La raccolta delle castagne: come funzionava?

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Il castagno (Castanea sativa) l’erbul in dialetto locale, è un albero con un portamento maestoso, chioma rotondeggiante che può raggiungere i 30 metri di altezza. Il castagno è di temperamento mesofilo, quindi intermedio, sia nei confronti della temperatura che dell’umidità. Le foglie sono di forma ellittico – lanceolata, seghettate. Il castagno ha un’elevata capacità pollonifera, ossia di emettere pollini dalla ceppaia una volta che questa è stata tagliata.

Tal capacità può durare anche oltre i 150 anni. Il castagno ha i fiori maschili separati da quelli femminili, ed entrambi sono portati da infiorescenze che si svilupano sui rami dell’anno, nella parte più esterna della chioma. Alla base del rametto, sono presenti le infiorescenze maschili, all’apice quelle miste, con i fiori femminili in numero di tre. Dopo essere stato fecondato il fiore si trasforma in riccio, una cupola spinosa che protegge il frutto: la castagna.

La raccolta delle castagne

La raccolta delle castagne era certamente il momento centrale della coltivazione della selva castanile. Ma la castagna non era l’unico prodotto della selva. Infatti in primavera e in estate, il prato veniva falciato, e il fieno che si otteneva, magro e grossolano per la presenza di felci, veniva dato alle pecore, in grado di selezionare la parte migliore. Gli scarti venivano impiegati per la lattiera degli ovini. Affiché il prato non si impoverisse eccessivamente in tardo autunno la selva veniva concimata, generalmente con letame di capra o pecora. Dopo la caduta del frutto (che generalmente avveniva in ottobre), si rastrellava la selva, in tal modo rimanevano nel terreno le castagne, mentre i ricci che si accumulavano venivano adagiati attorno al tronco dei castagni. Le castagne si raccoglievano nei grembiuli (scusèe) dotati di apposita sacca, poi, al riempimento degli stessi trasferite in sacchi o gerle e portate alla greè. Successivamente anche le foglie, una volta cadute a terra, venivano rastrellate, raccolte e utilizzate per la lettiera. delle vacche.

   

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