"La prima impronta" (libro di Xavier-Marie Bonnot): prezzo consigliato d'acquisto

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La città noir per eccellenza, Marsiglia o Marselha in occitano, è lo sfondo di questo riuscito giallo dello scrittore transalpino Xavier-Marie Bonnot, nato nel 1962, documentarista di professione e storico di formazione. Il fascino del capoluogo provenzale regala molto all’atmosfera del romanzo, grazie ai suoi luoghi eternamente diversi nel loro permanere intatti negli anni: sono gli animati vicoli del Panier, il quartiere più antico della città; il mare e i calanchi fuori città; il Nordafrica che si respira nei quartieri-ghetto, o nei sudici bar di periferia; la magia dei pescatori, ma anche la nera malìa dei Gangster locali. C’è tutto il folclore di Marsiglia nelle pagine scritte da Bonnot. Il protagonista, il poliziotto Michel De Palma, sembra sguazzare in questo universo torbido e violento, disperato ma vitale, quasi fosse una creatura nata per gestazione dalla sinistra fama della città portuale. De Palma è un brillante investigatore della Brigata Criminale: malgrado i successi, il suo umore resta tuttavia tetro, come si addice all’eroe tenebroso da scenografia noir. I problemi nascono quando, in successione, si scoprono gli omicidi di tre donne, due dei quali compiuti secondo un sinistro rituale che lascia pensare all’opera di un serial killer. “Il Barone”, così è chiamato De Palma, vede un collegamento tra i tre omicidi e si trova a indagare in un mondo oscuro in cui paleontologi, ritualità ancestrali e arte preistorica, si mescolano misteriosamente alla vecchia mala marsigliese. La soluzione del caso implicherà una discesa negli inferi di uno sciamanesimo ancestrale, rappresentato dai misteri delle incisioni preistoriche nella grotta di Le Guen, in un’epoca in cui il cannibalismo era considerato una fonte imprescindibile di energia vitale e potere guerriero. Tutto molto, troppo lontano dai vicoli di Marsiglia, dagli odori dei mercati, dalla brezza marina in una sera d’inverno.

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