La periodizzazione tra storia e letteratura

La periodizzazione storica è una tecnica antichissima che risale ai romani, ebrei e presso i

primi cristiani, in cui avveniva una sorta di “calendarizzazione” del tempo. Le periodizzazioni

sono connaturate con concezioni religiose o con vicende di re, eroi, imperatori. Ogni

periodizzazione presuppone un ordinamento nel tempo di eventi e di segmenti cronologici in

relazione od opposizione ad altri secondo cui il riferimento del passato è legato ad un’idea del

futuro. Vi sono due concezioni del tempo:

– Concezioni lineari, volte a cogliere un movimento che conduce o a una meta

finale o a un progredire dell’uomo;

– Concezioni circolari o cicliche del tempo.

Gli umanisti, invece, mettono in discussione questa impostazione di periodizzazione: laicizzano

la periodizzazione storica e ripropongono l’idea di una possibile circolarità del tempo, di

possibile ritorno di ere classiche fortunate e felici, da contrapporre al medioevo, epoca “buia”.

Hanno una visione tripartita, così come gli artisti (es. Vasari): età classica, evo medio, età

nuova di rinascita nell’età antica. La periodizzazione degli umanisti è improntata nella

ricostruzione laica del passato della città e della civiltà, basata sull’analisi veritiera della

documentazione.

Gli illuministi, specie Voltaire (Secolo di Luigi XIV), fanno coesistere tempo del progresso e t.

del regresso, t. lineare e ciclico. I romantici vanno scoprendo il periodo innovativo che fu il

medioevo, luogo di origine, fondazione, identità nazionali e locali.

Nel Novecento viene rivisitata l’etichetta dell’epoca moderna, suddivisa in manierismo, barocco,

illuminismo, romanticismo, postmoderno – nostro presente. Dalla Francia, autori come Le Goff,

hanno teso a rilevare la necessità di indagare il passato a più livelli di scorrimento, tentando di

individuare fenomeni di lunga durata.

In campo letterario la necessità di periodizzare è antica nella cultura: i latini (Quintigliano)

tendevano a individuare età diverse nella storia; da cristianesimo e nel medioevo emerge la

necessità di un confronto con la cultura classica; bipartizione tra età greco-latina ed età cristiana

che durerà fino all’Umanesimo. In seguito, avverrà una tripartizione: età antica, il modello; età di

mezzo, decadenza e buio; età nuova, rinascita dei valori classici.

Tiraboschi, tra 7-800 ha posto il problema di una periodizzazione “per secoli” della

letteratura. Tra 8-900 si è visto la presenza anche nell’arte di un’irruzione concettuale di grande

valenza che viene denominata e inserita all’interno di un secolo (es. manierismo). De Sanctis

(1870-Storia della letteratura italiana)affronta il primo tentativo di fornire un’interpretazione

organica e coerente dello svolgimento della letteratura nazionale. La partizione per secoli come

modello di riferimento è datato a partire dal Tiraboschi, all’interno dei quali vengono presi in

esame i singoli documenti e non più il singolo autore. I metodi fallimentari sono: per “epoche”

del Giudici e i “periodi” di Settembrini (Lezioni di letteratura italiana 1867-71). In De Sanctis si

trova un meccanismo lineare, privo di “gabbie”, con un ritmo triadico – tesi-antitesi-sintesi – in

cui testi e autori segnano l’involuzione di un intero popolo. Le cronologie unificanti dell’800

diventano specchio o espressione di vicende politiche, civili e culturali della nazione.

Un problema della periodizzazione sta nella sovrapposizione della scansione per età (2-

300, 4-500, ecc.); è possibile utilizzarlo come riferimento cronologico convenuto, che permette

di formulare collegamenti con autori, testi, tendenze culturali di quel periodo; importante è

distinguere la pregnanza dei singoli “contenitori” (secoli).

 

 

 

  • Riassunto rielaborato da uno studente universitario di “Anselmi, Letteratura italiana: secoli ed epoche”

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