La storia della Caverna delle arene candide

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La caverna delle Arene Candide è un’ampia cavità il cui ingresso si apre su di uno stretto terrazzo a circa 90 metri sul livello del mare. La caverna è parte di un reticolo carsico molto eseso che si sviluppa in senso parallelo all’attuale linea di costa all’interno delle formazioni calcaree del Promontorio della Caprazoppa, che separa finale ligure da Borgio Verezzi.

La parte della Caverna che ha restituito evidenze archeologiche presenta tre grandi aperture rivolte verso il mare ed è divisa naturalmente in due ambienti principali da un restringimento della volta nella parte orientale. Conosciuta anche come Armassa e Grotta dei Frati deve il suo attuale nome alla duna di sabbia quarzosa, bianca, le “arene candide” che, fino agli inizi del secolo scorso di estendeva dal mare fino all’imbocco della caverna. Proprio la duna, distrutta da lavori di cava che hanno determinato l’attuale aspetto dell’area, costituiva una delle testimonianze più interessanti della complessa storia ambientale all’origine del paesaggio attuale di questo tratto di costa, dell’attuale forma della Caverna e delle caratteristiche della stratigrafia sedimentaria che essa racchiude.

Nel corso del tempo infatti, variazioni climatiche catatterizzate da forti oscillazioni delle temperature, dell’umidità e della direzione e dell’intensità dei venti determinarono ambienti molto diversi tra loro. All’epoca delle prime frequentazioni umane note della Caverna, intorno a 25.000 anni fa, la zona presentava caratteristiche di tipo glaciare, con clima freddo e secco. Il livello del mare, più basso dell’attuale di alcune decine di metri, lasciò spazio alla formazione di una fascia di pianure costiere di steppe aride a pini e ginepri. Nella parte finale del Pleistocene, un deciso incremento dell’umidità comportò una graduale variazione vegetazionale con la prima comparsa di piante di tipo mediterraneo (querce, noccioli, ontani). Condizioni climatiche paragonabili alle attuali s’innestarono progressivamente a partire da 10.000 anni fa con la fine dell’ultimo periodo glaciale, in seguito alla risalita del livello del mare la pianura costiera iniziò ad arretrare progressivamente verso l’attuale linea di costa, i versanti si ricoprirono di una fitta coltre di vegetazione termofia di tipo mediterraneo e nei tratti costieri, in prossimità degli estuari dei torrenti, si formarono paludi e lagune costiere.

   
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