La situazione storica della Romagna nei primi anni del rinascimento

Negli anni più vicini al rinascimento avviene una riscoperta della grecità, oltre l’afflusso di mercanti, viaggiatori, maestranze, artisti, studenti, dotti, uomini di chiesa durante il Medioevo fino all’umanesimo.

Vi sono splendide signorie: da Venezia, alla corte di Urbino, sino alla Romagna, con Bologna e Ferrara; la Rimini dei Malatesta con Roberto Valturio (1413-1484). Scrive un trattato sull’arte della guerra, edito a Parigi nel 1534, partendo dall’esplorazione delle fonti classiche letterarie e archeologico-antiquarie. La Romagna del 400 va definendo un’alta cultura con esperienze di intense pratiche artigianali. L’importanza di Forlì, poi, è data dalle vicende culturali complesse tra erudizione, concretezza di lotte interne e dinamiche esterne, istanze fondanti della storiografia del Biondo, della sua curiositas tra antico e moderno, erudizione, artigianato, in un percorso che abbraccia letteratura, pittura, storiografia. È il periodo di affermazione della stampa e delle nuove tecniche di comunicazione ad essa legate. Con Malatesta Novello la biblioteca diventa di uso pubblico, per acquisire tempestivamente saperi e competenze decisive nelle temperie signorili. Cesena, nel 1495, conoscerà il primo centro di stampa. Dal 1446 vi sono amanuensi che lavorano per Malatesta Novello alla corte di Cesena. Ecco perché, anche dopo la sua morte, la biblioteca era il settore trainante della vita culturale di Cesena. Il Novello affidò il controllo e l’amministrazione della biblioteca al Comune e non ai francescani, che ne furono i custodi.

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