La grande crisi degli anni 20 – riassunto storia economica

Crisi del ventinove riassunto storia economica

La grande Crisi è stata fatta incominciare dalla caduta della borsa di New York con una serie di giornate “nere” a partire dal 24 ottobre 1929. La situazione economica di molti paesi precipitò senza ripresa fino al 1932, sopratutto nel settore industriale e del commercio internazionale. I due paesi più colpiti furono Germania e USA. La durata della crisi e la sua gravità furono superiori ad altre crisi precedenti e successive del sistema capitalistico industriale. Gli effetti sociali furono dirompenti, con lunghe code di disoccupati.

Quali furono le casue della grande crisi?

  1. I mutamenti strutturali che avevano avuto luogo negli anni 20′ avevano reso sia il mercato dei prodotti (aumentando il grado di monopolio) sia quello dei fornitori (specialmente fattore lavoro) molto meno flessibili, rendendo più arduo ristabilire automaticamente l’equilibrio dopo uno shock;
  2. Il sistema monetario internazionale degli anni 20 aveva reintrodotto il gold standard, ma a condizioni molto squilibrate;
  3. Il ruolo della caduto della borsa di New York è stato eccessivamente enfatizzato sia come motivo scatenato della crisi, sia come causa principale;
  4. Politica monetaria statunitense molto restrittiva, che produsse panico finanziario, fallimenti a catena, deflazione, in assenza di un prestatore a livello internazionale;
  5. La trasmissione della crisi dai paesi che la generarono agli altriavvenne attraverso i meccanismi del old standard, della mancanza di coordinamento, della caduta dei prezzi, di una mal interpretata ortodossia iscale e di un crescente protezionismo.

Una sincronia quasi generale privò l’economia interna a internazionale di fattori di compensazione (es. protezionismo: se un paese lo adatta, potrà pensare di importare meno ed esportare di più, ma se tutti i paesi lo applicano contemporaneamente, la diminuzione delle importazioni di tutti i paesi farà diminuire le esportazioni di tutti i paesi. La diminuzione delle esportazioni farà fdiminuire così il reddito e così via in una spirale negativa.

Le ripercussioni finanziarie della grande crisi – riassunto

La catena di eventi legata alla parte finanziaria della grande crisi è quella più spettacolare e dà la dimensione della necesità di un governo internazionale dell’economia mondiale.

La situazione delle banche iniziò a peggiorare nella primavera del 1931.

La prima crisi scoppiò in Austria, e questa ebbe ripercussioni sulle altre banche: ungheresi, tedesche. La Germania perse metà delle sue riserve d’oro. Gli USA dovettero correre in aiuto della Gemania , e il 20 Giugno il presidente Hoover annunciò una moratoria nei pagamenti delle riparazioni e dei debiti di guerra. In Luglio la crisi bancaria esplose. Il governo chiuse banche e borsa per 1 settimana, predisponendo misure tra cui l’aumento del tasso di interesse al 10%. La crisi bancaria tedesca diffuse i suoi effetti in tutta Europa, con una corsa all’oro che finì col mettere sotto pressione la Banca d’Inghilterra, e per affrontarla si provocò una crisi di governo. Il nuovo governo aumentò le imposte e diminuì le spese. Uno sciopero provocò altre perdite d’oro da parte della Banca d?inghilterra e si decise di abbandonare il gold standard. La crisi giunse anche negli USA (fallimenti bancari) e in Italia. Alberto Beneduce (uomo di fiducia di Mussolini) fondò un nuovo istituto di credito industriale a lungo termine pubblico, l’Istituto mobiliare italiano (IMI), che doveva poi assumenre il ruolo di finanziatore al posto delle banche miste, sollevando poi le banche miste dalle loro immobilizzazioni in azioni, attraverso un altro istituto pubblico, l’Istituto di ricostruzione industriale (IRI), che invece doveva gestire le partecipazioni azionarie. Emanò poi una nuova legge bancaria, che aboliva le pratiche commerciali possedute dall’IRI. L’unico paese europeo che fu risparmiato dalla crisi fu la Francia, a causa della sua ampia riserva d’oro.

Assenza di cooperazione internazionale durante la grande crsi – riassunto

A livello internazionale questi aiuti furono inadeguati. Le uniche iniziative furono:

  1. Banca dei regolamenti internazionali, che doveva supervisionare il pagamento delle riparazioni. Presa la sua funzione con la moratoria di Hoover, e poi con la fine dei pagamenti decretata da Hitler, diventò un luogo di incontro per i banchieri centrali, dove si potevano concordare prestiti internazionali;
  2. Convegno economico di Londra del giugno 1933 per studiare i modi per uscire dalla crisi. Non si riuscì a discutere di abbassare il protezionismo, né di stabilizzare le monete, né di lanciare un programma di spesa pubblica comune. Il Convegno terminò con accordi marginali (vendite di cereali, prezzo dell’argento);
  3. Accordo tripartito tra USA, Gran Bretagna, Francia con cui 3 paesi si rendevano disponibili a sostenere reciprocamente il corso delle loro monete per 24 ore, perchè tutte le misure decise dal paese sotto attacco potessero andare in funzione senza che si generasse panico. Inoltre gli USA si impegnavano a fornire agli altri due paesi oro e dollari a tassi di cambio concordati qualora fosse stato necessario.

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