La variabile Z e lo shock sul mercato del lavoro in macroeconomia

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Cosa rappresenta la variabile z? La variabile z in macroeconomia rappresenta tutte le altre variabili che influenzano la determinazione dei salari oltre il tasso atteso dei prezzi e il tasso atteso di disoccupazione = fattori esogeni come l’indennità di disoccupazione, il livello di protezione dei lavoratori, il salario minimo garantito.
Al crescere di Z crescono i salari nominali W; nell’equilibrio, al crescere di Z aumenta solo la disoccupazione naturale ma il salario reale W/P rimane invariato.
Da dove si ottiene il tasso di disoccupazione naturale? L’equilibrio sul mercato del lavoro richiede che il salario rele (W/P) risultante dalla determinazione dei salari, sia uguale al salario reale (W/P) derivante dalla determinazione dei prezzi.
La condizione di equilibrio è che P = Pe nel medio periodo, e ciò determina che:
1) il salario reale sarà pari a (a/1+m)
2) Il tasso di disoccupazione derivante dall’equilibrio si dice naturale ed è quel livello che fa sì che le aspettative dei prezzi siano uguali ai prezzi passati (così come poi Phillips dimonstrerà che se u è pari a u, allora linflazione dell’anno prossimo sarò uguale all’inflazione di quest’anno).
Shock sul mercato del lavoro:
Se aumenta Z aumenta la disoccupazione naturale mentre il salario rimane fisso:
se z diminuisce cala la disoccuazione sempre a parità di salario
Il salario reale (W/P) rimane fisso a meno che non aumenti il mark-up:
Se aumenta il mark-up (difficile a meno di interventi governativi) il salario reale aumenta ed u diminuisce (ricordare che: al punto di equilibrio vi è il tasso di disoccupazione naturale, l’eguaglianza P=Pe è l’ipotesi di base. Nel BREVE periodo non c’è nessuna ragione per cui questa ipotesi sia rispettata, ma nel MEDIO periodo si torna al livello naturale in cui Pe = P.

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