Le modifiche alla stima dei conferimenti di beni in natura e crediti (diritto commerciale)

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Oltre ai richiami agli articolo 2254 e 2255 relativi al passaggio dei rischi e delle garanzie del socio, il legislatore detta una specifica disciplina per il conferimento di beni in natura e crediti nella costituizione della S.p.a. , finalizzata all’effettiva copertura del capitale sociale tramite i conferimenti. È fondamentale infatti che la società sia dotata di mezzi propri almeno pari al valore espresso dal capitale sociale. La presente disciplina si applica alla costituizione della S.p.A., sia al successivo eventuale aumento a pagamento del capitale sociale.

Articolo 2343 del codice civile (stima dei conferimenti di beni in natura e crediti)

Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società, contenente la descrizione dei beni o dei crediti conferiti, l’attestazione che il loro valore è almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale soprapprezzo e i criteri di valutazione seguiti. La relazione deve essere allegata all’atto costitutivo.
L’esperto risponde dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi. Si applicano le disposizioni dell’articolo 64 del codice di procedura civile.
Gli amministratori devono, nel termine di centottanta giorni dalla iscrizione della società, controllare le valutazioni contenute nella relazione indicata nel primo comma e, se sussistano fondati motivi, devono procedere alla revisione della stima. Fino a quando le valutazioni non sono state controllate, le azioni corrispondenti ai conferimenti sono inalienabili e devono restare depositate presso la società.
Se risulta che il valore dei beni o dei crediti conferiti era inferiore di oltre un quinto a quello per cui avvenne il conferimento, la società deve proporzionalmente ridurre il capitale sociale, annullando le azioni che risultano scoperte. Tuttavia il socio conferente può versare la differenza in danaro o recedere dalla società; il socio recedente ha diritto alla restituzione del conferimento, qualora sia possibile in tutto o in parte in natura. L’atto costitutivo può prevedere, salvo in ogni caso quanto disposto dal quinto comma dell’articolo 2346, che per effetto dell’annullamento delle azioni disposto nel presente comma si determini una loro diversa ripartizione tra i soci.

L’articolo 2343 reca la disciplina originaria relativa ai conferimenti in natura e di crediti, mentre ad oggi la disciplina applicabile è contenuta nella legislazione speciale. L’articolo 2343 sancisce l’obbligo di stima dei beni o dei crediti che il socio conferisce, da parte di un perito nominato dal tribunale. In questo modo ci si assicura che il capitale sociale sia effettivamente coperto, ovvero che il valore del bene conferito e del credito sia effettivamente corrispondente alla porzione di capitale sottoscritta dal socio, ovvero che il bene in natura e il credito non sia sopravvalutato.

Gli amministratori hanno 6 mesi dall’iscrizione della società nel registro delle imprese, per effettuare un controllo delle valutazioni contenute nelle relazioni del perito.

Può accadere infatti che nei 6 mesi successivi al conferimento il valore stimato dei crediti e dei beni in natura cambi. Se dal controllo degli amministratori si rinviene che vi è uno scostamento di almeno un quinto del valore attuale del credito o del bene, rispetto al valore stimato, gli amministratori e il socio conferente possono intraprendere tre strade alternative. Il socio può versare la differenza in denaro, oppure può recedere dalla società, vedendosi restituire il bene conferito.

Gli amministratori possono provvedere alla riduzione del capitale sociale nella misura dello scostamento tra valore effettivo e valore stimato del bene o del credito, con conseguente annullamento delle azioni che risultano scoperte.

La disciplina dei conferimenti in natura e dei crediti è stata di recente arricchita con l’introduzione degli articolo 2343-ter e 2343-quarter. Questi articoli sono stati introdotti nel 2008 in attuazione di una direttiva europea.

In sostanza si prevede un percorso di conferimento alternativo a quello previsto dall’articolo 2343, che può essere praticato per talune tipologie di beni in sé, o per talune tipologie di beni e crediti suscettibili di una particolare valutazione.

Le tipologie di conferimenti che il legislatore prende in cosiderazione sono:

  • I valori mobiliari e strumenti di mercato monetario negoziati in mercati regolamentati, che sono strumenti finanziari capaci di esprimere un prezzo in verità della loro negoziazione in mercati regolamentati, ovvero liquidi;
  • Beni in natura e crediti a cui sia possibile attribuire un valore attraverso un particolare meccanismo, ovvero il fair value, risultante dal bilancio, oppure il valore risultante da una valutazione effettuata da un soggetto professionalmente qualificato.

Questa disciplina alternativa muove dalla considerazione che il prezzo degli strumenti finanziari negoziati in mercati regolamentati, il fair value o il valore espresso da un professionista dei beni in natura, siano credibili, e possano essere utilizzati come valori significativi per l’imputazione del conferimento a capitale sociale. In questi casi, anche se non c’è la stima del perito nominato dal tribunale, questi valori sono ritenuti sufficienti per la copertura del capitale sociale.

Agli amministratori è richiesto, entro 30 giorni dall’iscrizione della società nel registro delle imprese, di verificare che questi valori non abbiano subito delle variazioni rispetto al momento in cui il prezzo sia stato rilevato o il valore stimato. Se il valore è smentito dal controllo degli amministratori, agli amministratori è richiesto di aplicare le previsioni all’articolo 2343, ovvero richiedere al tribunale la nomina di un perito, il quale effettuerà le valutazioni opportune. Dopo di che gli amministratori avranno 6 mesi per effettuare il controllo previsto dall’articolo 2343 ed applicare la relativa procedura.

Vediamo l’articolo 2343-ter del codice civile riguardante il conferimento di beni in natura o crediti in realzione di stima:

Nel caso di conferimento di valori mobiliari ovvero di strumenti del mercato monetario non è richiesta la relazione di cui all’articolo 2343 , primo comma, se il valore ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo è pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentati nei sei mesi precedenti il conferimento.

Fuori dai casi in cui è applicabile il primo comma, non è altresì richiesta la relazione di cui all’articolo 2343 , primo comma, qualora il valore attribuito, ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo, ai beni in natura o crediti conferiti sia pari o inferiore:

a) al fair value iscritto nel bilancio dell’esercizio precedente quello nel quale è effettuato il conferimento a condizione che il bilancio sia sottoposto a revisione legale e la relazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento, ovvero;
b) al valore risultante da una valutazione riferita ad una data precedente di non oltre sei mesi il conferimento e conforme ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del conferimento, a condizione che essa provenga da un esperto indipendente da chi effettua il conferimento, dalla società e dai soci che esercitano individualmente o congiuntamente il controllo sul soggetto conferente o sulla società medesima, dotato di adeguata e comprovata professionalità.

Chi conferisce beni o crediti ai sensi del primo e secondo comma presenta la documentazione dalla quale risulta il valore attribuito ai conferimenti e la sussistenza, per i conferimenti di cui al secondo comma, delle condizioni ivi indicate. La documentazione è allegata all’atto costitutivo.

L’esperto di cui al secondo comma, lettera b), risponde dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi.
Ai fini dell’applicazione del secondo comma, lettera a), per la definizione di “fair value” si fa riferimento ai principi contabili internazionali adottati dall’Unione europea.

Da leggere poi è anche l’articolo 2343-quarter del codice civile riguardante i fatti eccezionali e rilevanti che incidono sulla valutazione:

Gli amministratori verificano, nel termine di trenta giorni dalla iscrizione della società, se, nel periodo successivo a quello di cui all’articolo 2343 ter , primo comma, sono intervenuti fatti eccezionali che hanno inciso sul prezzo dei valori mobiliari o degli strumenti del mercato monetario conferiti in modo tale da modificare sensibilmente il valore di tali beni alla data di iscrizione della società nel registro delle imprese, comprese le situazioni in cui il mercato dei valori o strumenti non è più liquido. Gli amministratori verificano altresì nel medesimo termine se, successivamente al termine dell’esercizio cui si riferisce il bilancio di cui alla lettera a) del secondo comma dell’articolo 2343-ter, o alla data della valutazione di cui alla lettera b) del medesimo comma, si sono verificati fatti nuovi rilevanti tali da modificare sensibilmente il valore dei beni o dei crediti conferiti alla data di iscrizione della società nel registro delle imprese, nonchè i requisiti di professionalità ed indipendenza dell’esperto che ha reso la valutazione di cui all’articolo 2343-ter, secondo comma, lettera b).

Qualora gli amministratori ritengano che siano intervenuti i fatti di cui al primo comma, ovvero ritengano non idonei i requisiti di professionalità e indipendenza dell’esperto che ha reso la valutazione di cui all’articolo 2343-ter, secondo comma, lettera b), si procede, su iniziativa degli amministratori, ad una nuova valutazione ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2343.
Fuori dai casi di cui al secondo comma, è depositata per l’iscrizione nel registro delle imprese, nel medesimo termine di cui al primo comma, una dichiarazione degli amministratori contenente le seguenti informazioni:

a) la descrizione dei beni o dei crediti conferiti per i quali non si è fatto luogo alla relazione di cui all’articolo 2343, primo comma;
b) il valore ad essi attribuito, la fonte di tale valutazione e, se del caso, il metodo di valutazione;
c) la dichiarazione che tale valore è almeno pari a quello loro attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo;
d) la dichiarazione che non sono intervenuti fatti eccezionali o rilevanti che incidono sulla valutazione di cui alla lettera b);
e) la dichiarazione di idoneità dei requisiti di professionalità e indipendenza dell’esperto di cui all’articolo 2343-ter, secondo comma, lettera b).

Fino all’iscrizione della dichiarazione le azioni sono inalienabili e devono restare depositate presso la società.

Può accadere che il prezzo medio ponderato dei sei mesi precedenti risulta fortemente discostato dal prezzo a cui è negoziato sui mercati regolamentati (alla data del controllo) il titolo conferito, significa che sono intervenute circostanze e fatti che hanno sensibilmente inciso sul prezzo di tali strumenti finanziari, quindi il valore attribuito al valore mobiliare in sede di conferimento non può essere considerato attendibile.

La verifica degli amministratori ha ad oggetto i beni in natura e i crediti conferiti. Si verifica se, dalla data di iscrizione nel registro delle imprese alla data dell’effettuazione del controllo degli amministratori, si siano verificati fatti rilevanti che abbiano inciso sensibilmente sul valore dei beni e dei crediti. Si verificano altersì i requisiti di professionalità ed indipendenza del professionista che ha effettuato la valutazione dei beni e dei crediti.

Se il controllo degli amministratori ha esito positivo, essi devono depositare presso il registro delle imprese una dichiarazione in cui viene confermata la valutazione dei valori mobiliari, titoli del mercato monetario, beni in natura o crediti conferiti.


 

 

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