La storia della “Pietra di Palermo”

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La pietra di Palermo è un frammento di una larga stele di basalto nero (diorite anfibolica). È iscritta su ambedue le facce e l’iscrizione contiene una lista dei sovrani predinastici e gli annali delle prime cinque dinastie (circa 3100-2300 a.C.). Si tratta di un documento importantissimo per la ricostruzione della storia più antica dell’Egitto.

Numerosi altri frammenti di questa stele sono al museo Egizio del Cairo, un piccolo frammento è al Petrie museum di Londra. Il frammento di Palermo è quello di maggiori dimensioni ed è stato donato al museo, alla fine dell’ottocento, dal collezionista Ferdinando Gaudiano. Si ritiene che le dimensioni originarie dell’intera lastra fossero di 2×1 metri circa. La data della stele è sconosciuta, molto probabilmente è stata copiata da un più antico papiro durante il nuovo regno (II millennio a.C.).

La sua funzione fu probabilmente calandariale e cronologica a beneficio del tempio di Phat a Menfi, dove si ipotizza sia stata ritrovata. Nell’antico Egitto ciascun anno (composto da 12 mesi di 30 giorni + 5 giorni) prendeva nome dagli eventi importanti accaduti, cerimonie, feste religiose, nascita (cioè creazione delle immagini) di divinità, censi (elenchi di bestiame per la tassazione), attività costruttive, vittorie, spedizioni, ecc. Il più frequente è il “Corteo di Horus”, un viaggio, in barca lungo il Nilo, che ogni anno il re faceva con la sua corte. Ogni evento ripetuto era numerato come “prima festa di …”, o “seconda festa di …”, eccetera. I nomi degli anni sono elencati sulla pietra nella squenza del calendario (da leggere da destra a sinistra).

Ciascun settore relativo a un anno è introdotto dal segno geroglifico che indica “anno”. I regni dei re sono separati da linee verticali più larghe. Sopra i nomi degli anni, un titolo indica il nome del sovrano e della madre del sovrano che regnò durante quegli anni. Poichè gli anni di regno non concidono con gli anni del calendario, ogni segmento corrispondente a un anno con una transizione da un regno all’altro è suddiviso per segnare i mesi e i giorni di regno di ciascun sovrano. Per ogni anno sono ricordati l’altezza dell’inondazione del Nilo espressa in cubiti (circa 52,4 cm) mani e dita (1 cubito = 7 mani, 1 mano 4 dita).

   

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