Le origini della Russia e dell'Impero Mongolo – riassunto di storia

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L'impero mongolo - miniatura
L’impero mongolo – miniatura

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Tra l’VIII ed il IX secolo i pirati-mercanti provenienti dalla scandinavia detti variaghi o vichinghi, si
mossero lungo le due principali vie commerciali.

Le popolazioni slave chiamarono Rus questi stranieri.

Verso la metà del IX secoo i Rus iniziarono ad imporsi sulla popolazione locale, fondando

il principato di Kiev ed aggregando a loro tribù di slavi dell’est. Il principato strinse fiorenti accordi
commerciali con l’impero bizantino, questi prolifici rapporti uniti al lavoro dei missionari bizantini
portarono il principe Vladimir I di Kiev alla conversione al cristianesimo che approfittò di questo
avvenimento per unire intorno a se le tribù sotto un dio comune. Il successo di questa conversione
fu grandissimo per i missionari bizantini.

Dalla metà dell’XI secolo il principato di Kiev entrò in una fase di decadenza a causa del declino delle vie di comunicazione che causarono una diminuzione significativa del commercio, questo fu in parte dovuto anche ai continui attacchi protratti dalle tribù stanziate tra il mar nero ed il mar Caspio. Un altro fattore di debolezza era rappresentato dalle lotte dinastiche.

L’invasione dei mongoli era destinata a travolgere vecchie e nuove formazioni politiche. I mongoli in origine non erano altro che un gruppo di tribù nomadi che grazie all’abilità politica di Gengis Khan secondo la tradizione, si sarebbero fuse fino a formare una nazione stretta in un unico sovrano e soggetta ad una sola legge.

Questo ricorda l’opera di maometto con gli arabi, ma la velocità con cui i mongoli riuscirono ad aggregarsi fu sorprendente. Gengis Khan si comportò in maniera molto duttile nei confronti delle popolazioni assoggettate, quelle che si sottomisero spontaneamente non subirono danni ma trassero profondi vantaggi economici. Quelle che opposero resistenza vennero distrutte o decimate.

Dopo che fu passata la furia distruttiva dell’orda si iniziarono a notare i primi sintomi del superamento dello stile di vita nomade, imponendo ai territori conquistati una prima forma di rudimentale amministrazione. Venne persino fondata una capitale nei pressi dell’attuale Ulan Bator. Nello stesso anno si consolidò il ruolo politico e militare delle figure che erano vicine a Gengis Khan, per quanto la società si fosse via via gerarchizzata restò sempre molto presente una sorta di carattere egualitario.

La morte di Gengis Khan non fece placare lo slancio espansivo dei mongoli che completarono la conquista della cina, della corea e della Persia arrivando fino a Cracovia e Breslavia.

L’avanzata in Europa cessò nel 1242 ma continuò verso sud – ovest anche se nel 1260 si ritirarono sconfitti dai turchi. L’espansionismo si arrestò a causa delle rivalità sempre più accese tra i discendenti di Gengis Khan che fomentarono anche tendenze separatiste.

Si formarono così quattro imperi: l’impero degli ilkhan, il khanato di chagatay, l’impero del gran khan e l’orda d’oro. Il maggiore degli imperi era quello del gran khan che raggiunse il suo massimo splendore sotto Kublai che tentò anche di assoggettare il Giappone.

Grazie ai costumi ed agli stili di vita cinesi che erano molto più raffinati di quelli mongoli, i costumi mongoli iniziarono a migliorare. Il papa Innocenzo IV inviò dei missionari al Gran Khan dopo aver sentito di una sua possibile conversione al cristianesimo, queste missioni non diedero però alcun frutto poiché i mongoli stavano avvicinandosi sempre di più ai cinesi.

Oltre ai missionari, i mercanti si misero nuovamente ad attraversare la via della seta. Marco Polo restò ben 17 anni alla corte del Gran Khan guadagnandosi la sua fiducia e la sua amicizia.

L’ultimo impero nato dalla divisione delle conquiste di Gengis Khan fu l’orda d’oro, i cui abitanti e governanti si convertirono all’islam intrattenendo stretti rapporti con l’Egitto e l’Asia minore.

Questa particolarità religiosa portò ad un piccolo livello di tensione tra l’orda d’oro e le popolazioni cristiane che restarono vassalli dei mongoli ma che nel loro territorio godevano di piena autonomia religiosa.

Il protettorato mongolo non influì nemmeno sulla politica interna dei principi russi che continuarono le loro lotte interne per l’egemonia.

Nel 1380 la popolazione russa si schierò contro i tartari ma il loro successo fu vanificato quando i tartari furono in grado di riprendere l’offensiva, riuscendo nel 1382 a saccheggiare mosca.

Occorre nominare altre due formazioni politiche presenti nel territorio russo: il grande regno polacco Lituano ed il principato di Novogorod.

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Mongoli tribù illustrazioni

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