L’abuso di posizione dominante – appunti diritto commerciale

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Diritto-commerciale-appunti

È vietato l’abuso da parte di una o più imprese di una posizione dominante all’interno del mercato nazionale o iin una sia parte rilevante, ed inoltre è vietato:

a) Imporre direttamente o indirettamente prezzi di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose;

b) impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico, a danno dei consumatori;

c) applicare nei rapporti commerciali con altri contraenti condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, così da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza

d) subordinare la conclusione dei contratti all’accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessione con l’oggetto dei contratti stessi.

Non è vietato il raggiungimento di una posizione dominante, ma ne è vietato l’abuso, senza possibilità di deroghe.

Anche qui, ai fini della valutazione della posizione dominante, si rende necessaria l’identificazione del mercato rilevante di riferimento. Una volta rilevato, si ritiene che la valutazione vada effettuata confrontando la quota di mercato dell’impresa, calcolata in base al suo fatturato, con quella complessiva del settore (è dominante una quota del 70%).

L’elenco contenuto nel presente articolo è puramente esemplificativo:

  • Applicazione (dell’imprenditore con posizione dominante) di prezzi bassi, a volte anche  sottocosto, insostenibili dagli altri concorrenti, fissati con il preordinato intento di eliminare i competitors (in quanto l’impresa che domina  si suppone abbia più disponibilità per sostenere una politica di questo genere);
  • Riduzione della produzione, rendendo il mercato in condizione di non vedere soddisfatta la domanda (dato che la domanda è in eccesso, i prezzi salgono), il risultato è un innalzamento dei prezzzi (a danno dei consumatori), oppure il rifiuto da parte di ex monopolisti di mettere a disposizione dei concorrenti le infrastrutture necessarie per lo sbocco al mercato;
  • Applicazione di prezzi e condizioni contrattuali discriminatorie;
  • Imposizioni di prestazioni supplementari ingiustificate o non collegate al contratto.
   
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