La nascita delle colonie greche: le origini della colonizzazione arcaica (riassunto)


In questo articolo riassumeremo il fenomeno del colonialismo greco nel mediterraneo grazie a una serie di appunti schematici.

La prima colonizzazione greca fu causata dall’invasione dei dori intorno al X secolo a.C.

Si tratta di un evento di cui non abbiamo testimonianze dirette, a causa della scomparsa delle fonti scritte nella cosiddetta età pre-arcaica o medioevo ellenico.

Dopo la caduta dei Micenei ci fu un primo spostamento verso le coste dell’Asia Minore da parte di alcune popolazioni; durante il XI secolo gruppi di coloni arrivarono nell’Attica stabilendosi poi nella parte centrale della costa anatolica e sulle isole prospicienti di Samo e Chio: quest’area prese il nome di Ionia. A Nord si stabilirono coloni di stirpe eolica (provenienti dalla Tessaglia e Beozia) dal quale la regione prese il nome di Eolide. Infine i Dori si stanziarono nella parte meridionale delle coste e nelle isole di Coo e Rodi.

 

Nel VIII secolo, in concomitanza con la nascita delle polis, gruppi di Grecia sia della madrepatria che dell’Asia Minore iniziarono a stanzarsi prima nelle regioni del Mediterraneo poi in quelle del Mar Nero
Questa colonizzazione è ben diversa da quella moderna: in primis i nuovi insediamenti (apoikiai) sono sin dall’inizio comunità autonome completamente indipendenti dalla madrepatria, con la quale hanno solo rapporti economici e/o culturali
Le cause di questo fenomeno sono molteplici, in primis vi è una cronica scarsità di terra coltivabile nella grecia, infatti gli insediamenti spesso sono localizzati vicino a vaste pianure coltivabili, vi sono anche esigenze commerciali, come la vicinanza a giacimenti di materie prime o in punti di controllo delle rotte marittime.
Esistono anche cause militari, come la pressione che i Lidi fanno sulle città della Ionia in Asia Minore
Le spedizioni coloniale sono organizzate dalla comunità stesse: il gruppo di coloni è numericamente scarso, composto da pochi uomini e guidato da un capo aristocratico, l’Ecista (Fondatore) che sceglie la meta grazie ai suggerimento dell’oracolo delfico e che una volta giunto gestirà la fondazione del sito, gestendone la divisione delle terre e mantenendo a vita una posizione dominante.
La tensione nelle colonie è spesso presente e perciò non sono rari i casi di subcolonizzazione fatti da reietti di colonie
Anche il rapporto con gli indigeni è spesso complesso: talvolta è di cooperazione, con alleanze matrimoniali spesso tra le elite dei due popoli.
Molto più frequenti però sono le colonie create dopo conquiste militari e i popoli sconfitti sono costretti a spostarsi o vengono assoggettati e ridotti alla condizione di servi agricoli
Il fatto che certe aree mediterranee ad esempio l’egitto non siano mai state toccate dai greci significa che essi colonizzavano solo aree con popoli deboli che erano in grado di sconfiggere da soli. In altre zone crearono al massimo insediamenti commerciali gestite dalle genti indigene.

L’Occidente italico è una delle mete più antiche della colonizzazione Greca:

  • Calcide ed Eretra / 770-760 / Isola di Ischia, Cuma (Campania)
  • Calcide / 734 / Nasso, Catania, Messina (Sicilia)
  • Corinto / 733 / Siracusa (Sicilia)
  • Sparta / VIII sec / Taranto (Puglia)

In Oriente , nelle regioni a est, si sviluppa comunque una buona colonizzazione:

  • Costa meridionale della Tracia
  • Propontide
  • Accesso al Mar Nero
  • Megara fonda Bisanzio

In poco più di un secolo i confini del mondo greco si sono enormemente ampliati, dall’Italia Occidentale fino quasi al Caucaso sono sorti più di 150 insediamenti, da cui la cultura greca si è diffusa nelle regioni circostanti

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