La storia di "Porta Cristina" a Cagliari – Carolus Felix Rex viam planiorem

Porta cristina cagliari
Porta Cristina nel 1854

Nei primi decenni dell’800 le fortificazioni del quartiere di Castello persero il loro carattere di chiusura verso la città e si avvertì l’esigenza di recupero dei bastioni, di abbellimento degli ingressi e di ampliamento di una piccola porta di soccorso con una di maggiori dimensioni, che avrebbe consentito il passaggio da Piazza Arsenale al colle di Buon Cammino. La porta fu progettata nel 1825 dal conte D. Carlo Boyl di Putifigari e rappresenta l’ingresso occidentale al quartiere, mentre la prospiciente “Porta San Pancrazio” costituisce l’ingresso orientale. Si decise di chiamare la nuova porta “Porta della Regina” o “porta di S.Cristina” dal nome di S.M. la Regina Maria Cristina di Borbone, sposa del Re Carlo Felice. Fu proprio il re a scegliere, tra i due nomi, quello di “Porta Cristina“. Il progettista, nella realizzazione del disegno si ispirò allo schema aulico di architettura dorica di Porta Angelica della Città del Vaticano. I lavori furono inizialmente affidati al mastro Efisio Fanari, senza alcun concorso, successivamente mastro Gaspare Zedda fece ricorso al Viceré, evidenziando l’irregolarità del procedimento di affidamento dei lavori e ottenne l’autorizzazione a collaborare con mastro Fanari.

I due rivali portarono a compimento l’opera con l’ausilio dei carcerati diretti dal capitano Mallarini. La porta è sormontata da una lastra marmorea incisa dal marmoraro Domenico Franco in cui si legge:

Carolus Felix Rex viam planiorem brevioremque a Castro Caralis ad portam arcis regiam aperuit Maria Cristina Regina

Porte egressus in apertam viam nomen suum imposuit MDCCCXXV.

Januario Rotario regni Praeside

Nel 1830 la Direzione Centrale del Corpo Reale del genio Militare ordinò di costruire un ponte levatoio da utilizzare in caso di necessità, ma il ponte non fu mai costruito.

Porta Cristina è oggi uno dei più suggestivi accessi al quartiere di Castello

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