Le riparazioni dopo la prima guerra mondiale tedesche – riassunto

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Nei 14 punti del presidente americano Wilson che costituirono la base della pace di Versailles, ce n’era uno che prevedeva che la Germania, responsabile della Guerra, pagasse una somma “riparatrice” per i danni subiti dagli alleati. Non vi erano fissati parametri quantitativi: così venne nominata una commissione per le riparazioni con sede a Berlino. Il pagamento di un’indennità destabilizzava l’equilibrio economico esistente (Keynes raccomandava prudenza e moderazione con le richieste di riparazione in qualsiasi caso). Per la ermania tutte le proposte della somma per il pagamento erano inaccettabili, e gli alleati risposero con “L’ultimatum di Londra”in cui le riparazioni erano fissate per 132 miliardi di marchi, da pagarsi a rate con un tasso di interesse pari al 6%. La Gerania non aveva scelta perché la situazione economica interna era caotica, chiese una moratoria dei pagamenti in denaro, mentre continuavano quelli in natura (partite di pali telegrafici e di carbone), su cui si aprì un contenzioso che finì con l’invaione della Ruhr da parte di truppe francesi e belghe nel 1923.

La situazione monetaria della Germania continuò a peggiorare, l’inflazione diventò iperinflazione e il sistema monetario tedesco venne distrutto. Successivamente, 1923, venne affidato a una commissione presieduta da Charles Dawes (funzionario americano) il compito di fissare un piano ragionevole di pagamento di rate annuali che aumentavano con un indice di prosperità dell’economia tedesca, senza fissare un orizzonte temporale, e un prestito commerciale da piazzare sulla borsa di New Yorrk per facilitare l’inizio del meccanismo e coprire qualche buco sulla bilancia dei pagamenti. Il pagamento di riparazione e debiti di guerra venne sospeso il giugno del 1931 al culmine della crisi finanziaria internazionale e non venne più ripreso. Le riparazioni effettivamente pagate furono un ammontare assai modesto.

 

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