La nuova geografia economica e la libera circolazione di merci (1800-1900)

Rivoluzione industriale perche in inghilterra

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La crescita del commercio internazionale:

  • crebbe 10 volte nell’800 e 10 volte nel 1900
  • Fondamentale fu il ruolo degli sviluppi tecnologici (grazie all’applicazione del vapore sui macchinari e sui trasporti)
  • Diminuzione costi di trasporto

Conviene trasportare anche beni a basso valore intrinseco e l’esempio lampante è il grano del nord America perché avendo meccanizzato la produzione, questo permette di abbassare il prezzo e con questa differenza venniva coperto il costo del viaggio oceanico e i dazi doganali europei riuscendo a vendere il grano ad un prezzo inferiore rispetto al prezzo del grano prodotto in Europa.

Di conseguenza gli stati europei adottarono diverse politiche:

Italia -> aumentò i dazi per ridurre il fenomeno del free trading

Inghilterra -> non alzò i dazi anzi le conveniva comprare il grano a basso prezzo per poter invesitre le proprie risorse in altri settori e perché a livello geografico non le conveniva produrre il grano

Olanda -> non alzò i dazi, smise di produrre grano per acquistarlo a questi prezzi contenuti per ptersi sepecializzare in un altro settore quello dell’allevamento in cui ancora oggi sono i primi al mondo

Questa grande espansione del commercio internazionale permise agli USA e al Canada di avere il decollo sulla vendita e produzione di alcuni beni.

Le ferrovie crebbero e si diffusero in tutto il mondo, per aluni paesi fu una rovina da un punto di vista finanziario (peso al commercio internazionale, ad esempio nel caso italiano, turco e cileno).

Gli studi sui risparmi sociali che consiste negli studi contro fattuali (cioè un calcolo su un sentiero diverso di sviluppo) fecero capire che la crescita economica avrebbe potuto essere migliore se ogni singolo stato si fosse diversificato in altri settori (n.b. studio non idoneo affatto a posteriori ma si sviluppò). Il differenziale della contemporaneità di Pollard: spiega come uno stesso evento tecnologico può avere effetti diversi a seconda dei livelli di sviluppo economico di un paese (n.b. anche gli eventi storici come la prima guerra mondiale possono rappresentare il differenziale della contemporaneità) -> fiat da 4000 a 40000 dipendenti).

I trasporti via mare crebbero anch’essi perché il costo del biglietto diminuì notevolmente e il viaggio era anche più veloce, basti pensare che una traversata oceanica veniva fatta in una sola settimana. Sirius grande 178 piedi fu tra i primi transatlantici a vapore della storia. Nel 1845 fu messa in uso la prima nave in ferro ad elica e nel 1910 il costo dei trasporti si ridusse del 40 in valore assoluto rispetto al 1855.

La navigazione a vela migliora la produttività sia per il commercio locale che per le grandi rotte internazionali che non sono state toccate dall’aperura del canale di Suez (1869, ancora efficace la navigazione a vela sulle rotte per india, cina e australi -> era difficile fare la navigazione del canale di suez per venti contrari e per spazi non ampi che non permettevano di fare molte manovre con le imbarcazini). I clipper (nave a vela con 3 o più alberi) venivano usati per le rotte verso l’australia, ed erano molto veloci rispetto a quelle precedenti.

Teorie sul commercio internazionale:

Pollard: ruolo del commercio nel processo di industrializzazione = commercio bifronte che si basa su esportazioni ed importazioni dei singoli stati dove elemento fondamentale era lo scambio non solo di beni materiali ma anche uno scambio di tipo tecnologico che stimolava l’industrializzazione; un esempio fu la Germania che di questo commercio bifronte lo aveva  sia con il fronte coloniale (rappresentato da G.B) sia con l’est dell’Europa e nel Sud Europa.

Commercio ad unico fronte dei paesi coloniali, cioè esportando solo materia prima senza avere un ricambio di tecnologia e questo sicuramente causa il mancato decollo economico perché non esisteva uno scambio ad alto contenuto tecnologico.

Secondo alcune teorie fondamentale era il ruolo della grandezza dei paesi perché un paese piccolo che ha un mercato di dimensioni limitate deve guardare verso l’estero per crescere e per ampliare il suo mercato sennò non ingrandirà mai la propria produzione/industrializzazione; viceversa un paese se grande è meno dipendete dal commercio internazionale come ad esempio USA perché hanno tutto ciò di cui hano bisogno al loro interno non avendo bisogno di prodotti esteri.

Secondo alcune teorie di rilevante importanza era l’icidenza del commercio internazionale sul PIL (un peso importante il mercato estero sulla propria economia di Stato).

Teoria ricardiana: il commercio si basa sulla produzione efficiente di un bene a livello comprato (ad esempio il portogallo è più efficiente dell’Inghilterra nella produzione del vino e questo vantaggio comparato dipendeva dal sole quindi un vantaggio geografico che l’Inghilterra non avrebbe mai potuto ottenere (e sullo scambio) dei beni meglio prodotti (viceversa è più efficiente per l’Inghilterra esportare tessuti perché a basso costo rispetto al Portogallo -> concludiamo quindi che converrà ad entrambi i paesi scambiarsi questi due beni senza diventare produttore dello stesso).

Limiti:

  • Modello statico: questa staticità ci fa intuire che molto spesso non ha legami con l’industrializzazione (riprendendo l’esempio il Portogallo per quanto potesse ampliare la produzione di vitigni per il porto non avrebbe potuto avere un gran sviluppo economico per il suo paese perché non si avrebbe avuta un’espansione industriale).
  • Non sempre il bene con più elevata produttività è il più esportato (statistica su 30 prodotti più esportati della GB e degli USA a confronto di 30 prodotti più efficienti che i paesi citati producevano, da qui si notava la non coincidenza).
  • Presupponeva il free-trading (infatti con la reintroduzione dei dazi questa teoria Ricardiana perde la sua efficacia)

Vantaggi comparati (critiche al modello ricardiano)

  • Spesso sono vantaggi derivanti da fattori geografici frutto del clima
  • Secondo Landes sono frutto delle differenze in tecnologia tra nazione
  • Secondo Foreman Pack le tecnologie erano comuni, ma erano impiegate con efficienza fra paesi (dipende molto dalle disponibilità di capitale umano, quanti sono in grado di introdurla etc.)

Hecksher-Ohlin: i vantaggi comparati derivano dalla scarsità relativa dei fattori di produzione tra paesi. Si esporta il prodotto intensivo nel fattore di produzione che è relativamente abbondante (es- USA prodotti land intensive -> grano a basso costo, prodotto intensivo perché struttavano queste enorme distese che erano state meccanizzate; es. GB laboury intensive -> intensivo lavoro perché molto importante era il fattore del capitale umano; es Francia skill intensive -> perché era famosi per le migliori abilità artigianali come la colorazione del vetro.

Il libero scambio:

Nel 1846 la GB fu il primo paese ad aderire alle idee sul free trade che fu un esempio seguito in tutta l’Europa (fu per la prima la GB perché essendo molto ricca e avendo cospicui capitali si poteva permettere di abbattere i dazi). Nel 1860 fu firmato il trattato Cobden-Chevalier da cui si diffuse il libero scambio in quasi tutta l’Europa (Francia e GB). Questo trattato introduce la clausola della nazione favorita importante perché verrà introdotta in tutti i trattati bilaterali quinquennali successivi, essa fissava dazi più convenienti che sarebbero dovuti essere garantiti anche al paese successivo (es Francia commercio del vino, il GB fissa un dazio del 5%; qualche anno dopo l’Italia apre lo stesso commercio con la GB ed essa fissa un dazio del 3% ecco che anche alla Francia avrà garantito il dazio del 3% e non più del 5%. Nota: vennero così firmati continuamente nuovi trattati per riabbassare i dazi e conseguentemente anche il prezzo. Nello stesso anno, in Italia, Cavour introdusse il libero scambio. Zollverein (unione doganale tedesca) e USA ridussero le tariffe.

Il ritorno al protezionismo

  • Il ritorno al protezionismo si ebbe dopo la grande crisi del 1873;
  • Tutti i paesi (tranne la GB e questo divenne un problema futuro di comprensione dei primi anni dell’inizio del ‘900) alzarono i dazi per contrastare la produzione ad esempio del grano prodotto dagli Stati Uniti.
  • Italia nel 1887 si istituì una guerra doganale con la Francia, che sfociò in un vero e proprio conflitto
  • 1890 guerra doganale fra Russia e Germania, che sfociò in un conflitto vero e proprio
  • 1892 Guerra doganale Franco-svizzera che sfociò in un conflitto vero.

N.B. questa diventerà una delle cause dello scoppio della prima guerra mondiale perché i rapporti fra i vari paesi si inasprirono notevolmente.

 

Perché si torna al protezionismo?

Wiliamson: figlio della globalizzazione -> il protezionismo è considerabile come un figlio venuto male della globalizzazione perché non siamo prnti a livello di maturità culturale; questo viene spiegato dallo sviluppo economico non seguito dallo sviluppo culturale ecco perché si torna al protezionismo.

Infant industry ->industria nascente (list) e paese nascente (Krugman)

Rimpianguere le finanze pubbliche (dazi fiscali) -> importante perché in reazione alla crisi internazionale, e non solo, c’è bisogno di avere più possibilità economiche.

Pressioni dei gruppi di interesse.

Nazionalismo e idea della “tariffe solidali” -> nel caso tedesco, Bismark questi nuovi dazi fiscali verranno reinvestiti per la classi lavoratrici.

 

Fine secolo: protezionismo moderato

Si riduce il tasso di protezione nominale del 12% al 9% tra il 1897 e 1913 grazie alla crescita dei prezzi morali, ai trattati commerciali e all’uso della clausola MFN (della nazione più favorita).

Concludendo:

Secondo la teoria economica il libero scambio è il sistema più efficiente

  1. Amministrato dai politici (per far soldi e non per proteggere l’infanty industry)
  2. Figlio della crisi e del nazionalismo perché è sfociato in guerre tariffarie e ha inasprito le relazioni commerciali internazionali.

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