Le riparazioni tedesche dopo la prima guerra mondiale – riassunto storia economica

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Riassunto riparazioni tedesche dopo prima guerra mondiale

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Nei 14 punti del presidente americano Woodrow Wilson che costituirono la base della pace di Versailles, ce n’era uno che prevedeva che la Germania, ritenuta responsabile della guerra, pagasse una soma riparatrice per i danni subiti dalla guerra dagli alleati. Non erano fissati parametri quantitativi e l’interpretazione dei danni poteva essere più o eno estensiva. Per arrivare ad una proposta operativa venne nominata una commissione per le riparazioni tedesche.

Anche in passato, alla parte che perdeva una guerra, veniva chiesto di pagare un’indennità ma si trattava di una somma una tantum. Alla fine della guerra franco-tedesca del 1871, alla Francia fu chiesto di pagare una somma in oro alla Germania, il che venne fatto immediatamente, aumentando le riserve di oro della Germania e causando un episodio inflazionistico che non giovò alle esportazioni tedesche. Emerge dunque che il pagamento di un’indennità destabilizzava l’equilibrio economico esistente. Si capisce a questo proposito per quali motivi Keynes, in uno dei suoi primi scritti, disse che bisognava usare prudenza e moderazione nel richiedere riparazioni se non si voleva arrivare a incentivare la vendetta da parte del paese oppresso e inoltre chiede agli USA di essere larghi di aiuti per la ricostruzione europea. Nessuno dei suoi suggerimenti fu ascoltato e questo legame tra debiti di guerra e riparazioni determinò un circolo vizioso con conseguenti danni.

Le proposte di riparazione del debito tedesco dopo la prima guerra mondiale

La prima proposta riguardante le riparazioni di guerra tedesche fu avanzata nella conferenza di Boulogne del 20 Giugno 1920 ed era di 269 miliardi di marchi-oro (circa 6 volte il pil tedesco). I tedeschi ne chiesero una revisione, così nella conferenza di Parigi del gennaio 1921 la commissione fissò una somma minore aggiungendo però un prelievo del 12% sulle esportazioni tedesche per 42 anni. Siccome risultava troppo, gli alleati risposero nel maggio 1921 con “l’ultimatum di Londra” nel quale le riparazioni erano fissate a 132 miliardi di marchi da pagare in rate con il tasso di interesse del 6%. Questa volta la Germania non aveva scelta ma chiese una moratoria dei pagamenti in denaro, mentre continuavano quelli in natura; fu su questi che francesi e belgi pretesero d dirigere loro stessi le operazioni di fornitura, che generarono una resistenza da parte dei tedeschi che cessarono di produrre e dovettero mantenere tramite sussidi governativi.

Il crollo del sistema bancario e il piano Dawes e Young per le riparazioni tedesche

La situazione monetaria della Germania cominciò a peggiorare drasticamente. L’inflazione si tramutò in iperinflazione e il sistema monetario della Germania venne distrutto nel dicembre del 1923 quando si decise di ricostruire il sistema monetario, venne affidato ad una commissione presieduta da un alto funzionario americano che ebbe il compto di fissare un piano ragionevole di pagamento. Il piano Dawes che entrò in funzione nel 1924, prevedeva il pagamento di rate annuali che aumentavano con un indice di prosperità dell’economia tedesca, senza fissare un orizzonte temporale. Nel 1928, poiché la situazione sembrava migliorata, si decise di rendere più definitivo il metodo con un nuovo piano noto come Piano Young. In essso si abbassava la rata annuale e si fissava l’orizzonte temporale in 37 anni. Quando l’accordo fu raggiunto l’economia era già in crisi. Il pagamento venne sospeso nel giugno 1931 al culmine della crisi finanziaria e non venne più ripreso.

In conclusione, le riparazioni effettivamente pagate furono di un ammontare assai modesto.

Un’analisi sulla situazione economica tedesca considerando le riparazioni

La Germania negli anni 20′ del 1900 iniziò la sua vita economica sotto i peggiori auspici; le perdite umane erano state elevate e in più il paese aveva perso il 13% del suo territorio con il 75% delle miniere di ferro, il 68% di quelle di zinco e il 26% di quelle di carbone. Tutte le colonie erano state confiscate come pure la marina militare  e tutto il materiale bellico, oltre alle navi mercantili, un quarto della flotta di pescheria e varie migliaia di locomotive, carri ferroviari e camion. Quando poi l’inflazione si tramutò in iperinflazione il funzionamentogià precario venne peggiorato. La ripresa economica fu lenta e fu lasciato un enorme potere agli industriali siderurgici. Nel novembre 1923, quando il marco diventò irreversibile, venne introdotto un nuovo marco ma fu solo nell’agosto 1924 con l’applicazione del piano Dawes che la circolazione monetaria fu stabilizzata. Fu un afflusso di capitali stranieri che permise questa stabilizzazione perciò l’economia tedesca si trovò altamente dipendente da tali capitali, che finanziarono negli anni 1925-27, un terzo degli investimenti interni mantenendo la bilancia in quilibrio. La Germania doveva mantenere elevati tassi di interesse per attirare capitali che erano privati ma pochè questi capitali venivano presi a prestito per lo più da comuni, non ci si poteva aspettare che da tali settori ci fosse una profittabilità sufficiente alla copertura di interessi così elevati che quindi calarono. In questo modo l’attrattiva del mercato tedesco per gli investitori diminuì in particolare per gli americani. Poi nel 1927 si profilò un rallentamento dell’economia tedesca quindi una crisi. È quindi provato che furono le conseguenze delle riparazioni a mantenere depressa e debole l’economia tedesca. L’iperinflazione aveva azzerato tutti i capitali liquidi e provoca grande perdita nella classe media.

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