La psicologia della coppia – appunti di psicologia università

Psicologia dell'uomo

La formazione della coppia è la prima fase evolutiva individuata dalla Scabini

(Psicologia dei legami familiari).

Prima di individuare gli specifici compiti evolutivi e gli eventi critici, partiamo capendo quale sia il significato attribuito alla creazione di una famiglia, partendo dal passato fino ad oggi: e si dividono in:

– Matrimonio come alleanza tra gruppi: prima dell’età moderna il matrimonio era
sostanzialmente un affare, una strategia per assicurarsi alleanze politiche ed economiche.

Era soprattutto un fenomeno presente nei ceti aristocratici, ossia coloro che potevano
permettersi di fare affari. Il matrimonio si basava esclusivamente sulla trasmissione
dell’eredità da parte della famiglia del marito e la disponibilità di una dote da parte della
famiglia della sposa. I matrimoni venivano quindi stabiliti dal padre/padrone. Il
matrimonio discriminava sia i differenti ceti sociali, che non potevano permettersi di fare
affari visto il dislivello, ma anche i figli e le figlie all’interno di una stessa famiglia.

La famiglia poteva permettersi di far sposare i figli o le figlie solo fino a quando aveva la
disponibilità di un’eredità o di una dote; quando questa finiva, non poteva più sposare
nessuno e la vita migliore che rimaneva era la vocazione sacerdotale.

– Matrimonio nella “famiglia acquisitiva”: all’inizio dell’epoca moderna la famiglia era
un’impresa, univa gli interessi dell’economia domestica con quelli della produttività
dell’azienda vera e propria.

Il padre era l’amministratore assoluto.

Pian piano, però, all’interno della società borghese si fa strada il concetto di “famiglia acquisitiva”: è un
concetto che nasce proprio dalla separazione dell’economia domestica da quella dell’impresa familiare. La famiglia borghese diventa sempre di più una famiglia privata senza alcun interesse nel sociale. Si ridimensiona anche il numero dei familiari, fino ad arrivare ad una composizione nucleare dove ogni nuovo matrimonio dà luogo ad una nuova convivenza al di fuori della famiglia d’origine.

– Matrimonio e famiglia come luogo degli affetti e delle relazioni primarie: nella
società postmoderna e postindustriale la famiglia diventa sempre di più un fatto privato.
Inoltre, il maggiore accento sociale e culturale sulla soggettività fa sì che la famiglia e il
matrimonio diventino prima di tutto una fattore di realizzazione personale: il partner si
sceglie autonomamente e non in base alla fedeltà verso la famiglia d’origine ma verso se
stessi, verso la propria felicità. La famiglia diventa il luogo della socializzazione e delle
relazioni affettive primarie, il luogo della cura delle relazioni.

L’amore come legittimazione dell’attuale matrimonio

La formazione della coppia si basa oggi sull’ideale dell’amore romantico. Ciò significa che
la coppia ha una sua autonomia rispetto ai parenti, una propria intimità e privacy.

La coppia deve rispondere solo a se stessa e deve essere basata sulla parità dei coniugi e
sulla reciprocità. Il matrimonio è quindi legittimato dall’amore ma, proprio per questo,
diventa molto più debole rispetto al passato. La coppia coniugale di oggi è
inevitabilmente più fragile di quella di prima, proprio perché poggia di presupposti diversi
che portano all’insicurezza:

– Ci si riferisce al proprio amore e alla propria felicità, che in passato non veniva presa in
considerazione
– L’amore viene involontariamente idealizzato
– L’accresciuto bisogno di autoaffermazione è un punto cardine della nostra cultura, e
spesso ci porta a pensare solo al nostro bene e non a quello della famiglia
– La relazione è sbilanciata sul polo affettivo e non su quello etico, ossia su un codice di regole che rende salda l’unione.
A tale fragilità i giovani rispondono con tanta paura che li porta ad evitare o a ritardare il
matrimonio; vogliono prima esserne sicuri. Si tende quindi sempre di più a creare prima
delle coppie di fatto, in modo che la convivenza possa testare la solidità della coppia o
meno.

Costruire l’identità della coppia

Obiettivo principale di questa prima fase è costruire l’identità di coppia. I compiti evolutivi
da portare a termine riguardano la relazione di coppia, la definizione dei confini con le
famiglie d’origine e la relazione con l’ambiente esterno: tali compiti non riguardano solo
la coppia ma tutti coloro che in qualche modo sono ad essi legati.
Il passo decisivo è quello della scelta consapevole del partner, nel passaggio
dall’innamoramento all’amore.
Prima di allora esisteva una fase precedente, quella dell’innamoramento, che si basa su
una scelta inconsapevole del partner. Tale scelta è spinta dai propri bisogni interiori ed è
legata alla tipologia di rapporto che si è avuta nell’infanzia con il genitore del sesso
opposto. Dicks spiega come la scelta inconsapevole può essere “complementare”, e
quindi essere fatta in base ad una somiglianza al genitore, o per “contrasto”, e quindi in
base alla differenza rispetto al genitore.
L’innamoramento si basa sull’idealizzazione delle caratteristiche dell’altro che ci
attraggono, e questo ci porta ad idealizzare anche noi in relazione a lui. I due partner,
quindi, propongono un’immagine idealizzata di sé capace di rispondere ai bisogni
dell’altro rimasti irrisolti nell’infanzia. L’innamoramento, quindi, stabilisce un primo
contratto chiamato patto segreto perché stabilito su base inconscia e narcisistica. La fase
dell’innamoramento è un momento di felicità estrema in cui ci sentiamo totalmente
appagati, totalmente capaci di appagare l’altro e di essere al centro del mondo per
qualcuno. L’intensità dell’innamoramento, però, prima o poi diminuisce e lascia il posto
alla quotidianità che svela l’”illusione”. L’illusione è seguita dalla “disillusione”, ossia dal
rendersi conto di chi sia realmente l’altro senza tutte le nostre idealizzazioni. Le coppie
disfunzionali crollano proprio a questo ostacolo, perché rimangono ancorate al patto
originario che ora cede non avendo più basi. Un coppia funzionale, invece, gestisce tale
situazione creando un nuovo patto, il patto dichiarato, così chiamato poiché coincide con
una scelta consapevole del partner in base alle sue vere caratteristiche. Il matrimonio,
quindi, è la testimonianza di tale unione e decisione davanti la comunità. Il matrimonio,
inoltre si basa anche su una precisa promessa e quindi introduce nella coppia quella
componente etica e normativa prima molto debole. E’ anche per questo motivo che molti giovani preferiscono la preventiva convivenza, proprio perché basata su un’assenza di
norme etiche, ma su di un patto privato.

Compiti di sviluppo in riferimento alla coppia
La relazione di coppia è il luogo di elaborazione ed integrazione dei diversi modelli di
coppia appartenenti ai due partner tramandati dalle loro rispettive famiglie d’origine.
Tutto ciò necessita di una lunga negoziazione e contrattazione che viene fatta pian piano
nel quotidiano attraverso i problemi che sorgono.
Prima questione è quella relativa ai ruoli e alle funzioni all’interno della coppia. In
passato era più semplice perché ci si adattava ai ruoli imposti dalla cultura o dalla
religione. Oggi le cose sono più complicate: la parità dei sessi e la sempre maggiore
autonomia della donna, anche economicamente, portano la coppia a negoziare aspetti
che prima non venivano neanche toccati, come per esempio il dividersi il tempo da
dedicare con i figli in relazione al proprio lavoro. In realtà le ricerche dimostrano come le
famiglie tradizionali abbiano una maggiore qualità nella relazione di coppia, proprio
perché non devono affrontare determinate questioni e perché ognuno ha ben chiaro il
proprio ruolo.
Altra questione riguarda la comunicazione: la continua contrattazione inevitabilmente
diventa produttiva e funzionale se passa da una buona comunicazione. Per buona
comunicazione non si intende soltanto il passaggio chiaro e non ambiguo del messaggio,
ma anche la capacità dei coniugi di esprimere i propri sentimenti, pensieri e bisogni in
modo che l’altro possa comprendere ed essere un sostegno ed un riconoscimento.
La conflittualità: la coppia deve arrendersi all’idea che la conflittualità è un fattore
assolutamente irriducibile della loro convivenza quotidiana, e che evitarla non è una
buona strategia. Evitare il conflitto porta a tenersi tutto dentro, frenarsi fino a quando si
può, solo che durerà poco e poi si esploderà e tutto sembrerà più ingigantito. La
soluzione migliore è affrontare il conflitto in maniera costruttiva, non per avere ragione
ma per trovare una soluzione, e soprattutto affrontare un problema alla volta. Il conflitto
è anche un modo per conoscersi meglio, conoscere i bisogni e le aspettative dell’altro e trovare una soluzione che porti benefico ad entrambi. Una coppia si sente veramente
coppia se ha un progetto di coppia, se si sente unita nella realizzazione e nell’apertura
verso un terzo, che può essere un figlio o un progetto più ampio.

Compiti di sviluppo in riferimento alle famiglie d’origine
La formazione della coppia coinvolge anche le famiglia d’origine poiché la coppia
1) mette insieme le proprie storie familiari, deve fondere due culture in una.
Le modalità con cui può essere svolto tale compito sono tre: due negative che consistono
nel negare la propria storia e affermare la validità elusivamente della propria e continuare
con essa, ed una positiva che consiste nell’iniziare la narrazione di una storia nuova, una
terza storia che però parta dalle due d’origine. Tener conto delle proprie storie serve alla
coppia per rimanere legati alle proprie radici ma avere anche la capacità di rielaborarle
mantenendo gli aspetti positivi e modificando quelli negativi, grazie alla possibilità di
avere a disposizione due storie familiari.
Altro compito di sviluppo è la differenziazione rispetto alle proprie famiglie d’origine: è spesso difficile a causa dell’incapacità dei genitori di lasciare andare i figli, di riconoscere la loro autonomia
e la difficoltà di non intromettersi nella coppia. E’ importante che si crei un rapporto
paritario e di reciproco rispetto, in modo che i legami intergenerazionali possano essere
visti come delle risorse e non come dei limiti.
E’ importante che le due famiglie d’origine vengano trattate alla stessa maniera: spesso
si tende a lasciare più spazio alla famiglia della donna, creando gelosie nella famiglia del
marito.
Le famiglie d’origine, poi, dovranno costruire nuovi legami con nuore e generi: la formazione della coppia chiede alle famiglie d’origine di costruire tra di loro una relazione, soprattutto in funzione del sostegno alla
nuova famiglia.

Compiti di sviluppo in riferimento alla comunità sociale
La coppia è inserita in un ambiente, in un contesto sociale e quindi è inevitabilmente
portata a creare relazioni con esso. I due compiti evolutivi sono:

– Messa in comune da parte dei coniugi delle proprie relazioni: prima di creare la
coppia i due partner avevano sviluppato una rete relazionale fatta di amici, conoscenti,
colleghi, amici di palestra, ecc.

E’ importante che un buon numero di amicizie vengano
condivise in modo da poter essere frequentate insieme poiché costituiscono un ulteriore
sostegno e riconoscimento della coppia.

E’ anche necessario, però, che alcune amicizie,
come quelle di vecchia data, vengano conosciute ma non tanto condivise, in modo da
rimanere una spazio privato di sfogo rispetto alla coppia, e quindi ad essa funzionale

– Difendere il proprio spazio da invasioni esterne: è altrettanto importante che la
coppia crei una membrana protettiva, benché permeabile, per evitare che le attività
esterne invadano, anche in termini di quantità di tempo, l’intimità e lo spazio della
coppia.

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