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L’affetto in psicologia secondo Freud e Jacobson



Le teorie proposte da Freud riguardanti l’affetto all’interno dei suoi studi di psicologia sono in tutto 3:

  1. Affetto inteso come quantità di energia psichica;
  2. Affetto con il modello topografico e di pulsione istintuale: con questa teoria si propone l’affetto come una componente non ideativa della rappresentazione nella mente delle forze pulsionali;
  3. Affetto con il modello strutturale: l’affetto si pone all’interno del sistema dell’io, collocandosi come segnale delle situazioni di rischio che vengono provocate dal susseguirsi di eventi esterni che tuttavia sono spiegati dall’aumento della tensione istintuale interna.

Con l’affetto inteso come energia psichica e con l’affetto inteso con il metodo strutturale le considerazioni relazionali arrivano a detenere una rilevanza maggiore in quanto l’affetto viene visto come più indipendente rispetto alle pulsioni.

Nell’affetto visto come modello topografico invece si arriva a un contenso interpersonale dove gli affetti prendono la loro origine.

Per quanto riguarda invece la psicologia degli affetti della Jacobson, questa si domandò se potesse esserci un collegamento corrispondente fra i processi istintuali o dell’io e l’affetto stesso. Non ritenendo soddisfacente queste due possibili interpretazioni adottò una nuova classificazione degli affetti, secondo la quale l’insieme degli affetti veniva originato da:

  1. Tensioni intrasistemiche (pertanto all’interno di ogni sistema);
  2. Tensioni dell’es: eccitazioni sessuali e rabbia;
  3. Tensioni dell’Io: date dalla paura della realtà, dall’amore oggettuale e dall’odio nascosto;
  4. Tensioni intersistemiche (che rientrano quindi all’interno dei sistemi dell’es, dell’io e del super-io);
  5. Tensioni tra Io ed Es  (come possono essere la vergogna o il disgusto);
  6. Tensioni tre Io e Super-io (quali il senso di colpa o gli aspetti depressivi)

Limite: La Jacobson sottolinea che anche la sua distinzione si rivela limitata nel rendere ragione della varietà della organizzazione affettiva matura. Non può spiegare “gentilezza ed insensibilità, simpatia e crudeltà, amore e ostilità, tristezza e dolore, depressione e felicità” propone una differenziazione di affetti che si sviluppa “da una serie di tensioni intra e inter sistemiche in relazione reciproca, che si condizionano tra loro e nascono simultaneamente in più punti dell’apparato psichico”.

L’autrice sembra comunque affermare che la dinamica e le sottigliezze dell’esperienza affettiva non sono metapsicologicamente spiegabili né in realtà ne in linea di principio. Gli affetti sono esperienze e devono essere intesi come tali; non possono essere ricavati da sottostanti processi parapsicologici, ma “dallo studio di processi di ideazione consci e inconsci associati”.

(Fonte: appunti univeristari psicologia)

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