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Riassunto nascita del CEE storia economica europea

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Si andava affermando sempre più che l’economia era l’unico campo fertile per il processo di integrazione europea.

Nel giugno 1955 si riunirono a Messina i ministri degli esteri dei sei paesi aderenti alla CECA ed emerse la proposta di creazione di un’unione doganale e della messa in comune  di altre politiche economiche nel settore dei trasporti e dell’energia. la Gran Bretagna rifiutò di parteciparvi.

Il 25 marzo 1957 vennero firmati a Roma 2 importanti trattati: quello istitutivo della Comunità economica europea (CEE) e quello che creava la Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM). Quest’ultima non ebbe molto successo, metre la CEE (allora denominata MEC – mercato comune europeo) fu d’importanza cruciale, non solo perché allargò per la prima volta il mercato intraeuropeo, ma perchè fece della comunità europea un soggetto unitario di negoziati internazionali sul piano commerciale. Con l’entrata in vigore del MEC si ha la totale eliminazione dei dazi e quindi il boom commerciale. A poco a poco la CEE divenne il più importante soggetto di commercio internazionale, superando gli USA. Fece la sua parte nella progressiva liberalizzazione del commercio mondiale, pur mantenendo un’agricoltura molto protetta e una serie di particolari protezioni per settori in crisi (acciaio, automobili), maturi (tessili, abbigliamento) o strategici (areoplani, elettronica).

In campo finanziario, con il trattato di Roma venne istituita la banca europea degli invetimneti (BEI) come agenzia di finanziamento dello sviluppo.

Per facilitare l’aggiustamento degli emigranti nei nuovi paesi di destinazione venne creato il Fondo sociale europeo (FSE).

Nel settore agricolo ci si accordò su un protezionismo basato da un lato sul sostegno dei prezzi di alcuni prodotti strategici (cereali, carne, prodotti caseari) e dall’altro su dazi doganali che si scelse di fissare in modo compensativo. L’eccesso di offerta che si determinava sui vari mercati rispetto alle quantità che si riusciva a collocare al prezzo stabilito veniva neutralizzato ritirando i prodotti in eccesso ai prezzi di  intervento e stoccandoli in magazzini comunitari. Questo sistema venne amministrato dal Fondo europeo di orientamento e garanzia agricola (FEOGA).

Riforma integrale della PAC, 1992, in cui si prevedeva una progressiva riduzione dei prezzi di intervento, compensi per la conversione di aree coltivabili in aree riforestate, incentivi alla coltivazione di prodotti per i quali non vi è abbondanza, per il miglioramento della qualità e per il maggiore rispetto dell’ambiente.

Nel 1974 (crisi petrolifera) venne creato il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR), per evitare che le differenze internazionali peggiorassero le condizioni delle reioni europee meno sviluppate.

Nel 1988 con il Trattato di Maastricht i decise di dare più rilievo all’impegno di migliorare i livelli di sviluppo delle regioni più sfavorite della comunità, aumentando la dotazione dei fondi strutturali e attivando un nuovo fondo di coesione destinato a Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna.

Riguardo alle politiche industriali, l’ormai noto rallentamento della crescita industriale  negli anni a aprtire dagli anni settanta spinse l’interesse della comunità europea a prendere provvedimenti: i primi interventi furono “difensivi” in quei settori dove la sovrapproduzione minacciava il fallimento di randi imprese. Poi venne finanziata la ristrutturazione o la chiusura di molti impianti, sussidiando andche la riconversione o il prepensionamento di migliaia di lavoratori. In seguito sorse l’idea di lanciare  progetti di ricerca sostenuti dalla comunità, che aggregassero liberamente nazioni diverse: nel 1980 nel settore dell’elettronica venne proposto il progetto dell’ESPRIT che ebbe grande successo. In seguito venne coltivato l’ambizioso progetto di creare un “mercato unico” oltre il 1992. I controlli delle merci alle frontiere vennero progressivamente eliminati, vennero liberalizzati molti servizi tra cui anche le telecomunicazioni e il trasporto aereo.

Riguardo agli sviluppi monetari: nel 1978 venne effettuata la proposta di un sistema monetario europeo (SME), basato sulla fissazione della parità di ciascuna moneta del sistema con una moneta di riferimento (l’ECU).

 

Lo SME entrò in funzione nel 1979 e ebe successo  nell’accompagnare il rientro dall’inflazione da parte di molti paesi europei e nell’amentare la stabilità economica monetaria in Europa.

A partire dal 1988 incominciarono le discussioni sul progetto di unone monetaria e di cooperazione politica e militare fino ad arrivare a Dicembre dello stesso anno quando a Maastricht alla presentazione di un nuovo trattato, che inoltre prevedeva la riorganizzazione organica di tutta la legislazione precendetne in campo elettronico, istituì l’Unione Europea (UE) e stabiliì le disposizioni per la realizzazione dell’unione monetaria, UEM), le disposizioni riguardanti la Politica Estera edi sicurezza comune (PESC) e quelle riguardo alla cooperazione di polizia e giustizia (affari interni e giudiziari, AIG)

Nel 1998 si è arrivati grazie all’UEM alla costituzione della banca centrale europea (BCE), mentre l’adozione effettiva dell’euro è arrivata nel 2002.

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