La ripresa del commercio e delle manifatture dopo il X secolo- la riforma monetaria carolingia – riassunto

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Miniatura medievale mercanti

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Nonostante la ruralizzazione della popolazione non si era arrivati ad una interruzione dei traffici
poiché all’interno delle curtes e nei villaggi non era stato possibile produrre tutto ciò che era
necessario. Le popolazioni più attive erano quelle che si trovavano in punti di incontro tra aree
economiche diverse, c’è da aggiungere che in questo periodo gli ebrei svolsero un ruolo di
intermediari avendo un raggio d’azione intercontinentale. Gli scambi alto medievali comunque
riguardarono solamente cose poco ingombranti e principalmente beni di lusso

La situazione iniziò a cambiare nel X secolo a causa dell’aumento dei mercanti di professione e all’ampliarsi del
fenomeno delle fiere. In questa fase restarono comunque distinte due principali aree commerciali:
quella del nord Europa e quella del mediterraneo.

Nell’area nordica sono individuabili un settore atlantico ed un altro compreso tra il mar baltico e il mare del nord. Nel corso dei secoli XI-XII crebbe il movimento all’interno delle aree e si attuò anche il collegamento tra l’area mediterranea e l’area nordica. Questo successo fu determinato anche dalla pace mantenuta nei territori di governanti locali. Nell’XI secolo si andarono delineando nuove posizioni di forza all’interno del mondo della mercatura. I veneziani presero l’egemonia dei commerci garantendo anche il collegamento tra Alessandria e Costantinopoli. Il collegamento con l’area mediterranea venne perfezionandosi dalla seconda metà del XIII secolo con la creazione di nuove rotte marittime.

L’incremento della navigazione portò il mondo marittimo a progredire nell’arco di due-tre secoli. La prima innovazione fu la bussola, seguita dalle carte nautiche e dalla costruzione di navi sempre più grandi e manovrabili. Nonostante i progressi nel campo della navigazione i trasporti avvenivano principalmente via terra e dato che per i mercanti era vantaggioso accorciare il percorso si venne creando una fitta rete viaria e nei punti più battuti vennero addirittura create delle strutture per il cambio dei cavalli.

Le novità del commercio dell’anno mille sono costituite dal fatto che non più gli articoli di lusso venivano importati e commerciati bensì qualsiasi tipo di merce veniva trasportata. Contrasti scoppiarono per i dazi sull’esportazione del grano e per l’egemonia della produzione del sale. Venivano importati ed esportati i materiali necessari al funzionamento dell’industria tessile. Una merce erano anche gli schiavi, venduti e comprati in tutta Europa. Tutti i prodotti in circolo avevano aree di produzione ben definite per rendere famosa la zona che produceva una determinata merce. Artefice dell’integrazione tra aree diverse per specializzazione e produttività fu senz’altro il mercante. Il mercante fu una figura molto importante in questo periodo, non si trattava infatti di un avventuriero nonostante l’attività commerciale continuasse a comportare parecchi rischi, anche se gli scambi in denaro erano largamente sostituiti dalle lettere di cambio che riducevamo di molto l’uso della moneta.

Ben presto vennero ridotti i rischi per la navigazione attraverso l’istituzione di convogli gestiti dallo stato. Si vennero a formare anche società dette “commenda” le quali erano una sorta di società per azioni medievali che però venivano costituite in previsione di un solo viaggio. Successivamente si arrivò alle “societas maris” che venivano costituite per un determinato periodo di tempo. Queste società col tempo acquisirono la funzione di vere e proprie banche.

Con lo sviluppo dei commerci infatti fu necessario riformare il sistema monetario carolingio fatto di
monete d’argento, Federico II nel 1231 fece coniare l’augustale; le monete in oro risultarono
necessarie per poter essere accettate in ambito internazionale dopo la decadenza delle monete arabe
e bizantine. Il commercio a livello locale e internazionale era basato oltre che sulle derrate
alimentari anche sui prodotti dell’artigianato e dell’industria tessile entrambi fortemente legati
all’ambiente urbano. Il settore di punta dell’industria medievale è rappresentato dall’industria tessile
e dall’industria metallurgica, molto fiorente per la produzione di armi e attrezzi. Successivamente si
venne formando anche un settore nuovo rappresentato dalle cartiere, necessarie per la produzione
della carta. Nel contempo si distinsero anche vari artigiani specializzati. In genere l’unità produttiva
di base era rappresentata dalla bottega di solito a gestione famigliare a cui si affiancavano degli
apprendisti o dei salariati. In questo contesto videro la nascita le corporazioni il cui obiettivo, era
quello di tutelare i propri membri e i loro interessi a tutti i livelli.

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