La scala di Karnofsky: definizione, riassunto e schema

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  • La scala di Karnofsky (performance status scale) serve per valutare le condizioni generali del cittadino.

La scala di Karnofsky (nome originale Karnofsky performance status scale) è una scala di valutazione sanitaria dei pazienti calcolata tenendo conto della qualità della vita del paziente attraverso la valutazione di tre parametri:

  • Limitazione dell’attività
  • Cura di se stessi
  • Autodeterminazione

La scala ha come scopo quello di stimare la prognosi, definire lo scopo delle terapie e determinarne la pianificazione. La valutazione dello stato di salute finale del paziente è necessaria affinché si possa decidere la migliore cura possibile nei vari stadi di malattia (guarigione, prolungamento della vita, restituzione funzionale, palliazione).

Essa prende il nome dal Dott. David A. Karnofsky che la descrisse in collaborazione col Dott. Joseph H. Burchenal nel 1949.

Accanto a questa scala viene utilizzato nella pratica clinica quotidiana anche l’Indice della qualità della vita della Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG). La tabella dopo l’immagine descrive nel dettaglio entrambi gli indici mettendoli in paragone anche se non è sempre possibile eseguire la conversione diretta tra i due. La scala è descritta ad intervalli di 10 punti dove il 100% (nessuna limitazione) rappresenta il punteggio massimo e lo 0% (morte) ne rappresenta il minimo.

Il performance status è la misura semiquantitativa del benessere psicofisico di un soggetto, ottenuto mediante diversi sistemi di punteggio. Valuta come variabili le attività personali, la capacità lavorativa, la cura personale. Utile per determinare la capacità di tollerare le terapie. Indispensabile per valutare il portato delle risposte alle terapie, per stratificare la prognosi.

 

100 %

ECOG = 0

Nessun disturbo, nessun segno di malattia.

90 %

ECOG = 0

Possibili le normali attività, Sintomatologia molto sfumata.

80 %

ECOG = 1

Normali attività possibili con difficoltà. Sintomi evidenti.

70 %

ECOG = 1

Cura di se stessi. Normali attività e lavoro non possibili.

60 %

ECOG = 2

Necessario qualche aiuto, indipendente nei bisogni personali.

50 %

ECOG = 2

Aiuto spesso necessario, richiede frequenti cure mediche.

40 %

ECOG = 3

Disabile. Necessario un aiuto qualificato.

30 %

ECOG = 3

Severamente disabile. Ospedalizzazione necessaria ma senza rischio di morte.

20 %

ECOG = 4

Estremamente malato. Richieste misure intesive di supporto alla vita.

10 %

ECOG = 4

Moribondo. Processi di malattia fatali rapidamente progressivi.

0 %

ECOG = 5

Morte.

Permette di normare il paziente inquadrandolo in un parametro, e allineare tutti i portatori dello stesso parametro. In una scala che va da 0 a 100 (0 è il decesso, 100 corrisponde a nessun segno della malattia) permette di inquadrare i cittadini rispetto a quanto impatta su di loro la patologia, ma anche di misurare contemporaneamente le abilità che ha il cittadino. Un paziente con metastasi ossea della colonna vertebrale che può svolgere normalmente le attività quotidiane sarà diverso da un paziente con una stessa metastasi, ma che sta sulla sedia a rotelle. Quindi le condizioni di benessere, performance, a parità di patologia, possono essere diverse e dipendono ad esempio dalla capacità di muoversi, dall’autonomia. Tutti questi fattori sono parametrabili e questa scala si è consolidata non solo nella pratica quotidiana dell’oncologia, ma anche negli studi clinici, dove, a parità di patologia e metastatizzazione, le persone vengono stratificate per grado prognostico. Perché il grado prognostico cambia in base al performance, abbiamo l’opportunità di mettere in correlazione le condizioni generali della persona con la risposta al trattamento. Quando valutiamo la curva di risposta ad un farmaco, di sopravvivenza libera da malattia o globale, e stratifichiamo quei pazienti per gruppi di performance, si vede che i pazienti che avevano, all’ingresso del trattamento o della sperimentazione, un valore alto di Karnofsky sono quelli con una migliore risposta, rispetto ai pazienti con valore basso.

Un paziente con linfoma, se non prevedo l’iperuricemia, potrà andare incontro a insufficienza renale. Se il paziente è già portatore di anemia stabile o iperazotemia stabile, questo molto probabilmente sarà costretto ad interrompere o ritardare la somministrazione di un ciclo terapeutico. Di conseguenza la compliance sarà più bassa. Questo impatta sui concetti di dose density e dose intensity.

Il sistema Karnofsky dal gennaio del 2013 in Italia viene utilizzato da quasi tutte le commissioni INPS per stabilire se una persona ha necessità ad una indennità economica o all’invalidità.

(appunti condivisi sul sistema Karnofsky)

   
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