La ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale dei principali paesi europei

Ricostruzione europea seconda guerra mondiale

Negli anni della ricostruzione vennero mosse le fondamenta di nuove democrazie, di un nuovo tipo di convenienza fra gli stati europei e di un nuovo modello economico ispirato agli USA (“americanizzazione). I paesi con i migliori risultati produttivi sono anche quelli che hanno utilizzato la maggiore quantità di fondi di contropartita per scopi produttivi.

In Germania dobbiamo ricordare:

  1. La riforma monetaria del 1948, che fece tornare in funzione l’economia di mercato e rimise in piena attività l’industria tedesca.
  2. L’adozione di un’economia mista rispettosa del mercato
  3. Una cooperazione fra capitale e lavoro permessa dalla compartecipazione dei rappresentanti sindacali nel consiglio di supervisione delle imprese.

Tutto ciò permise alla Germania una ripresa rapidissima.

In Francia, il sistema produttivo fu rimesso in moto dalla decisione di De Grulle (1946) di affidarsi alla programmazione. Venne istituito un commissariato per la programmazione con a capo Monnet che subito ottenne consenso nazionale e internazionale riguardo alcuni obiettivi produttivi di base: elettricità, acciaio, ferrovie, carbone… formulando così il suo primo piano quinquennale. (Si stabilivano pertanto obiettivi, poi si provvedeva a un livello di concentrazione, si mettevano in essere incentivi adeguati). La programmazione ebbe molto successo in Francia e durò fino agli anni settanta.

In Italia si lavorò molto per restaurare una democrazia che mancava da oltre 20 anni, in presenza di un forte partito comunista, che, con l’alleanza dei socialisti, minacciava di vincere le elezioni e il risorgere di una dittatura. Il 18 Aprile 1948 vinse le elezioni la Democrazia Cristiana, che amministrò il paino Marshall con una scelta produttivistica ed europeistica ed entrò nella NATO. Ben presto ci fu la ripresa italiana, un “miracolo economico”, come quello tedesco.

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