La Sicilia: dai greci ai cartaginesi (riassunto di storia)

Tempio di Hera in Sicilia

Per il mondo greco d’occidente gli ultimi decenni del V secolo sono una fase piuttosto travagliata, in cui gli scontri con popolazioni non greche assumono maggiore intensità e si verificani i primi casi di decolonizzazione.
In Magna Grecia la creazione di due nuovi gruppi di origine sannitica, i Campani e i Lucani devasta le comunità greche, come nei casi di Cuma e Poseidonia che, sconfitte, oltre alla conquista e occupazione subiscono anche la perdita dell’identità culturale: la lingua osca sostituisce il greco e le istituzioni vengono sostituite da quelle italiche. Difficile è anche la situazione di Sicilia, che è oggetto dell’aggressione Cartaginese. Nel 410 Segesta convoca l’aiuto di Cartagine (come nel 416) per risolvere la guerra con Salinunte, che sbarcano in Sicilia Occidentale nel 409 e assediano Salinunte.

Una volta risolto il conflitto i cartaginesi se ne vanno, ma vengono richiamati sull’isola quando Siracusa, guidata dal leader radicale Ermocrate, inizia incurursioni anti-punica in Grecia Occidentale.
Nel 406 arriva la controffensiva Cartaginese, che conquista Agrigento, Gela e Camarina, arrivando alle porte di Siracusa, dove Ermocrate è stato sostituito dal tiranno Dioniso, che riesce a strappare un accordo col generale punico Imilcone, il cui esercito è devastato da una pestilenza. Si arriva così a un accordo nel 405 che sanisce il dominio cartaginese sulla Sicilia Occidentale in cambio del riconoscimento della signoria Siracusana su quella orientale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*