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La storia della chiesa di Sant’Antonio Abate a Cagliari




Una foto del centro storico di Cagliari, da https://cosavedereacagliari.altervista.org

Caratteristiche

La storia della chiesa di Sant’Antonio Abate a Cagliari

La chiesa di Sant’Antonio Abate era presente all’interno dell’ospedale di Sant’Antonio (prima convento), risalente probabilmente al XIV secolo d.C., edificio all’interno del quale risultava essere inglobata; questo fino a quando non avvenne il trasferimento dell’ospedale nel nuovo edificio, progettato dall’architetto Gaetano Cima intorno al 1850; dopo tale data la chiesa passò di mano alla confraternita della Madonna d’Itria.

La chiesa, così come è visibile oggi, venne eretta nel XVIII secolo (una lapide al suo interno testimonia come data il 1723) secondo uno stile prettamente barocco, che sarà poi arricchito dalle opere dello scultore Gian Battista Troiani (nato a Villafranca di Verona il 12 febbraio 1844 e morto a Villafranca di Verona, nel corso del 1927), assieme a una serie di dipinti anche piuttosto antichi, come quello dedicato alla Madonna d’Itria, dipinto intorno al 1500 da Ursino Buoncora.

Descrizione della chiesa

La pianta della chiesa è ottagonale, mentre l’interno si caratterizza per avere una pianta centrale mistilinea, la quale è ricoperta tramite cupola, oltre che per una serie di cappelle (in tutto sei, mentre il presbiterio, dotato di un unico altare decorato con marmi policromi e stucchi dorati, è situato alla fine della navata centrale), inquadrate da una serie di paraste composite voltate a botte.

In passato il portico di Sant’Antonio permetteva di collegare la chiesa all’ospedale, come è intuibile ancora oggi osservando le aperture tamponate e gli stemmi, risalenti al medioevo, inseriti nelle pareti.

L’edificio religioso, eretto nel secolo XVIII, in stile barocco a pianta ottagonale, è arricchito dagli altari dello scultore Giovanbattista Troiani e da pregevoli dipinti come quello del ‘500 dedicato alla Madonna d’Itria da attribuirsi a Ursino Buoncora. Da notare, all’interno del prospetto, è lo stemma degli Spedalieri di San Giovanni di Dio; gli intonaci verdi e i capitelli corinzi, decorano assieme agli stucchi le pareti laterali della chiesa, mentre degli ampi finestroni di forma rettangolare regalano una profonda luce all’ambiente.

Nella chiesa è presente anche un organo, probabilmente della Agati Tronci, una storica ditta toscana, comprato dall’Arciconfraternita della Madonna d’Itria nel 1887.

Tradizioni e riti della chiesa

Ogni 17 gennaio i fedeli si recano in chiesa ancora oggi in chiesa (anche se quest’usanza era chiaramente più sentita in passato) per far ricevere, come da tradizione, la benedizione ai loro animali domestici nella piazza San Sepolcro, poco distante.

Curiosità: in passato l’ospedale era riservato in particolare agli ammalati di herpes zoster (spesso chiamato anche “fuoco di Sant’Antonio”).


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