La pianificazione sovietica: il primo piano quinquennale di Stalin – Riassunto

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Piano quinquennale urss stalin riassunto

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Nell’Ottobre 1928 Stalin, ormai padrone del partito, varò il primo piano quinquennale, nel bel mezzo di un’altra crisi di raccolta dei cereali. Nell’autunno 1929 dichiarò la collettivizzazione integrale delle terre: per questo motivo iniziarono numerose proteste nelle campagne e nelle città dove erano partiti immigrati i contadini.

Nel 1929 inizia la pianificazione sovietica:

  • L’organismo centrale di coordinamento divenne il Gosplan dell’URSS (Comitato statale di pianificazione);
  • I piani operativi per i settori industriali e per le imprese erano elabroati a partire dagli obiettivi del Gosplan, configurando un meccanismo dirigistico integrale. Lo stesso vale per la distribuzione delle materie prime e per i prezzi (ciò produsse eccessi di domanda e di offerta):

I difetti della pianificazione centralizzata sovietica sono:

  • La rigidità della pianificazione quinquennale era solo uno dei problemi principali perché era impossibile prevedere il futuro alla perfezione;
  • Un altro problema era dato dalla tecnologia: molti ingegneri tedeschi avevano aiutato i sovietici ad aggiornarsi e molti ingegneri sovietici erano stati mandati in occidente per imparare. Non vi fu spazio, fino al 1930, per una tecnologia sovietica, ma ci si limitò ad introdurre modelli occidentali. Il problema era che in un sistema pianificato era difficile produrre tecnologia endogenamente, dato che i tempi e le caratteristiche della nuova tecnologia non sono pianificabili ex ante. Inoltre la ricerca richiede spazi di libertà impensabili in un regime poliziesco. Anche l’introduzione della tecnologia straniera dava problemi non prevedibili ex ante.

Nonostante queste difficoltà vi furono risultati positivi: il reddito nazionale crebbe ad un ritmo sostenuto; all’interno del settore industriale fu privilegiata l’industria pesante. La pianificazione staliniana produsse un’industrializzazione forzata a beneficio della difesa e delle ifnrastrutture del paese, e una diminuzione dei consumi personali pro capite sia dei prodotti alimentari che industriali.

   
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