La sala italiana nel teatro (o sala barocca) – riassunto e schema didattico

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Si iniziano a definire un modello di teatro chiamato “Sala italiana”cioè la sala barocca a forma di alveare con struttura a palchetti. Così diventa il modello di teatro che è rimasto in uso anche oggi. Lo spettacolo diventa più attraente, più unico nei generi, e il teatro diventa il luogo in cui tutti vogliono andare, nella sala sembra ci siano delle celle identiche con differenti fruizioni visive. Chi si mette nelle parti laterali ha una visione più prospettica. I palchetti vengono acquistati dalle ricche famiglie aristocratiche e diventano parte della casa. Si fanno una serie di attività che vedono il teatro un luogo aperto a tutti, li siamo in un luogo di vita sociale. I palchi erano dotati di alcune tendine che venivano chiuse quando c’erano visite che non potevano essere pubblicizzate. La parete a palchetti favoriva appunto questo tipo di incontri. Venivano pagati i biglietti ma chi andava in quei posti era come se avesse già acquistato un palco e quindi aveva pagato la sua presenza al teatro. Il pagamento proveniva dai giochi d’azzzardo FOIER brama spazi ridotti di rappresentanza dove si andava nelle pause dello spettacolo.

Chi gestiva il teatro poteva guadagnare il denaro che utilizzava nei giochi d’azzardo per mantenere il posto. Per 200 anni i giochi d’azzardo saranno la fonte principale di mantenimento del teatro. All’interno del teatro c’erano anche le stoviglie perchè qui dentro di poteva anche cucinare; vi era anche un camerino in cui venivano messi gli oggetti che servivano nella recita teatrale.

C’era anche una platea che oggi è il luogo più costoso e desiderato anche perchè da li si vede meglio lo spettacolo. Fino alla metà del Settecento la platea non aveva posti a sedere ma ospitava un pubblico costituio dai ceti alti, dai militari e dalla ricca borghesia, quindi la platea era un luogo meno prestigioso rispetto ai palchi. Non era nato il luogo in cui stava l’orchestra. C’era qui il loggione a lupione che coincideva con l’ultimo ordine dei palchi in cui si era visti poco e che non apparteneva alla famiglia. Nel lupione prendevano posto i servitori delle famiglie nobili che controllavano il palco. Molte erano le feste e i lori balli e il teatro era sempre illuminato. Con l’illuminazione a gas aumenta l’idea di ….. la sala e di vendere lo spettacolo scenico come momento di grande attenzione. Veniva proposto uno spettacolo che doveva essere di grande novità, di impatto scenografico proponeva grandi scenografie con macchine a mano che proponevano grandi riprese. Servivano per arricchire lo spettacolo centrale e per non ammassare il pubblico. L’aspetto scenografico era molto amato, Venezia ha molte sale barocche e nel Settecento il numero di teatri veneziani aumenta in maniera sconsiderata. Si racconta di teatri a pagamento: nasce l’idea di fare teatro anche per gli affari. Tutte le sale barocche sono simili e il più famoso a Venezia è il “Teatro la Fenice”, più antico della Scala. In sala barocca aveva anche una facciata maestosa neoclassica. Lo stupore dello spettatore doveva avvenire, tuttavia, all’ingresso del teatro. La struttura della Fenice da l’idea di una pianta mistilinea della pianta a ferro di cavallo che oppone una migliore visibilità dei palchi. La sala che ospitava soprattuto il melodramma in scena con una certa curva si dilagava meglio nella sala, quindi la pianta a ferro di cavallo è un gran vantaggio anche in ambito acustico. Il palco centrale o reale permetteva una maggior disponibilità di spazio ma anche il posto dove si è più a rischio dell’intero teatro. I palchi erano arredati in maniera considerevole e ognuno arredeva il palco a proprio piacimento. Il teatro con pianta a ferro di cavallo nasce tra il XVIII e il XIX asecolo. Nel lupione si organizzavano anche incontri con personaggi famosi. L’esterno del teatro non veniva abbellito troppo per consentire allo spettatore di far nasce il vero stupore all’interno della struttura. Il primo teatro in struttura a palchetti è il teatro della pergola di Firenze nel 1661.

(Appunti università)

   
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