La logica di Hegel: riassunto e spiegazione della logica Hegeliana

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La logica di Hegel

La logica Hegeliana può essere definita come”scienza dell’idea pura, cioè dell’idea nell’elemento astratto del pensiero”; si tratta di una logica capace di tenere in sé l’idea, quindi l’impalcatura originaria del mondo, la struttura programmatica.

Nella logica di Hegel si ha uno studio della struttura dll’interno, dopotutto è lo stesso Hegel a parlarci di “impalcatura dell’interno”.

L’idea in sè, la logica, non è che il prendere struttura, ovvero l’autostruttura dell’impalcatura dell’intero.

Quando pensiamo alla logica di Hegel non ci riferiamo a pensieri di tipo soggettivo, nei quali non permane una realtà esterna e contrapposta, ma piutttosto ci rifieriamo a pensieri oggettivi , i quali si potrebbe dire che esprimano la realtà medesima nella sua essenza stessa.

Dando un’occhiata al rapporto tra pensiero-essere, concetto-realtà, dal punto di vista Hegeliano si aprono un insieme di posizioni principali riguardanti la logica del pensiero nei riguardi dell’oggettività:

  • La prima posizione è data dal “procedere ingenuo“, che si spiega con lo stimare il pensiero da una parte e le cose da un’altra parte; per mezzo della riflessione quindi il pensiero è capace di venire a conoscenza con ciò che gli oggetti sono per davvero. Proprio questa è la posizione che si attribuisce alla “vecchia metafisica dogmatica”, tramite cui vengono considerate le determinazioni del pensiero in qualità di determinazioni fondamentali delle cose.
  • La seconda posizione è data dall’empirismo (figura contraddistinta dal kantismo), il quale innalza il contenuto della percezione rendendolo piuttosto rappresentazione. In questo modo si ha che la rappresentazione diventi la norma, nonché la misura, dell’oggettività. Tutto ciò riconduce la realtà vera delle cose a una sorta di “x” non infiltrabile per mezzo del pensiero che quindi dovrà, in forza di costrizione, ritornare alla sfera dello scetticismo.
  • La terza posizione è rappresentata dalla “filosofia della fede”; in questa posizione Hegel conferisce il sentire della necessità di effettuare un “salto” al di là dello scetticismo, passando dal pensiero all’essere, anche se reputa possibile questo salto per mezzo del sentimento e della fede.

Da ciò si comprende come Hegel abbia ritenuto necessario un pensiero non fortemente diviso dalle cose, ma piuttosto che si identifichi con la stessa essenza del reale, diventi oggetto del sapere razionale e speculativo.

Per Hegel lo studio del pensiero, quindi la logica, è uguale allo studio dell’essere (quindi la metafisica).

La logica Hegeliana si divide in:

– Logica dell’essere (tesi)

– Logica dell’essenza (antitesi)

– Logica del concetto (sintesi)

e procede mostrando come, partendo dai concetti più poveri ed astratti si arrivi, grazie all’ausilio di una ragione dialettica che ne svela la parzialità e l’inevitabile trapassare in altre categorie, ai concetti più ricchi e concreti.

Il punto da cui parte la logica è il concetto più vuoto e astratto, quello dell’essere, dellessere assolutamente indeterminato, spoglio di ciasun ipotizzabile contenuto. In questa astrazione l’essere è identico al nulla ed è spoglio di ogni possibile contenuto; il concetto di questa unità è il divenire che già gli arcaici definivano come transizione dal nulla all’essere.

L’essere e il nulla in quanto astrazione sono l’opposto dell’essere determinato, che proprio da tale opposizione viene chiamato e posto in luce; l’essere indeterminato è tale in virtù della qualità che lo “specifica e rende finito”, della quantità e infine della qualità che determina la quantità di qualità.

Tali categorie reputano l’essere nel suo isolamento, cioè fuori di ogni relazione.

Dall’essere si arriva all’essenza, una volta che l’essere, riflettendo su se stesso, scorge quelle che sono le proprie relazioni; si riconosce pertanto identico e diverso e scopre la sua personale ragione sufficiente.

Le categorie fondamentali dell’essenza sono:

1) L’essenza come ragione dell’esistenza

Individuandosi coincidente a se medesima e differente rispetto alle altre essenze, l’essenza smaschera la propria ragion d’essere; e in forza di tale ragion d’essere si forma come esistenza.

2) Il fenomeno

Si può concepire il fenomeno quale apparizione della sua esistenza; manifestazione adeguata e piena dell’essenza di ciò che esiste.

3) La realtà in atto

Tutto ciò che esiste è realtà in atto, è pertanto l’unità dell’essenza e dell’esistenza cioè di quello che è l’interno e di quello che è l’esterno.

Le tre relazioni che caratterizzano la realtà in atto sono la sostanzialità, la causalità, l’azione reciproca

Arricchito dalla riflessione su di sè l’essere diventa quindi concetto: che non è più il concetto dell’intelletto, diverso dalla realtà e opposto ad esso, ma il concetto della ragione, cioè lo “spirito vivente della realtà”.

Il concetto è anizitutto:

Concetto soggettivo o puramente formale —> Conceto oggettivo quale si manifesta negli aspetti fondamentali della natura) —-> Idea (unità dell’oggettivo e del soggettivo, ragione autocosciente)

Il concetto soggettivo si determina nei suoi tre aspetti di universalità, particolarità,individualità; poi si esprime e si articola nel giudizio e infine si organizza nel sillogismo il quale esprime, da un punto di vista formale, la razionalità del tutto.

Tutto non è che sillogismo proprio in quanto ogni cosa è razionale, ma di tale razionalità il sillogismo manifesta solamente l’aspetto formale e soggettivo, che si concereta e si realizza solamente passando nel concetto oggettivo.

Il concetto come oggettività determina le categorie fondamentali della natura: meccanicismo, chimismo e teologia-

Infine l’ultima categoria della logica è l’idea.

<< Identificata come la ragione, come unità del reale e dell’ideale, del finito e dell’infinito, dell’anima e del corpo>>.

L’idea è la totalità della realtà in tutta l’abbondanza delle sue determinazioni e relazioni interiori. Nella sua forma immediata l’idea è la vita, cioè un anima realizzata in un corpo; ma nella sua forma mediata, e tuttavia finita, è il conoscere, nel quale il soggettivo e l’oggettivo appaiono distinti (il conoscere si riferisce a questa realtà diversa da sè) e tuttavia uniti (esso si riferisce sempre a questa realtà). Il contrasto tra soggettivo e oggettivo costituisce la finalità del conoscere.

Al di là del conoscere e come loro unità c’è l’idea assoluta, ossia l’idea che si riconosce nel sistema totale della logicità. Questa è l’identità della legge teoretica e dell’idea pratica ed è vita che ha però superato ogni immediatezza e ogni finitudine.

<< tutto il resto è errore, torbidezza, opinione, sforzo, arbitrio e caducità>>

L’idea nella sua forma assoluta non è altro che la logica stessa di Hegel nella totalità e nell’unità delle sue determinazioni.


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