La migliore poesia d’amore di Saffo: “Cosa c’è in fondo ai tuoi occhi dietro il cristallino” (poesia greca)

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Migliore poesia d'amore di Saffo

Ho appena trovato quella che secondo me è la migliore poesia d’amore di Saffo, la famosa poetessa greca di Ereso.

Il titolo della poesia non esiste ufficialmente e di norma si utilizzano le prime righe della poesia “Cosa c’è in fondo ai tuoi occhi”; ecco il testo completo:

 

Cosa c’è
in fondo ai tuoi occhi
dietro il cristallino
oltre l’apparenza?
Dove il tempo
d’improvviso
si ferma
e
la mia anima
sulle tue labbra
resta
sospesa
?

Saffo (in greco antico: Σαπφώ, Sapphó; Ereso, 630 a.C. circa – Leucade, 570 a.C. circa)

 

Analisi della poesia d’amore di Saffo “Cosa c’è nel fondo dei tuoi occhi”: commentando la poesia si può dire che, come anche in certe poesie surrealiste (ad esempio quelle di Jacques Prévert) si ha inizialmente una domanda, rivolta a un’altra persona, che permette di visualizzare un’immagine mentale focalizzandosi in un momento, come appunto il poeta che guarda negli occhi l’amante, per poi spaziare ingrandendo il raggio d’azione “il tempo” e farmare il moto visivo del lettore bruscamente per poi riaccenderlo e ricadere in una seconda immagine precisa, più erotica, quella delle labbra; per poi concludere poi rimanendo sospesi appunto in quella parte.

Uno schema poetico che credo possa condurre a molteplici poesie d’amore dei nostri tempi che Saffo è riuscita ad anticipare.

   
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2 Comments

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  1. Le poesie d’amore di Saffo sono incredibili, non per niente infatti il poeta Catullo (che a differenza di Saffo che proviene dalla Grecia è un latino) amava molto i suoi versi tanto da ricalcarli durante le “crisi” d’amore.

    Altre poesie d’amore di Saffo sono:

    “Tu, anima mia”

    Rapita
    nello specchio dei tuoi occhi
    respiro
    il tuo respiro.
    E vivo…

    Amore malato

    Fiammeggia nel ventre,
    nella mente distorta…
    il fuoco ribelle dalla fiamma contorta.
    Un soffio del fiato
    un bacio gelato…
    l’eterno supplizio
    di un amore rubato.

  2. Per me la poesia di saffo non è selezionabile in un unico componimento.
    Ad ogni modo riporto qui un altro frammento di grande valore che invito a leggere, sempre della poetessa:

    Come il giacinto selvatico
    calpestato dai piedi dei pastori sui monti,
    in terra giace questo fiore rosso sangue…

    In realtà nella poesia di Saffo il frammento nella parte finale sarebbe da tradurre con “purpureo” ma trovo più moderno “rosso sangue” per i vari rimandi a cui questa parola dà assieme all’azione del calpestio dei pastori. Si potrebbe comunque rendere anche con altri sinonimi come “rosso acceso” volendo.

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