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“La nave negriera”: analisi del dipinto di William Turner (1840)




Il quadro “Mercanti di schiavi che gettano in mare i morti e i moribondi. La nave negriera” di William Turner, dipinto nel 1840, è visibile in questa pagina su Wikipedia.

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Autore del quadroWilliam Turner
Tipo di tecnicaOlio su tela
Dimensione del quadro91×122 cm
Anno di creazione1840
StileRomanticismo
Titolo originale inglese del quadro“Slavers Throwing overboard the Dead and Dying—Typhoon coming on”

Che cos’è “La nave negriera” di William Turner?

La  nave negriera” (il cui titolo completo è “Mercanti di schiavi che gettano in mare i morti e i moribondi. La nave negriera”) è un quadro dipinto dal pittore inglese Joseph Mallord William Turner (esponente di spicco del romanticismo e precursore dell’impressionismo, nato a Londra il 23 aprile 1775 e morto a Chelsea il 19 dicembre 1851), probabilmente attorno al 1840, al seguito della lettura dell’opera “Storia e abolizone del commercio degli schiavi” di Thomas Clarkson.

Come già indicato da uno dei personaggi più legati a questo quadro, il critico d’arte John Ruskin, “La nave negriera di Turner” rappresenta probabilmente il dipinto più forte e rappresentativo di Turner e del suo personale e immortale genio artistico.

Il titolo inglese dell’opera è “Slavers Throwing overboard the Dead and Dying—Typhoon coming on”, spesso abbreviato in “The Slave Ship”.

“La nave negriera” di William Turner e la storia del capitano della nave negriera “Zong”

Oltre alla lettura del volume di Thomas Clarkson, Turner fu probabilmente ispirato nella creazione del dipinto dal massacro della Zong: nel 1781 il capitano di una nave negriera, chiamata “Zong”, ordinò che venissero buttati a mare ben 133 schiavi imprigionati all’interno della barca, al fine di mettere in atto una frode verso l’assicurazione.

Nonostante in teoria all’interno dell’impero britannico la schiavitù fosse già stata abolita intorno al 1833, Turner volle comunque porre l’attenzione sul fenomeno della tratta degli schiavi ritenendo che la schiavitù dovesse essere messa fuori legge in tutto il globo.

Per aumentare l’effetto del quadro per contrastare con la sua influenza la schiavitù, Turner decise di mostrare per la prima volta il quadro durante un incontro della società contro la schavitù britannica, sperando di catturare l’attenzione del principe Alberto di Sassonia, affinché aumentasse gli sforzi per contrastare la schiavitù anche nel resto del mondo.

La poesia di Turner della nave negriera

Posto accanto al dipinto era posto il seguente poema senza titolo di Turner, scritto nel 1812; di seguito il testo originale in inglese della poesia:

“Aloft all hands, strike the top-masts and belay;
Yon angry setting sun and fierce-edged clouds
Declare the Typhon’s coming.
Before it sweeps your decks, throw overboard
The dead and dying – ne’er heed their chains
Hope, Hope, fallacious Hope!
Where is thy market now?”

Traduzione in italiano della poesia:

“In alto tutte le mani, colpite gli alberi più alti e ammainateli;
tu, arrabbiato sole al tramonto, e voi nuvole dai bordi feroci
dichiarate l’arrivo del tifone.
Prima che sfiori i tuoi ponti, getta in mare
i morti e i morenti – non prestare attenzione alle loro catene
Speranza, Speranza, Speranza fallace!
Dov’è il tuo mercato adesso?”

Analisi del quadro “La nave negriera” di Turner

Nel quadro “La nave negriera” di Turner un tramonto lontano e infinito, caldo, rosso, cala nel mare i suoi raggi durante una tempesta, il cui epicentro si avvicina sempre di più.

Lontano nel paesaggio si scorgono gli alberi della nave, con le vele chiuse per evitare di prendere in pieno la tempesta, colorati dello stesso colore rosso del cielo, simile al colore del sangue umano.

Nella parte più vicina all’osservatore del dipinto, in prospettiva, si intravedono mani e corpi galleggiare nell’acqua in tempesta: sono probabilmente gli schiavi, incatenati e gettati in mare per frodare l’assicurazione, a cui si affiancano orripilanti mostri marini e numerosi pesci del mare, accorsi per mangiare i loro corpi, che emergono dalle acque illuminate.

I colori e il sublime nel quadro

Il mare si fonde col cielo, colorato al centro da uno dei tramonti di Turner più accesi, mentre in maniera più fredda nella parte sinistra del dipinto, tiepidamente nella zona più a destra, con una luce che si fa sempre più bianca.

Il rossore del tramonto domina la scena terrificante, interrotto dai colori marini, dal bianco della luce e dei gabbiani, e dai colori più scuri, mediante i quali appaiono i “personaggi” del quadro; la nave in lontananza inizia a confondersi con i colori del mare in tempesta e del cielo, apparendo distante, nonché di un cromatico emotivo soverchiato dagli umori ambientali delle onde e del bagliore intenso.

Le pennellate cariche e rapide di Turner regalano un paesaggio sublime, di potenza naturale scatenata, ma allo stesso tempo dotato di enorme bellezza.

L’elemento umano nei quadri di Turner

Questo schema e questa forte attenzione ai colori e alla loro emotività, piuttosto che alle caratteristiche che renderebbero ancora più dettagliato il quadro, sono un elemento che va a “marcare” molte opere romantiche di Turner, nonché un rimando alla natura e a i suoi paesaggi, dove spesso il fattore direttamente “umano” è sempre posto come di secondo o terzo piano.

Se pensiamo ad altri quadri celebri di Turner, come ad esempio al quadro su Annibale, notiamo che la figura umana è un elemento lontano e non centrale, come quella del “leader” (nel caso di Annibale ad esempio questi non appare se non in maniera imprecisa, supposta, confusa e nebbiosa, sopra un elefante nello sfondo più lontano); nel caso del quadro sugli schiavi le persone ricoprono ancora un ruolo marginale nella macabra “visione”, lasciando il posto alla bellezza e alla furia della natura, sicuramente più longeva dell’uomo: il tema visivo tipico di Turner e delle sue opere è quello della natura; l’uomo non è protagonista diretto nella maggior parte dei quadri in Turner.

I significati nascosti del dipinto “La nave negriera”

Altre interpretazioni del quadro della nave negriera di Turner lasciano spazio anche a letture laterali dell’opera, come la vittoria della natura sull’industrializzazione e la nuova rivoluzione industriale, simboleggiata dalle onde che violentemente si scaraventano nella lontana e instabile imbarcazione. Una seconda lettura dell’opera porta a riflettere anche su come il quadro possa essere anche visto come una vittoria della rivoluzone industriale, che con il progresso tecnologico e la creazione di macchine, rende obsoleta la tratta degli schiavi.

Alcuni spettatori del quadro hanno sostenuto che la nave negriera in realtà rappresenti la reazione di Turner alla rivoluzione industriale. Il dipinto potrebbe essere visto come un’allegoria contro lo sfruttamento degli schiavi e gli altri lavoratori umani a favore delle macchine e del progresso economico, rappresentato dalla tempesta in arrivo che inghiotte il capitano crudele. Tuttavia, la tempesta potrebbe anche essere vista come una rappresentazione di dominio della natura sull’uomo e della sua futilità del tentativo d’industrializzazione.

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