Le rivolte ioniche (Aristagora e Artaferne) – riassunto e spiegazione

Il teatro di Mileto

Secondo la Tradizione il responsabile delle rivolte ioniche fu Aristagora, tiranno di Mileto.
Sull’isola di Nasso alcune ricche famiglie chiesero aiuto ad Aristagora per riconquistare il potere perso durante una guerra civile. Aristagora, con il benestare del satrapo Artaferne e quindi del Gran Re, guidò una grande flotta contro l’isola, ma l’assedio fallì dopo 4 mesi.

Aristagora, figlio di Molpagora (in greco antico: Ἀρισταγόρας ὁ Μιλήσιος, Aristagòras ho Milèsios; … – Tracia, 496 a.C.), fu tiranno di Mileto alla fine del VI secolo a.C. e agli inizi del V secolo a.C..

Artaferne (in greco antico: Ἀρταφέρνης, Artaférnes, in persiano antico Atrfarnah‎ “con la maestà del dio del fuoco”; Sardi, V secolo a.C. – dopo il 492 a.C.) è stato un militare persiano, satrapo della Lidia dal 513 a.C. al 492 a.C..

L’inizio delle rivolte Ioniche

Le grandi spese sostenute nella battaglia fecero cadere in digrazia Aristagora di fronte ai padroni persiani ed egli, timoroso di venire destituito, abolì la tirannide, istituì un’apparente democrazia e coercò di convincere le città ioniche a rivoltarsi ai padroni persiani. Buona parte delle città ioniche appoggiò la rivoltà per il malcontento verso la dominazione persiana e anche motivazioni economiche, che avevano provocato un declino del commercio ionico. Ma non tutte le città si unirono alla rivolta
Nell’inverno tra 499 e 498, Aristagora cercò degli alleati in Grecia per sostenere la ribellione. Gli spartani rifiutavano mentre Atene, che temeva possibili tentativi di ritorno di Ippia favorito dai persiani e che puntava ad alcune isole nell’Egeo, inviò 20 triremi, assieme a 5 altre navi offerte da Eretria.

L’attacco a Sardi durante le rivolte ioniche

Le operazioni si concentrarono sull’attacco al capoluogo Sardi, per eliminare l’inviato reale, il satrapo Artaferne.
L’attaccò però falli e l’acropoli di Sardi resistette. Solo la città inferiore venne distrutta da un vasto incendio che distrusse anche il tempio di Cibele (che spingerà i persiani a distruggere molti templi greci durante l’invasione per rappresaglia); l’arrivo infine di un grosso esercito persiano costrinse i greci a fuggire.
La ribellione continuò in altri luoghi, a Creta, a Cipro e verso l’Ellesponto, ma dal 497 la riconquista persiana fu implacabile.
Uno dei migliori uomini di re Dario, Istieo fu mandato a Mileto, ma qui pare divenne uno dei responsabili della rivolta cittadina, ma fu sconfitto.

Erodoto dice inoltre che quando i Persiani dell’Asia Minore seppero dell’attacco a Sardi si riunirono e marciarono in aiuto ad Artaferne. Quando giunsero a Sardi trovarono una città abbandonata da poco dai Greci; seguirono così le loro tracce verso Efeso. Li raggiunsero appena fuori Efeso ed i Greci furono costretti a voltarsi e a prepararsi a combattere. Holland scrive che le truppe persiane erano principalmente costituite dalla cavalleria (da qui la loro capacità di recuperare terreno con i Greci).

È chiaro che i Greci, demoralizzati e stanchi, non furono in grado di sostenere l’attacco persiano e furono completamente sbaragliati nella battaglia. Molti dei ribelli e dei loro alleati furono uccisi, tra cui il generale degli Eretriesi, Eualcide. Gli Ioni che scamparono alla battaglia tornarono alle proprie città, mentre i restanti Ateniesi ed Eretriesi riuscirono a tornare alle loro navi e salparono di nuovo verso la Grecia.

Resti delle rovine di Mileto

La fine delle rivolte Ioniche e la vittoria dell’impero persiano

Mileto fu attaccata dai persiani sia via terra che via mare e la flotta ionica si sfaldò per via delle divisioni interne.
La riconquista persiana venne arginata dai ribelli e perciò il Gran Re decise di decapitare la ribellione attaccando direttamente Mileto. Mileto cadde 6 anni dopo l’inizio della rivolta 493 a.c. E il castigo persiano fu durissimo: le mura furono rase al suolo e il tempio di Apollo saccheggiato. Artaferne non aumentò però i tributi e la pressione fiscale non aumentò, garantendo la stabilità e la pace negli anni successivi, grazie anche ad altre manovre come un nuovo catasto che definiva più equamente gli oneri finanziari. Inoltre i tiranni promossi dai persiani vennero fatti cadere.

 

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