La Repubblica di Genova nel 1700: cronologia e storia di Genova

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Veduta di Genova

La repubblica di Genova agli inizi del XVIII secolo era ormai l’ombra dell’antica potenza. Debole in difesa si reggeva ondeggiando tra un’alleanza e l’altra con ambigui e complicati maneggi diplomatici. Economicamente era stremata dalla lunga guerra di Corsica e la difesa militare era affidata a scarse forze mercenarie. Nel 1743 Genova fu sorpresa dalla stipula del trattato di Worms tra le corti di Vienna, Torino e Londra; alleanza grazie alla quale Maria Teresa cedeva al re di Sardegna Carlo Emanuele III, quale compenso del futuro aiuto militare, i diritti sul marchesato di Finale acquistato dalla Repubblica nel 1713. Le rimostranze di Genova presso le corti di Vienna e di Londra, dove regnava Giorgio II, rimasero inascoltate, per cui la Repubblica decise di accettare la protezione della Francia di Luigi XV e della Spagna di Filippo V. Con il trattato di Aranjuez (1 maggio 1745), Genova si impegno a entrare nel conflitto per la successione austriaca iniziato nel 1740 al fianco dei Gallo-ispani. La Repubblica accettava il transito sul suo territorio degli eserciti alleati e partecipava alla campagna militare con un contingente di diecimila uomini e un treno di artiglieria.

Nel contempo riaffermava la propria amicizia all’impero a cui era legata da notevoli interessi economici, perciò garantiva l’impiego delle milizie genovesi solo contro il regno sardo, un impegno di per sé impossibile da mantenere nel corso delle ostilità. Genova fu occupata nel settembre 1746 dalla forze imperiali, schiacciate a dicembre dello stesso anno dalla rivolta popolare tradizionalmente legata all’episodio del giovane Balilla, il nuove re di Spagna Ferdinando VI, appena salito al trono inizò un lento ma progressivo disimpegno dal conflitto che avvantaggiò la coalizione avversaria. L’anno 1747 si aprì con la duplice offensiva francese: a sud di Savoia, dove i francesi subirono una pesante sconfitta per mano dei sabaudo-imperiali nella battaglia dell’Assietta (19 luglio 1747), e a nord delle province unite d’Olanda, dove vinsero gli inglesi nella battaglia di Lawfeldt. Questa sconfitta spinse l’Inghilterra a sottoscrivere con Russia ed Olanda la Convenzione di San Pietroburgo che autorizzava la truppe della zarina Caterina ad attraversare la Germania per giungere al fronte francese. Quando la Francia si rese conto che i russi stavano attraversando la Germania in direzione del Reno per aprire un nuovo fronte a sostegno dell’alleanza anglo-imperiale, capì che le sorti del conflitto erano segnate e occorreva aprire i negoziati per trattare la pace (24 aprile 1748), che fu sottoscritta ad Aquisgrana il 18 ottobre 1748. Con gli accordi di pace l’Italia subì un riassesto geo-politico che le garantì un equilibrio stabile per alcuni decenni.

   
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