La ricostruzione del sistema monetario internazionale e la liberalizzazione postbellica – riassunto storia economica

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Riassuto storia economica anni 50

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Preambolo

Nel 1943 Keynes comincia a negoziare con il funzionario del tesoro americano quello che dovrà essere il sistema internazionale postbellico. Come ricostruirlo? Le opinioni divergono fra gli americani e gli inglesi e daranno origine alle istituzioni di Breton Woods (Banca Mondiale e Fondo Internazionale. Già nel 1945 nascono queste istituzioni.

Istituzione della cooperazione internazionale

1945 – FMI e BIRS (banca mondiale nati a Bretton Woods)

1947 – GATT (General agreement on Tariff and Trade) -> istituzione nata per ridurre tramite accordi bilaterali i dazi fra i paesi partecipanti

1948 – OECE (Organizzazione europea per la Cooperazione Economica). Dal 1963 l’OCSE con sede a Parigi. -> Istituzione nata per gestire il piano Marshall e si propone di abolire tra i paesi partecipanti i contingentamenti.

I fattori che favorirono la ricostruzione delle economie europe nel II dopoguerra

  • La stabilità monetaria e la cooperazione internazionale
  • Gli effetti economici del Welfare State -> sono anche politiche per le public utility (cioé aziende pubbliche importanti come l’EI in Italia)

Stabilità monetaria

Gli accordi di Bretton Woods (luglio 1944) erano accordi in campo monetario stipulati nella cittadina del New Hampshire (USA) fra i rappresentanti dei 44 paesi impegnati nella guerra contro l’Asse.

Il problema:

a) Ripristinare le condizioni di convertibilità delle monete -> questo perché dopo la guerra non esistevano monete convertibili perché troppo deboli (ad esempio l’Italia solo nel 1957 riesce a convertire la Lira).

b) Creare un sistema di compensazione multilaterale delle bilance dei pagamenti al termine della guerra.

La ricostruzione del sistema monetario internazionale

1941 studio di un nuovo sistema monetario internazionale

Jhon M.Keynes -> Unione internazionale di clearing ->nuova moneta per l’aiuto degli scambi internazionali e per aiutare i paesi con problemi di deficit

Harry D.White -> fondo internazionale di stabilizzazione -> fondo basato sul Gold Standard (chiamato poi il Gold dollar standard), c’è bisogno di passare al dollaro perché le risorse auree non sono ben distribuite equamente fra i paesi.

Il progetto di Keynes

Ispiratore degli accordi fu Keynes che, aveva proposto nel 1942 la creazione di una Unione di Compensazione Internazioanle, che doveva operare:

  • Come stanza di compensazione per le bilance dei pagamenti degli stati memebri
  • Come banca per intervenire con aperture di credito a favore dei paesi in temporaneo disavanzo

L’unione avrebbe avuto una propria utilità monetaria, il bancor, che col tempo, avrebbe potuto sostituire l’oro come strumento della finanza internazionale.

Fondo monetario internazionale

International Monetary Fund (1946) o Fondo Monetario inernazionale.

Per appartenere al fondo e utilizzare le sue risorse i membri dovevano impegnarsi ad esprimere parità delle loro monete in oro e dollari. Lo scopo eara quello di ripristinare un regime di cambi fissi che favorisse i commerci mondiali e i relativi trasferimenti di valute e capitali. Gli accordi prevedevano un regime di cambi fissi, imperniato sulla convertibilità del dollaro in oro e delle altre monete in dollari. Il valore di ciascuna moneta veniva così definitp in rapporto col dollaro, l’unica divisa convertibile in oro (sulla base del rapporto 35 dollari per oncia).

Il dollaro diventa la moneta di riferimento per i pagamenti internazionali mentre l’Unione sovietica e i paesi satelliti si ritirano dagli accordi.

Questo tipo di accordo durerà per 27 anni (fino al 1971) perché gli USA subiranno una crisi dovuta a una serie di motivi (le guerre in Vietnam, etc).

Ma il FMI non cessa di esistere perché tutt’oggi esiste e continua a rifinanziare gli stati in crisi.

Importante: i paesi che volevano entrare nel fondo dovevano versare una quota quindi più si finanziava il fondo e più si aveva potere decisionale per votare sulle politiche del fondo.

Problemi e rinnovo FMI

Problema del rischio morale -> si fa rifermento alla crisi orientale (Corea) che chiese aiuto al FMI per ripagare poi le banche europee che non avevano calcolato bene il rischio. Se il fondo non fosse intervenuto per le banche coreane sarebbero fallite e sarebbero state molte le perdite per le banche europee e questo ci porta a dire che l’utilizzo del fondo è stato un azzardo morale perché l’Europa non avava calcolato bene il rischio.

Oggi più attenzione ai paesi poveri molto indebitati (HIPC) grazie a:

  • lavoro NGO
  • Amartya Sen -> nobel per gli studi sui metodi per uscire dalla poverà, “la disuguaglianza dei paesi poveri è una mancanza di capacità più che una mancanza di finanziamento e quindi  bisogno investire sulla scuola e sul capitale umano”
  • Muhammad Yunus (Grameen Bank) -> rete di banche di microcredito nei confronti delle persone più povere (Pakistan , India, Nepal) -individuate negli artigiani per trasformare un lavoro dipendente in un lavoro indipendente cioè far nascere l’imprenditorialità.

La situazione in Europa

Stallo del commercio internazionale dovuta a tre tipi di barriere:

Inconvertibilità delle monete -> che impossibilita di operare per il FMI e quindi si crea l’EPU (European Payments Union nata nel 1949) che risulta essere un istituzione di ponte che permette ai paesi n queste condizioni di inconvertibilità garantendo gli scambi senza vincoli si spese che funziona per i paesi dell’OECE (quindi garantisce in Europa la convertibilità della moneta).

Il nuovo gold standard con l’introduzione del dollaro permetteva una “banda di oscillazione” in Italia perché il cambio oscillava fra le 620 e le 629 lire quindi si poteva avere  più dollari con meno lire.

Contingentamenti -> OECE che si prende carico di abolire i contingentamenti con una tabella di marcia.

Dazi -> GATT, l’unica istituzione internazionale che si occupa degli accordi bilaterali e multilaterali internazionali per la riduzione dei dazi.

Dagi accordi di pagamento all’EPU

Il commercio era regredito a forme di baratto bilaterali.

  • Accordi di pagamento bilaterali
  • Accordi di clearing monetario multilaterale -> non permetteva di avere un vero slancio sul commercio perché raggiunti gli obbiettivi l’accordo decadeva e il commercio si bloccava nuovamente.

Nel dicembre del 1949 gli USA proposero all’OECE di istituire la European Payments Union proprio per evitare che il commercio rimanesse regredito e in previsione di entrare nel Gold Dollar Standard. Ipaesi dell’EPU potevano così commerciare liberamente operando compensazioni ogni mese e quindi rendendo convertibili anche le monete che non lo erano.

L’EPU lavora molto come una sorta di banca infatti si pensava che sarebbe diventata la banca centrale europea che riuscisse a governare una futura moneta europea (un’aspettativa troppo futuristica infatti verràsuccessivamente smantellata come istituzione e ancora oggi tende ad essere dimenticata).

L’OECE e l’abolizione dei congentamenti

Limitando in modo assoluto la quantità di beni importabili, i contingentamenti, rendono inefficace il meccanismo dei prezzi. Il 2 Novembre del 1949 l’OECE decise di  abolire progressivamente i contingentamenti sul commercio privato:

  • Tappe del codice di liberalizzazione
  • Primo taglio del 50% entro 15/12/1949
  • Progressi continui

La liberalizzazione del commercio italiano

Nell’Ottobre del 1951 il governo italiano rimosse le restrizioni quantitative sul 99,7% delle importazioni, anticipando le tappe dell’OECE e divenne il paese con meno restrizioni quantitative.

Cosa si proteggeva ancora?

  • Gruppo eterogeneo di prodotti tra cui: latte, vino, sale, zolfo, acido citrico, automobilie carrozzerie di automobili e motocicli

Per questi prodotti occorrevano speciali licenze nei limiti dei contingentamenti fissati bilateralmente con i vari paesi dell’OECE.

Progetti di cooperazione economica europea presentati all’OECE

Dopo il discorso di Hoffman dell’Ottobre del 1949 si crearono tre piani di integrazione che vennero presentati nel 1950:

  • Piano Stikker: piano olandese che vuole la riduzione dei dazi ma ha il problema che questa riduzione sia fatta per settori (agricolo, minerario, etc) L’Italia boccia subito subito questo piano  perché troppo complicato a livello burocratico e per questo non verrà approvato neanche questo piano.
  • Paino Pella -> piano di riduzione tariffa che prevede la distribuzione della riduzione daziaria nel tempo con dei tagli da effettuare ogni 4 anni arrivando progressivamente ad abolire i dazi). Propone anche la nascita di una banca europea di investimenti nei confronti delle regioni meno svilupate. Non verrà approvato neanche questo piano.
  • Piano Petsche -> piano che propone la nascita di una banca europea di investimento ad alta intensità per i capitali. Non verrà approvato.

Nonostante non siano approvati rimarrà viva l’idea di Pella per la nascita di un area di libero scambio e l’idea di una banca centrale di investimenti europei che porterà in futuro al trattato di Roma del 1957.

La riduzione dei dazi – IL GATT

Nasce nel 1947 a Ginevra con l’accordo di 23 paesi.

  • Lo scopo era quello di ridurre gradualmente i dazi sulla base di nagoziati bilaterali e multilaterali.
  • Conferenza di Annency (aprile agosto 1949)
  • Conferenza di Torquay (settembre 1950 Aprile 1951)
  • La riduzione percentuale media dei dazi italiani raggiunta in questo primo round di negoziati tariffari GATT si aggirava intorno al 28,5%

La nuova tariffa doganale italiana

La vecchia tariffa in vigore risaliva al 1921. La nuova tariffa ad valorem risale al 15 Luglio del 1959 con aliquote molto elevate.

Si crearono norme temporanee che moderarono la protezione e l’incidenza media della tariffa generale ridotta dal 24,4 al 14,5% creando così un protezionismo moderato (in linea con la protezione  europea di molti paesi).

Concludendo:

  • FMI: cooperazion monetaria internazionale
  • GATT: si occupò delle riduzioni tariffarie multilaterali
  • OECE: eliminò progressivamente i contingentamenti
  • EPU: permise il superamento dell’inconvertibilità delle monete fino al 1959 quando con il ritorno alla convertibilità entrò in vigore il gold dollar standard contemplato dal FMI.

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