Le bucoliche (Prima opera di virgilio)

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Come si sa, le Bucoliche furono la prima opera di Publio Virgilio Marone: esse furono redatte a cavallo del 42 A.c. – 39 A.c durante uno dei più sanguinosi eventi della storia romana, quando Antonio e Ottaviano posero le basi per un nuovo asseto politico: lo stato romano fu caratterizzato da un incertezza generale fino alla vittoria ad Azio nel 31, lasciando unico in campo Ottaviano.

Fu quindi questo lo sfondo dietro al quale fu reddatta l’opera, che prende il nome ” Bucoliche ” da una trascrizione della parola greca bukolikà, che significa << canti di bovari >>.

Nelle bucoliche sono numerosi i riferimenti alla poetica Alessandrina, dove si dilata il tentativo di evidenziare il semplice stile di vita pastorale con un linguaggio semplicistico e rifacendosi alle sfide di canto fra i pastori noto come “canto amabeo”.

Le bucoliche seguono chiaramente il modello di Teocrito di Siracusa, autore di << scenette >> note come idilli.

Ogni singolo componimento delle Bucoliche viene chiamato egloga, parola di origine greca significante << componimento scelto >>

Virgilio dota l’opera di 10 egloghe, descritte e tradotte accuratamente in questa pagina.





   
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