La libera circolazione delle persone (Immigrazione) – riassunto di storia economica

Foto di little italy nel 1800 a colori
Foto di little italy nel 1800 a colori

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Caratteristica della seconda metà dell’800 fino al 1921 (cioè quando gli USA hanno iniziato a chiudere i confini e di conseguenza anche l’America latina interruppe la migrazione).

Era una migrazione temporanea cioé chi partiva lo faceva con l’idea di ritornare infatti, gli storici parlano di migrazione circolare (si  è calcolato che si migrava 4-5 volte nella vita e non sempre nello stesso paese).

Le motivazioni sono svariate:

  • Motivi salariali
  • Uniformità culturale e linguistica maggiore (per l’emigrazione latina)

Per la migrazione verso gli USA non veniva richiesto nessun documento ma esisteva la quarantena (Ellis Island) dove venivano registrati prima di entrare nel paese.

Si valutava lo stato di salute dell’immigrato quindi venivano fatti test specifici sulle malattie come ad esempio il naucroma (malattia che colpiva la vista fino a rendere ciechi). Si testava anche l’intelligenza attraverso test simili a giochi come ad esempio i puzzle (non si poteva valutare la scrittura o la lettura perché molti immigrati erano analfabeti). Un altro limite fondamentale per l’immigrazione era l’età dai 18 ai 40 anni (solitamente era un’emigrazione di tipo maschile). Non si partiva mai con tutta la famiglia a meno che non si era già provata l’esperienza per tre/quattro viaggi, e a questo punto non si parlerà più di migrazione temporanea ma di stabilirsi totalmente nel paese ospitante.

I movimenti migratori nel XIX secolo non trovarono ostacoli:

  • Emigrazione transitoria
  • Emigrazione permanente spesso introdotta dagli sconvolgimenti provocati da una congiura negativa (es. Irlanda 1846: una crisi che colpì l’intera isola per le politiche britanniche restrittive per un  fungo che colpì rovinando i raccolti di patate; tutto questo seguita da un aumento demografico che non poteva essere né controllato né tantomeno sfamato).
  • Altre ragioni:

mancanza di lavoro/bassi salari/attrattiva offerta da un luogo migliore da raggiungere. Durante questi flussi migratori europei fu tagliata fuori quella cinese attraverso regolamenti/legi istituite da paesi come GB, USA, Canada e Australia (addirittura possiamo dire che solo la migrazione italiana fu veramente consentita); in realtà questi regolamenti erano i test sopracitati i quali venivano spesso somministrati non in lingua madre degli emigranti per evitare loro l’entrata. Spesso gli emigrati si chiudevano in piccole cittadine fatte da stessi paesani, le cosidette China Town oppure little Italy quindi queste comunità erano spesso tagliate via culturalmente per la poca integrazione.

Inchiesta italiana del 1890 per interrogarsi sulle motivazioni dell’emigrazione italiana all’estero e ciò che spingeva i giovani a partire era la speranza di una prospettiva migliore, per cercare di crescere economicamente per dare una vita migliore alla famiglia (infatti in Italia non c’erano problemi di mancanza di lvoro perché si lavorava solo durante la stagione estiva con solo 200 giornate, quindi questo non permetteva nessun tipo di risparmio perché quel poco guadagnato doveva essere usato nel momenti in cui il lavoro mancava). La partenza dell’emigrante non è mai individuale ma è pianificata dalla famiglia (non si parte “all’avventura”).

Flussi migratori frutto di coercizioni fisiche 1800 – 1850:

Dopo il 1820 flussi di 250mila carcerati indiani, francesi, spagnoli, russi e inglesi. Dopo il 1833 aumentò il numero dei carcerati inglesi deportati in Australia. Nel 1800 e nel 1918 i russi vengono trasferiti in Siberia asiatica. Dopo il 1850 le migrazioni internazionali divennero di manodopera libera e quindi non derivanti dalle carceri (questo perché liberi cittadini cercavano miglior speranza di vita all’estero).

I paesi partenza dei flussi di migratori nel 1800:

  • GB: fonte principale di emigrati fino agli anni ottanta dell’ottocento
  • Germania: iniziarono a migrare in maniera sostenuta dalla metà del XIX secolo
  • Italia, Austria Ungheria e Spagna: fornivano i flussi più consistenti alla fine del XIX secolo fino al XX secolo

Sistema di lavoro a contratto (indenture system):

In cambio del costo del viaggio l’emigrante era obbligato a lavorare per un periodo stabilito (dal contratto) per il padrone di una piantagione. Permise così ai lavoratori a basso reddito di spostarsi e di guadagnare salari più elevati. Dal 1870 gli USA non permisero più l’emigrazione con lavoro a contratto, ma nonostante la messa in fuori legge della pratica, essa fu utilizzata molto dai flussi asiatici (India e Cina).

Paesi meno propensi all’emigrazione:

  • Russia: a causa del sistema di responsabilità collettiva nei confronti della terra del villaggio (del Mir, tutti devono prestare il loro impegno per coltivare quella terra comune che poi veniva restituita in base alla composizione della famiglia); i flussi migratori di migrazione dalla Russia verso gli USA erano composti dagli ebrei russi.
  • Francia: sistema di trasmissione della proprietà terriera, bassa fertilità
  • Giappone: emigrazione proibita tra il 1638 e il 1855
  • Svizzera: atto legalmente perseguibile quello di sollecitare un individuo a lasciare la sua terra nativa.

Gli stati latino americani (Argentina, Brasile) pagavano il coto del viaggio perché avevano bisogno di popolare i loro vasti territori quindi mandavano questi agenti di lavoro che provavano a convincere europei a partire con il viaggio pre-pagato.

Le cause delle migrazioni internazionali del 1800 e inizio 1900:

  • Disponibilità di un mercato del lavoro mondiale
  • Squilibrio tra offerta e domanda interna di forza lavoro
  • Perequazione dei vantaggi netti (ci guadagna anche chi rimane nel paese nativo perché diminuendo la popolazione, scarseggia la manodopera quindi si aumenta il salario per mantenere un certo livello di forza lavoro)
  • Differenziali salariali

I problemi dei costi di trasporto nelle migrazioni del 1800 e inizio 1900:

  • Il costo del trasporto passeggeri: 3,10/5 sterline Liverpool-Stati uniti
  • Nel 1867 la durata media di attraversamento a vela era di 44 giorni e a vapore di 14 giorni
  • Nel 1875 la società di navigazione White star aveva ridotto tale durata a 9 giorni
  • Nel 1890 a 7 giorni
  • Ciò ridusse i giorni in cui non si guadagnava così diminuì il costo totale dello spostamento
  • Emigranti e società di navigazione

La catena migratoria:

Gli emigranti che partono per primi segnano importanti rotte migratorie che guidano le partenze successive. Gli emigrati all’estero diffondevano le informazioni sulle modalità delle migrazioni intercontinentali, aiutando la ricerca del lavoro in loco (spesso gli emigranti già presenti all’estero mandavano biglietti pre-pagati per far partire amici o parenti dello stesso luogo natale verso l’america).

Un esempio è quello degli stati del Wisconsis e Iowa dove si annoveravano il 52% dei residenti americani di origine norvegese; un altro esempio è la Little Italies dove si trovavano esclusivamente la migrazione italiana meridionale e settentrionale (sopratutto dal Veneto poi Abruzzo, Molise ed infine la Sicilia –> questo sfata il mito della migrazione prettamente meridionale). Bisogna pensare che la Sardegna ad esempio non ha mai avuto un grande flusso migratorio in questo periodo (anche se storicamente lo aveva fatto verso i paesi nordafricani) e questo sfata la teoria economica per il quale i più poveri e i più legati alla terra partivano verso l’estero; con questo concludiamo il fatto che la catena migratoria è una buona soluzione per poter capire perché alcune regioni ( e per regioni intendiamo residenti di quel posto non le regioni per intero ) emigrano e altre no.

La catena migratoria però arrecava problemi al paese ospitante perché queste piccole comunità non cercavano di integrarsi culturalmente ma cercavano solo di risparmiare soldi da rimandare alla famiglia o per ritornare a casa. Per il risparmio ad esempio nelle Little Italies si erano istituiti dei banchi di risparmio denominati “banca d’Italia” che verrà poi sostituito dopo varie lamentele dal “banco di Napoli” ma le rimesse (risparmi) venivano pressoché mandati alle famiglie.

Teroria della spinta e del “richiamo” (Push and pull doctrine):

L’indicatore più ovvio della “spinta” è la disoccupazione. Il richiamo dato dall’offerta di lavoro e dagli alti salari all’estero quindi la spinta all’emigrazione proveniente dall’Europa nordoccidentale era profiqua.

I guadagni e le perdite derivanti dalla migrazione:

  • coloro che emigravano guadagnavano l’incremento salariale che offriva loro il paese di destinazione
  • coloro che rimanevano in patria erano ricompensati da salari più elevati

Per i paesi di partenza:

costi: mantenimento e formazione della forza lavoro fino alla partenza (caso  tedesco questo perché se fino a  vent’anni lo stato li aveva mantenuti ora tutte queste risrse investite non venivano ricambiate con il lavoro in loco perché questi futuri lavoratori emigravano all’estero);

Vantaggi: rimesse che sono importanti perché migliorarono il tenore di vita di chi rimane in patria, per migliorare la casa (comprare casa o ristrutturarla), per acquistare la terra. Le rimesse sicuramente non portano a creare nuovi imprenditori perché non c’era la conoscenza ma aumenta il deposito nelle banche locali che vengono investite produttivamente (ad esempio l’Abruzzo grazie ai fondi delle rimesse le banche investiono nell’ubranizzazione delle città; ad esempio Lucca grazie ai fondi delle rimesse le banche investivano nel settore edilizio)

Per i paesi di destinazione:

Vantaggi: benefici da questa iniezione di capitale umano senza doverne sopportare i costi di formazione.

Restrizioni e sussidi:

BG: legge del 1905 limiti all’immigrazione

Francia: 1899 la limitazione della quota di immigrati che potevano essere assunti per lavori pubblici

USA: vietano i lavoratori a contratto e l’immigrazione asiatica

N.B: quasi il 45% della manodopera immigrata è italiana.

Il caso dell’Australia nell’immigrazione del 1800 – 1900:

Nel 1840, il 71% della forza lavorativa maschile australiana era composta da carcerati o ex-carcerati. I flussi di capitale e forza lavoro abbondanti inglesi fecero aumentare il PIL. Di conseguenza la popolazione crebbe. Nel 1911 gli standard di vita australiana erano più elevati di quelli inglesi.

Il caso americano nell’immigrazione:

Immigrazione e sviluppo economico USA: teorie contrastanti

Anomalia americana: porta aperta nei confronti degli europei fino al 1921

Lo spartiacque venne rappresentato dalla prima guerra mondiale

Quota ACT 1921: la restrizione all’immigrazione in base alla quota fissata sui trend storici a seconda dell’origine nazionale

L’emigrazione italiana:

  • Dal 1861 al 1970: 27 milioni di espatri un’emigrazione netta di oltre 9 milioni
  • Destinazione: 1880 – 1921 in ordine di importanza USA, Argentina, Brasile
  • Atteggiamento favorevole del governo italiano fino al fascismo (fino al 1924 – 25)
  • Ruolo (positivo) delle rimesse degli emigranti sulla bdp e sullo standard di vita delle famiglie rimaste a casa
Secondo dopoguerra:

emigrazione disciplinata attraverso trattati bilaterali

Emigrazione indotta dalla domanda

Soprattutto emigrazione temporanea verso l’Europa

Alto tasso di rimpatri (contratti a termine -> 1,2,5, max 10 anni

1957 trattato CEE : introduzione della clausola libera circolazione merci, ma non manodopera (fino al 1969 dove veniva introdotta la clausola della libera circolazione dei lavoratori)

Conclusioni:

  • La libera circolazione delle persone prerogativa dell’Ottocento
  • Un mercato del lavoro mondiale
    Successivamente barriere e contratti (dopo la crisi del ’29 anche Brasile e Argentina)
  • Solo nella UE fine sessanta venne introdotta la libera circolazione dei lavoratori

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