Le donne italiane secondo il parere di Stendhal

Stendhal, autore francese romantico, ha soggiornato molti anni in Italia, contribuendo a far

capire dell’Italia del tempo in una riflessione oggettiva tipicamente europea. Opera, inoltre, uno

stile letterario di origine italiana e rinascimentale. Secondo l’autore, conoscere la storia letteraria

italiana costituisce l’apprendistato culturale e la rielaborazione vera e propria di forme e saperi.

Riprende il rapportarsi con Dante e il rinascimento, come faranno Shelley o Goethe. La sua parola

emblematica è conversazione, ricorrente nei suoi testi diaristici e in opere come Rome, Naples et

Florence en 1817, in cui parla della conversazione nei salotti, come arte del dialogo, apprendistato

essenziale per forgiare il proprio carattere verso natura e naturalezza. Le donne italiane sono

“naturali” per vanità, nella loro “dialogica” capacità di amare, che si allontana molto dall’ipocrisia

dei salotti parigini. La saggezza delle donne italiane è comparata a maestre di autentica

“naturalezza”. La sua tradizione parte da quella rinascimentale italiana: dal Castiglione al Guazzo

della <<civil conversazione>>. Presenta la grazia, la conversazione come arte della parola e quindi

la letteratura che sta al centro di un apprendistato di saggezza, potenzialità “dialogante” e

“femminile” che egli pensa idonea. Cita, inoltre, Boccaccio, Tasso, Goldoni, Metastasio, ovvero

autori e testi al “femminile” per eccellenza. Comprende le peculiarità dell’Italia, descrivendo ogni

provincialismo e mostrando la sua conoscenza della storia e delle storie di singole città e paesi. I

salotti, ripresi da Stendhal, erano cari ad Alfieri e Foscolo, attenti alla grandezza rinascimentale.

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