L’affetto in psicologia secondo Freud e Jacobson

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Freud propose nel tempo 3 teorie sull’affetto nei suoi studi di psicologia.

  • L’affetto è equiparato alla quantità di energia psichica;
  • Con il modello topografico e la pulsione istintuale, l’affetto è interpretato come una componente non ideativa della rappresentazione mentale delle forze pulsionali;
  • Con il modello strutturale ha collocato l’affetto all’interno del sistema dell’Io come segnale di situazioni di pericolo provocati da eventi esterni ma spiegati da un aumento della tensione istintuale interna.

Nella prima e nell’ultima, il ruolo delle considerazioni relazionali acquista importanza poiché l’affetto è considerato più indipendente dalla pulsione; nella seconda il contesto interpersonale in cui gli affetti hanno origine perde importanza teorica.

La Jacobson cominciò così a domandarsi se l’affetto corrispondesse a processi istintuali o dell’Io, e rimanendo insoddisfatta da ciascuna di queste due possibilità suggerì una nuova classificazione in cui gli affetti traggono origine da:
tensioni intrasistemiche (all’interno di ogni sistema)
Tensioni dell’es -> eccitazioni sessuali, rabbia;
Tensioni dell’Io -> paura della realtà, amore oggettuale e odio nascosto
tensioni intersistemiche (tra i sistemi Es,Io,super-io)
Tensioni tra Io ed Es -> vergogna, disgusto;
Tensioni tre Io e Super-io -> senso di colpa, aspetti depressivi.

Limite: La Jacobson sottolinea che anche la sua distinzione si rivela limitata nel rendere ragione della varietà della organizzazione affettiva matura. Non può spiegare “gentilezza ed insensibilità, simpatia e crudeltà, amore e ostilità, tristezza e dolore, depressione e felicità” propone una differenziazione di affetti che si sviluppa “da una serie di tensioni intra e inter sistemiche in relazione reciproca, che si condizionano tra loro e nascono simultaneamente in più punti dell’apparato psichico”.

L’autrice sembra comunque affermare che la dinamica e le sottigliezze dell’esperienza affettiva non sono metapsicologicamente spiegabili né in realtà ne in linea di principio. Gli affetti sono esperienze e devono essere intesi come tali; non possono essere ricavati da sottostanti processi parapsicologici, ma “dallo studio di processi di ideazione consci e inconsci associati”.

 

(Fonte: appunti univeristari psicologia)

   
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